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09/03/2011 16.35.53 - Articolo letto 9263 volte

La parrocchia non paga. Equitalia Basilicata pignora tre panche

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E' accaduto a San Giuseppe Artigiano per il mancato pagamento della Tarsu
di GIOVANNI MARTEMUCCI
Matera "C’è una relazione -afferma in una nota Adriano Pedicini, consigliere comunale del PDL- tra il numero di pignoramenti e le condizioni di vita di un territorio: qui si vive nel coma più profondo; i pignoramenti hanno varcato la soglia della casa del Signore. Processo sintomatico che da solo descrivere gran parte delle difficoltà della comunità materana, il tutto rasenta l’inverosimile, l’inconcepibile: Equitalia procede ad un assurdo pignoramento di tre panchette con inginocchiatoi, posti all’interno della chiesa di San Giuseppe Lavoratore, parrocchia sita nel quartiere di Viale Italia. Non è la trovata carnevalesca del momento ma semplicemente la reale situazione di difficoltà nella quale la città versa. Penso non vi siano analoghe situazioni soprattutto se si tiene presente che le sedute dove i parrocchiani si riposano per partecipare alla messa, sono state donate alla chiesa dai fedeli del quartiere. Il parroco Don Michele Grieco, non ha di che preoccuparsi, sa bene di poter chiedere un piccolo sacrificio ai suoi parrocchiani, quello di sentir messa in piedi o di sedersi se Equitalia lo permette. L’ammontare del debito con la società affidataria del recupero da parte del Comune di Matera , è relativo al mancato pagamento della tassa dei rifiuti, per una cifra poco superiore a 300 € alla quale si devono aggiungere more, interessi e spese, mentre il valore stimato delle sedute è stato calcolato dagli emissari pari a 800 €. Lo sconcerto del parroco è enorme, ma non c’è da meravigliarsi più di tanto in questa città dove le sensibilità sembrano essere terminate. Da una parte assistiamo a queste prese di posizione nei confronti di una comunità solidale, sempre più tartassata anche dalle procedure esecutive e con tasse che non si riescono a pagare, dall’altro vi sono amministrazioni che non riescono a produrre linee politiche di orientamento al lavoro per dare opportunità ai tanti che sono in difficoltà. L’ultima frontiera rimasta nell’assistenza sociale è  la chiesa, estremo avamposto delle emergenze sociali, supplisce al fallimento delle politiche sociali regionali e comunali, quasi come unico punto di riferimento di un malessere che inquieta tutti. Dopo il tracollo del progetto COPES, assolve al disagio sociale dando fondo ad ogni risorsa, aiutando tante famiglie: bisognosi che non hanno di che coprirsi, pagando bollette altrui, risolvendo una miriade di piccole esigenze, perché i poveri non sono solo quelli che hanno il coraggio di essere lì tutti i giorni, all’ingresso del comune, ci son quelli al quale questo coraggio manca, non si rivolgono ai canonici luoghi di ristoro. Il gesto è grave perché rivolto nei confronti della chiesa e dei suoi sacerdoti, di coloro che conoscono perfettamente le sacche di emergenza e lavorano per rompere le barriere istituzionali, culturali e psicologiche di un sistema insensibile alle ragioni dei poveri. Credo che il parroco farebbe bene ad invitare i fedeli a non utilizzare quelle tre panche, a lasciarle vuote nella messa domenicale, quale simbolo dell’insensibilità burocratica, in una comunità che condanna l’uso di mezzi coercitivi aprioristici e senza anima, dove il denaro è l’unica cosa che conta ed il suo recupero incondizionato calpesta ogni senso morale ed ogni logica razionale".
 
In una nota la Curia sostiene che "al di là della straordinarietà dell’evento e della banalità del fatto in se stesso, osserviamo che tale spiacevole situazione sarà stata originata da qualche fastidioso contrattempo di comunicazione che ha impedito la conoscenza del pagamento dovuto.
Peraltro, le cattive condizioni metereologiche dei giorni scorsi, che hanno provocato l’allagamento dei locali della stessa chiesa, hanno distolto l’attenzione degli interessati dall’approfondimento della faccenda per cui si è arrivati alla spiacevole situazione".




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




Tasse solo per i poveracci?
Il 10/03/2011, Aldo85 ha scritto :
Una volta tanto Equitalia dimostra una parvenza di "equità". Non vedo perchè una chiesa che non paghi un'imposta debba essere trattata con maggior riguardo di un cittadino che non fa lo stesso. A maggior ragione chi fa parte di un'istituzione che assorbe buona parte della tasse nazionali dovrebbe essere alquanto solerte nei (pochi) pagamenti che gli spettano. 

 
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