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08/02/2011 18.26.31 - Articolo letto 4975 volte

Matera può garantire autonomia di 3 istituzione scolastiche

La protesta alla Torraca (foto Martemix) La protesta alla Torraca (foto Martemix)
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Comunicato stampa della scuola Nicola Festa e scuola Torraca
di GIANNI CELLURA
Matera Riportiamo di seguito il comunicato stampa diramato oggi dalla scuola Nicola Festa riguardo al dimensionamento scolastico:

“La soluzione contenuta nel Piano di dimensionamento scolastico per l’a.s. 2011/12 deliberato dalla Giunta Regionale che accorpa il plesso di via Greco (scuola primaria e dell’infanzia) alla nostra Scuola e conseguentemente la trasforma in Istituto Comprensivo, desta qualche preoccupazione oltre a stimolare varie riflessioni. 
Sono note le proteste di questi giorni dei genitori degli alunni di quel plesso e comprensibili le preoccupazioni degli stessi circa la paventata interruzione in tema di continuità didattica (sottesa nell’accorpamento previsto) per i propri figli. Esprimiamo solidarietà per tale situazione di disagio nei confronti delle famiglie e dei docenti.
Il disagio riguarda anche noi della “N. Festa”, poiché tale situazione incresciosa favorisce un clima non positivo nei confronti della nostra Scuola, che, nell’opinione pubblica, potrebbe essere percepita come “scuola sottodimensionata” o peggio “scuola rifiutata”. Il danno arrecato all’immagine della Scuola risulta ancora più grave se si tiene conto che questo è un momento importante e delicato per tutte le scuole: infatti, siamo in pienoperiodo di iscrizioni. …..”
 
Era questo l’incipit di un nostro precedente documento, datato 21 gennaio 2011, purtroppo ancora attuale oggi. Sono cambiati gli attori della protesta, ma la “N. Festa” è ancora una scuola rifiutata o, peggio, denigrata e offesa, per alcuni versi.
Abbiamo dovuto denunciare gli atti di teppismo subìti venerdì scorso, ma le offese continuano sulla rete tra ragazzini e ragazzine che, anziché sentirsi cittadini in nuce, appartenenti alla stessa comunità, si scambiano insulti e dagli adulti mutuano il linguaggio e il tifo da stadio.
Che pena!
Quale amara sconfitta per l’intera comunità scolastica materana dover assistere impotenti a tale spettacolo indecoroso e indecente…
Passata la contingenza del momento, i ragazzi probabilmente dimenticheranno (si sa che a volte i ragazzi sono migliori degli adulti o semplicemente hanno anticorpi più resistenti)…ma gli adulti ?
Noi non parleremo male dei colleghi della “Torraca”. Conosciamo l’abnegazione e la professionalità del loro lavoro, pari a quello svolto da tutti coloro che operano nella scuola pubblica tra tanti sacrifici personali, pochi riconoscimenti sociali, tante difficoltà, sempre sostenuto, però, da una grande passione e da una grande ambizione: offrire a quei “cittadini in nuce” tutti gli strumenti per poter meglio affrontare il mondo e fornir loro i codici adeguati per leggere il grande libro della vita.
E i genitori di quei ragazzi che non stanno andando a scuola? O, ancor più, i genitori di tutti i ragazzi coinvolti, e non, in questa vicenda? Quale idea vera e reale hanno e conserveranno dell’intera scuola materana?
Le famiglie, quando ci affidano i loro figli, chiedono che gli stessi siano ospitati in scuole sicure, accoglienti, fornite di attrezzature idonee e moderne, di adeguati sussidi didattici e, soprattutto, che siano seguiti ed aiutati a crescere bene imparando.
Non ci sono, a nostro modesto parere, scuole di serie A e scuole di serie B, nella nostra città!
Non siamo allo stadio!
Varie sono le ragioni in base alle quali una famiglia effettua la scelta d’iscrizione dei propri figli in una scuola: la vicinanza, la diversa offerta formativa, la conoscenza del personale scolastico, il passaparola e, probabilmente, altro ancora.
 Lo sviluppo urbanistico della nostra città non è uniforme in tutto il suo territorio e non è soprattutto corrispondente all’attuale ubicazione delle scuole medie. I trasporti pubblici e gli orari dei servizi in genere non agevolano la mobilità urbana,  anche tale considerazione influisce sulle motivazioni che spingono le famiglie a scegliere una scuola anziché un’altra.
Può risultare più comodo “portare” il/la proprio/a figlio/a nella scuola più vicina al posto di lavoro o alla casa dei nonni, quando, per esempio, si hanno orari di lavoro non coincidenti con quelli scolastici.
Per tutte le riflessioni esposte nel su richiamato documento del 21 gennaio scorso (Matera città non esposta al rischio di spopolamento, popolazione scolastica complessiva cittadina sufficiente a garantire autonomia di 3 istituzione scolastiche secondarie di 1° grado, insussistenza condizioni aggregazione in verticale) avanzavamo le seguenti proposte :
 
“al Consiglio Regionale di Basilicata di rivedere la soluzione adottata dalla Giuntae di consentire l’autonomia della Scuola “N. Festa”, in deroga, per l’anno scolastico 2011/12;
all’Amministrazione Comunale di Matera di aprire un percorso partecipato con tutto il mondo della scuola (istituzioni scolastiche, organizzazioni sindacali, associazioni, ecc.) per ridisegnare la rete scolastica cittadina al fine di una piena valorizzazione e utilizzazione di tutte le strutture scolastiche esistenti”.
 
       E’ nota la successiva decisione del Consiglio Regionale che, ci rendiamo conto, può provocare non condivisione, preoccupazione, incertezze nelle famiglie chiamate in questi giorni a scegliere la scuola a cui iscrivere i propri figli.
La  ristrettezza dei tempi,  il clamore della protesta, le offese e le denigrazioni non aiutano la “N. Festa” a superare la fatidica soglia del numero 500 (parametro minimo per assicurare l’autonomia scolastica).
          Esula dalle nostre competenze giudicare il provvedimento, perché noi siamo persone di scuola e le istituzioni hanno un’altra sfera di competenza, più ampia. Avvertiamo, però, l’urgenza di porgere una domanda a tutto il mondo scolastico materano: siamo interessati tutti a mantenere 3 scuole medie a Matera? O c’è qualcuno che pensa si possano ridurre a 2? Oppure, manteniamo 2 scuole medie e ne trasformiamo una in Istituto Comprensivo?
         Ricordiamo semplicemente a chi ha la memoria corta: 2 anni fa la “N. Festa” si trasformava in Istituto Comprensivo, accorpando scuole materne e primarie del borgo La Martella e del quartiere S. Venerdì; un mese fa eravamo già stati trasformati in Istituto Comprensivo aggregando il plesso della primaria di via Greco.
         Nel primo e nel secondo caso abbiamo civilmente argomentato la nostra non condivisione, senza fare barricate e alzare steccati.
         Infine, c’è un tema ricorrente in questi giorni, caro a tutto il mondo della scuola: la continuità didattica.
         Sappiamo che nella scuola odierna italiana questa è sempre più merce rara, perché nella maggior parte dei casi non viene garantita sia per le recenti politiche scolastiche governative, sia per inattuate precedenti norme (vedi organico funzionale), sia perché tra i servizi pubblici la scuola rimane il settore con maggiore mobilità. Non vorremmo che nella vicenda attuale il tema “continuità” fosse utilizzato strumentalmente per tenere alta l’attenzione e la tensione.  
         Né giova fare del terrorismo psicologico nei confronti delle famiglie perché, se si riflette e si guardano con oggettività i numeri, ciascuno può rimanere nelle proprie classi pur cambiando titolarità.
        Diversamente, la situazione potrebbe mutare se, a prescindere dal dimensionamento deliberato, ci sono volontà soggettive di trasferimento in altra sede.
 
         Non vi è alcun dubbio che la continuità del team docente offra le migliori condizioni per l’apprendimento. Se riflettiamo TUTTI, razionalmente e ci chiediamo  quali siano i  requisiti organizzativi-strutturali che assicurino tale continuità, la scelta è quella di avere scuole medie con utenza consolidata superiore alle 500 unità. In tal modo si producono benefici sulla stabilità degli organici, determinando cattedre complete e non più spezzoni di orario che fanno girare i docenti come delle “trottole” a discapito dell’azione didattica e degli stessi ragazzi.
 
Riflettiamo tutti insieme!     

Comunicato stampa della scuola media Torraca :

"COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Permanente  Genitori degli alunni della Scuola Media TORRACA Sede Centrale e Succursale P.zza degli OLMI in seguito agli sviluppi del confronto con le Istituzioni preposte alla definizione del Piano di Dimensionamento scolastico (che ha aggregato, contro ogni logica e giusto principio, la succursale di Piazza degli Olmi alla Scuola Media N.Festa) in totale sintonia con il personale docente e non docente della stessa Scuola

HA RITENUTO

di far riprendere ai ragazzi il normale corso delle lezioni perché crede nel valore della Scuola

ATTENDE

l’esito del tavolo tecnico previsto per i prossimi giorni al quale auspica partecipino  tutte le parti in causa per riconsiderare le delibere assunte e per evitare,  in autotutela,  gli inevitabili ricorsi delle parti lese  all’autorità giudiziaria

CONFIDA

che il Presidente della Giunta  e del Consiglio Regionale e i Consiglieri Regionali che noi abbiamo eletto in qualità di garanti della democrazia e legalità in tutto il territorio vogliano far proprio il valore del merito dimostrato negli anni dalla Scuola Torraca che, invece di essere premiata, appare paradossalmente penalizzata vogliano ridare la giusta considerazione alle conclusioni raggiunte e condivise nei tavoli tecnici, che invece appaiono completamente disattese vogliano testimoniare ai nostri ragazzi e alla città che le regole vanno rispettate ed interpretate secondo correttezza, buona fede e non furbizia vogliano ridar vita al senso civico e di appartenenza che sentiamo calpestato

IL COMITATO CONTINUA PERTANTO A PRESIDIARE LA SCUOLA E A VIGILARE SUI FUTURI SVILUPPI DELLA VICENDA"



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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