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19/11/2010 20.35.47 - Articolo letto 5563 volte

LA VIOLENZA SUBITA : UNA SPINA “INDELEBILE”

Violenza Violenza
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DIFFICILE SOTTRARSI MA NON IMPOSSIBILE “LIBERARSENE” !
di FRANCESCO AMBROSECCHIA
Italia Negli ultimi anni i mass media, giornali,  telegiornali, e talk show compresi, sono “ricchi” di notizie di violenza. Vuoi per informarci, vuoi per strumentalizzare o per fare share, resta il fatto che il fenomeno della violenza è in forte crescita nel nostro paese. Proprio di recente abbiamo assistito a tre “gravi” fatti di cronaca, in cui la violenza e sicuramente la follia umana, hanno toccato l’apice. Una “stupida” ma rilevante curiosità è che sono accaduti il primo al Nord , il secondo al Centro e l’altro al Sud  Italia. Beh non vi sembra che di violenza ce ne sia un po’ troppa?!...da Nord a Sud! Tutti noi, “bombardati” di informazione, sappiamo già più o meno bene cosa sia successo a Milano con  l’aggressione al tassista, finito prima in coma e poi morto qualche settimana dopo. Poche ore prima, nella stazione di Anagnina a Roma, una lite, iniziata con qualche parola di troppo, tra un ragazzo romano e una rumena, ha portato allo stesso epilogo con la donna morta dopo alcune ore di coma. La violenza, già per sé negativa, assume contorni ancora più malefici, se viene diretta a determinate categorie di persone quali gli anziani, i minori, parenti, portatori di handicap. Quellasui minori è la più facilmente attuabile, innanzitutto per la differenza nella forza fisica, ma anche per il potere psicologico che può avere un adulto nei confronti del minore, soprattutto se parente. La famiglia infatti è purtroppo il luogo dove si consumano il maggior numero di violenze sui minori. Ne è esempio quello che io definirei il triller di Avetrana, che ancora oggi, ci tiene incollati ai giornali, alla televisione, in attesa di sapere notizie e aggiornamenti, come se fossimo sempre in attesa e curiosi di una nuova puntata di un “giallo” fatto a fiction. Si tratta di Sarah Scazzi, l’ennesima adolescente, vittima della violenza di un adulto, suo zio, con la complicità della cugina, di cui è ancora ignoto il movente. Come se non bastasse, lo zio “omicida” ha confessato di aver abusato del corpo della nipotina, dopo averla uccisa. Atti che non hanno bisogno di ulteriori commenti...e che per la loro brutalità parlano da sé! Il problema della violenza è tornato ultimamente “alla luce” a causa di casi, sempre più frequenti, di pedofilia e a causa di un fanatismo inopportuno, legato ad un altro fenomeno divulgante, l’omofobia. La presunta diversità, come tale viene definita, nel volgo comune,  sembra essere diventata la scusante  per “massacrare” se non peggio “uccidere” il prossimo...ma in realtà nessuno ha il diritto di poter giudicare cosa è o non è normale!...sopratutto se oltre alla non accoglienza, si applica violenza! E’ palese che una notizia di cronaca locale ha un eco minore rispetto a quella resa pubblica o nazionale, in quanto quest’ultima è strumentalizzata e posta sotto i riflettori; ma notizie del genere, arrivano anche dalla nostra terra. I dati Istat infatti riferiscono come il fenomeno della violenza è un disagio in aumento  in Basilicata. Pochi sono a conoscenza del caso di violenza su un ragazzo disabile in provincia di Matera, dove le violenze sono iniziate quando la vittima aveva 14 anni per poi ripetersi per anni. E infine, sempre in Basilicata, si sono consumati casi di abusi sessuali di gruppo, come quello che è accaduto nella notte tra sabato e domenica del 31 ottobre scorso, ai danni di una donna di 33 anni, ballerina di un night di Melfi, all’uscita del locale, dopo essere stata ingannata con una scusa. Cose dell’altro mondo direbbe qualcuno!...ma magari appartenessero a un mondo non nostro! ...e invece fanno parte della  nostra squallida quotidianità.  Si crea così un qualcosa di pericoloso, ed è proprio il minore o il debole a pagare il prezzo più alto. La violenza sui minori e sui più deboli, come abbiamo potuto apprendere, esiste, ed esiste in mille facce e modi : violenza fisica, violenza sessuale e violenza psicologica (quest’ultima attuata umiliando, minacciando o emarginando la vittima). I casi di violenza sui minori sono i più difficili da conoscere perché raramente vengono denunciati, questo per svariati motivi: la giovinezza, l'inesperienza, spesso la vergogna della vittima stessa, la complicità imposta violentemente dalla famiglia, l'ignoranza, la paura. Tale problematica è interclassistica, non necessariamente legata a disagi economici. La realtà ci insegna che i responsabili di violenze provengono spesso da famiglie agiate, e che spesso il disagio non è apertamente manifestato, tanto che le persone intervistate, legate o conoscenti del colpevole,  rispondono con la classica frase : “ Un giovane come tanti....” . In ogni caso, chiunque sia l’autore materiale del sopruso, qualunque sia il contesto sociale in cui egli abbia agito, le conseguenze di cui il minore soffre, a seguito dei maltrattamenti subiti, ledono la sua personalità e compromettono lo sviluppo della sua psiche, provocando rifiuto o indifferenza verso qualsiasi atteggiamento affettivo, da un lato; e causando un sentimento di odio, accompagnato da una consolidata forza e brutalità, dall’altro. Nello specifico, la violenza fisica e quella psicologica possono comportare: difficoltà nell’inserimento sociale del minore, paura di instaurare nuove relazioni, attacchi di panico, disturbi alimentari, ricorso ad alcool e droghe. Gli effetti della violenza sessuale sono altrettanto devastanti: si parla di tentativi di suicidio, non rispetto di sé e del proprio corpo, inibizione sessuale, o di contro ricerca continua di rapporti sessuali, quindi ancora abuso di alcool e droghe. Nel caso frequente di violenza tra minori, sono chiamate in causa anche le responsabilità della società. La stessa infatti ha il ruolo di concretizzare una sorta di percorso comune di prevenzione, partendo dalla realtà più locale per poi estendersi a quella nazionale e oltre.  Si sono svolti a riguardo diversi convegni, o  meeting, affinché se ne parli e ci si attivi per emarginare e ridurre il divulgarsi di tale fenomeno. Emerge la necessità di promuovere la tutela dei diritti della persona e dell’uguaglianza tra le stesse e il bisogno di una rete di aiuto e supporto, e la necessità, inoltre, di potenziare la formazione nell’assistenza di tale soggetti coinvolti e l’educazione dei giovani improntata sul rispetto dell’altro.  Queste mie parole non nascono per caso, ma per esperienza personale : vittima di quel qualcosa che non è cosi lontano da questa tematica, subita fortunatamente quando ero maggiorenne ma pur sempre legato alla mia “prima volta”. Un ricordo che ora come ora non ha più lo stesso “peso” come quella notte! Il codice penale mira a coscientizzare il soggetto responsabile, facendo giustizia. A volte, magari ci si trova davanti a provvedimenti ridotti e a una giustizia solo parziale, solo perché qualcuno fa passare il responsabile come incapace di intendere e di volere, ma la vendetta non aiuterebbe comunque a cancellare quel segno che ci ha marchiato da o per anni ! Non preoccupiamoci di denunciare o di raccontare a chi riteniamo sia una persona cara quello che ci viene fatto...accettiamo l’aiuto offertoci e solo cosi potremo dire basta!  
 
A cura di Francesco Ambrosecchia



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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