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18/08/2010 13.03.29 - Articolo letto 6416 volte

Un “Sistema di Monitoraggio Ambientale “ per sicurezza, crescita e sviluppo

Luca Braia Luca Braia
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Le parole del consigliere regionale Luca Braia
di LUCA BRAIA
Matera Aggiungo anche la personale  soddisfazione per il lavoro svolto dal Dipartimento Infrastrutture dell’Assessore Rosa Gentile e dal D.I.F.A. (Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente dell’Università degli Studi della Basilicata) auspicando però che da oggi in poi, come già sottolineato dal sottoscritto nel corso di un dibattito sul tema effettuato in un Consiglio Regionale delle settimane passate, nella fase di confronto e di redazione dei progetti preliminari ed esecutivi, vengano coinvolti anche il sistema della ricerca e le imprese private presenti in Basilicata e specializzate nel settore della mitigazione dei rischi naturali attraverso l’uso di dati rilevati da piattaforme Aeree  e/o Satellite.
Lo studio e le risultanze delle analisi per la determinazione delle caratteristiche meteo marine del litorale metapontino, finalizzato all’individuazione di possibili interventi infrastrutturali indirizzati alla mitigazione dei processi erosivi sul tratto di costa lucano, stando a quanto appare ad una prima lettura di alcune schede in essa contenute, sottolinea come questo fenomeno che negli ultimi anni sta interessando la costa jonica lucana ed in particolare il litorale di Metaponto – costituisce, nei fatti, un problema complesso, in cui grande rilevanza hanno i ridotti apporti di solidi dovuti al nostro sistema di regolamentazione e regimazione dei corsi d’acqua sfocianti, fondamentali per determinare quelle riserve di acqua (dighe) di cui grandi fruitori sono anche i cittadini della vicina Puglia  e che, trattenendo  enormi quantità di detriti ne impediscono il naturale apporto a mare.
È questo il principale motivo per cui ritengo che prima della definizione degli scenari conclusivi riferiti alle scelte progettuali da attuare ed alla definizione delle infrastrutture da costruire per la difesa delle coste, sia fondamentale aprire un confronto sia tecnico-scientifico che politico con la vicina Puglia e con la confinante Calabria che potrebbero, se adeguatamente coinvolte, essere chiamate, insieme al governo nazionale, a contribuire anche economicamente alla realizzazione di un “Sistema  avanzato di difesa dell’ambiente in cui il“sistema per la difesa delle coste” ne rappresenta, anche se importante, ma solo un singolo aspetto.
Tale ipotesi, da approfondire alla luce di una lettura integrale  dello studio eseguito dal DIFA , probabilmente confermerà che l’esistenza di un siffatto “Sistema” avrebbe avvertito per tempo , i decisori politici, sui fenomeni erosivi di cui le nostre spiagge sono oggetto, prevenendo i danni ai quali stiamo ponendo rimedio .
Alla definizione di tali “Sistemi di difesa dell’ambiente” grande importanza dovranno assumere la realizzazione dei “sistemi di monitoraggio” , utili infatti a controllare gli effetti delle scelte progettuali adottate ed ad osservare i fenomeni da affrontare,  da eseguirsi in maniera sistematica e con l’ausilio di tutte le competenze e le tecnologie avanzate già oggi note sia al sistema della Ricerca che a quello delle ImpreseLucane.  
Così facendo potremmo trasformare un problema di così grande portata per la Provincia di Matera e per la nostra Regione Basilicata,  in  una opportunità straordinaria per il nostro territorio, consentendo gli approfondimenti tecnici necessari ed i confronti tra mondo della ricerca e le imprese specializzate del settore allo scopo di meglio tutelare il nostro delicato eco-sistema.
E’ questo uno dei casi in cui diventa realtà la parte di programma Regionale riferita ad “Innovazione e Ricerca” ed al suo trasferimento al sistema delle imprese.
Tale metodo se attuato in maniera sistematica consentirebbe di mettere a punto buone pratiche da trasferire in altri contesti nazionali ed internazionali.
L’investimento che sottende alla realizzazione del “sistema” , andando oltre il problema del giorno, della salvaguardia delle coste, consentirebbe di avere a disposizione un ausilio tecnologico di prima grandezza per il monitoraggio di tutti i nostri numerosi “punti sensibili” (fiumi, aree in frana, strade in dissesto, etc..) e che reso disponibile alla Protezione Civile farebbe crescere notevolmente la sicurezza dei cittadini lucani e non solo.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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