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17/10/2010 13.37.40 - Articolo letto 5730 volte

Da Modena idee per il Verde urbano di Matera

POTATURE SELVAGGE POTATURE SELVAGGE
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Gli investimenti sul Verde pubblico sono strategici per il futuro delle città
di LUCA FORTUNATO
Matera Sono appena rientrato a Matera. Sono stato nella bella, accogliente, vivibile e Verde Città di Modena. Venerdì scorso, infatti, ho seguito il Convegno Nazionale "IL VERDE E LA CITTA' - Qualità ambientale, benessere sociale e salute" organizzato dall'Ordine degli Agronomi di Modena, dal Consiglio Nazionale degli Agronomi, dal Comune di Modena, dal Comune di Bolzano, da Rete Italiana Città Sane OMS, dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane. A parte il piacere di ritornare in Emilia-Romagna, Regione che ha avuto un ruolo centrale nella mia formazione universitaria, lavorativa, professionale ed umana ed il piacere di passeggiare negli splendidi parchi urbani modenesi, il Convegno mi è piaciuto molto. Un convegno non scontato. Nel senso che si sono affrontati per davvero le problematiche e le opportunità del Verde urbano. Ed anche perché ho trovato i miei "cavalli di battaglia" (qui a Matera) trattati in modo esemplare e normale (lì a Modena). Normale, certo. Perché, in fondo, qui a Matera, è di normalità che (ancora) necessita il Verde urbano, soprattutto pubblico. Una virtuosa normalità che, qui dalle mie parti, il sottoscritto ha contribuito a realizzare, ad iniziare, a far vivere. E che mi auguro venga tutelata, continuata, valorizzata, sviluppata.
 Stando al Convegno modenese, gli aspetti di contenuto che ho trovato maggiormente interessanti (e che ritengo possano essere utili anche per la nostra Matera) sono stati, in estrema e schematica sintesi, i seguenti:
 - gli investimenti sul Verde pubblico (sia per la sua corretta gestione-manutenzione, sia per il suo ampliamento) sono strategici per il futuro delle collettività e delle città;
 - occorre avere una visione "olistica", cioè di insieme e non di settore;
 - occorre arrivare a due sole tipologie di Verde nelle città: i grandi parchi pubblici e le aree di forestazione urbana a carico delle Amministrazioni comunali e il Verde "privato ad uso pubblico" (verde di vicinato, condominiale ecc.) a carico dei privati. Una sfida difficile ma estremamente interessante ed efficace;
 - il ruolo del volontariato è certamente importante riguardo soprattutto alla pulizia delle aree verdi, ma non è sufficiente. Occorre, infatti, continuare ad innovare anche le forme di Pianificazione del Verde tenendo presenti le diverse e diversificate difficoltà gestionali;
 - il Verde, oltre che come componente estetica, va inteso anche e soprattutto come elemento di costituzione e composizione urbana, come elemento a valenza bioclimatica e come elemento che migliora la qualità dell'aria;
 - la realizzazione del Verde non rappresenta più necessariamente una voce onerosa nei conti economici di chi lo realizza ma si può trasformare in una opportunità di investimento. Senza dimenticare che la presenza di Verde rende i valori immobiliari più elevati;
- il Verde incide sulla salubrità urbana non solo con i parchi, i giardini e le alberature stradali. Ma anche con i tetti verdi, i giardini pensili, le pareti verdi, i giardini privati, i cortili, i cavedii, i muri ciechi inverditi, i parcheggi alberati, le aree residuali ecc. Nel bilancio ambientale urbano va, dunque, rivalutata l'importanza di Tutto il Verde;
 - l'importanza del "verde tecnico", ciò delle piante utilizzate nelle opere di ingegneria naturalistica. E l'importanza della distinzione tra la "vera" Ingegneria naturalistica che utilizza legno, pietra ecc. insieme alle piante vive e la "falsa" ingegneria naturalistica che utilizza materiali naturali quali appunto il legno, la pietra ecc. ma senza le piante vive;
 - le Aree verdi quando progettate e gestite correttamente possono non solo raggiungere gli obiettivi e gli standard di sostenibilità programmati, ma possono anche superarli;
 - (dal materiale in distribuzione al Convegno) il rapporto Alberi/Lavori pubblici va visto e inteso sempre a favore degli Alberi, non dei Lavori pubblici: gli scavi vanno fatti in modo da non danneggiare le radici degli Alberi; l'interramento dei cavi di gas, luce, telefono ecc. va fatto studiando percorsi tali da non danneggiare gli Alberi; i marciapiedi vanno rifatti per evitare l'abbattimento di alberi sani; le chiome degli alberi che invadono balconi e edifici vanno potate ma non capitozzate. A Modena, gruppi interprofessionali si trovano sotto il controllo non dell'Assessorato ai Lavori pubblici ma dell'Assessorato ai Lavori pubblici e dell'Assessorato all'AMBIENTE;
 - la complessità concettuale che attiene al Paesaggio e dunque anche al Verde urbano necessita di robuste basi teoriche capaci di combattere concettualizzazioni superficiali o errate. La Teoria generale delle Risorse e l'associata Teoria degli Eco-Field rappresentano importanti passaggi per comprendere al meglio la complessità ambientale, anche urbana;
 - occorre applicare i concetti dell'Ecologia ai Sistemi urbani. Le Amministrazioni dovrebbero procedere su un doppio binario: introdurre e implementare politiche innovative in materia di Ambiente e nello stesso tempo perseguire strategie di Conservazione e Valorizzazione del patrimonio naturalistico all'interno delle Città e intorno alle Città.
A questo punto qualcuno potrebbe affermare: "Qui siamo a Matera, non a Modena". Certo. È vero. Ma dobbiamo assolutamente guardare e saper guardare a realtà migliori per crescere e migliorarci. Adattando ovviamente le idee e i metodi alla nostra specifica realtà. Ma una positiva e virtuosa "contaminazione culturale" è assolutamente necessaria. Per evitare numerosi errori commessi in passato, per costruire un futuro Verde di qualità.




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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