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24/09/2010 18.09.33 - Articolo letto 6119 volte

Tirocini formativi e Banca Popolare del Mezzogiorno

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Conclusioni dell' API Matera
di GIANNI CELLURA
Matera Inserimento dei giovani nelle imprese . Le work experience? Meglio se a sportello


L’iniziativa della Giunta Regionale di favorire l’inserimento dei giovani lucani nelle imprese della Basilicata attraverso un’esperienza lavorativa, le cosiddette work experience, offre uno strumento utilissimo ai disoccupati scolarizzati e alle aziende.
         Per il presidente dell’API di Matera, Vito Gravela, tutte le forme di tirocinio costituiscono una valida iniziativa che consente alle imprese di valutare sul campo le persone da assumere e ai giovani diplomati e laureati di fare esperienze in un ambiente di lavoro.
         Tuttavia – osserva Gravela – per i prossimi bandi avanziamo una proposta volta sia a migliorare l’efficacia della spesa che a venire incontro alle esigenze delle imprese di attivare i tirocini nel momento del bisogno. Anziché avvisi pubblici a scadenza prolungata, sarebbe opportuno predisporre bandi a sportello per cui la Regione dovrebbe organizzarsi per valutare le domande in tempi ristretti e in non più di 10 giorni lavorativi, costituendo per esempio la commissione di valutazione contemporaneamente all’emanazione del bando. In questo modo le istanze sarebbero valutate in ordine cronologico di arrivo, impegnando la spesa fino ad esaurimento fondi.
         Occorre quindi, ridurre i tempi della pubblica amministrazione per renderli compatibili con quelli delle imprese, consentendo loro di selezionare e avviare al lavoro i giovani in tempi brevissimi.
         Un’altra osservazione riguarda la durata degli interventi. Il bando prevede una durata dei tirocini di 6 mesi. In proposito l’API propone di allungare il periodo di tirocinio fino ad un massimo di 12 mesi in modo da consentire sia alle imprese che ai tirocinanti da una parte di effettuare una valutazione più attenta delle capacità e delle potenzialità del giovane e dall’altra di maturare un’esperienza il più completa ed esaustiva possibile  che permetta al tirocinante di acquisire maggiori competenze.
         Le esperienze dei vecchi PIP (Piani di Inserimento Professionale) e dei tirocini attivati con i Centri per l’Impiego - conclude il presidente Gravela - hanno dimostrato che la percentuale di giovani che hanno trovato occupazione stabile presso l’azienda ospitante è di molto superiore a quella dei corsi finalizzati all’occupazione. Per questo ben vengano iniziative come queste. Siamo convinti che, se accolti per il prossimo futuro suggerimenti come questi, i risultati saranno di gran lunga positivi sotto tutti gli aspetti, sia della occupabilità che dell’efficacia della spesa.


Nuovo assetto della Banca Popolare del Mezzogiorno Tradita la fiducia dei soci lucani

“Raccogliamo l’appello del presidente della Provincia e rilanciamo l’invito alla Banca Popolare del Mezzogiorno a rivedere  il nuovo assetto”.
         Il presidente dell’API Vito Gravela prende posizione netta sul progetto di ristrutturazione della Bpmez che svuota la sede di Matera dei residui poteri decisionali rimasti dopo l’ingresso della Bper e li trasferisce nella sede di Crotone.
         Tale riorganizzazione, infatti, tradisce la fiducia che tanti imprenditori locali avevano avuto diventando soci della banca, credendo in un istituto di credito lucano che, tuttavia, mano a mano è diventato sempre più estraneo al territorio.
         Sin dal 1995 la volontà di pochi riuscì a prevalere consegnando la banca agli emiliani senza garanzie di investimento in Basilicata. La fusione del 2008 con Crotone fu un ulteriore passo verso l’abbandono. Lo smembramento degli uffici direzionali, adesso, contribuisce all’impoverimento in atto da anni nel materano, dove già la Telecom, l’Enel, l’Italgas, la Banca d’Italia ed altri soggetti erogatori di servizi pubblici hanno drasticamente ridotto se non annullato la propria presenza.
         “La Banca Popolare del Materano, oggi Banca Popolare del Mezzogiorno, è stata per anni un punto di riferimento per gli imprenditori materani e lucani, per la sua vocazione di banca locale e lucana e per la sua capacità di finanziare il sistema economico ed imprenditoriale”.
         “Già da tempo, tuttavia, questa vocazione stava rapidamente venendo meno. Il nuovo assetto annunciato trasferirà a Crotone i centri decisionali, con tutta una serie di complicazioni per le pratiche di finanziamento che inevitabilmente finiranno per chiudere i già asfittici rubinetti del credito”.
         Il presidente Gravela invita quindi la Banca Popolare del Mezzogiorno a rivedere la sua decisione e tutti i protagonisti della vita pubblica lucana a farsi portavoce di questo appello.




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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