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20/07/2017 07:26:15 - Articolo letto 1175 volte

RITROVATO UN ANTICO MULINO AD ACQUA NEL TERRITORIO DI OLIVETO LUCANO

Antico mulino rinvenuto ad Oliveto Lucano Antico mulino rinvenuto ad Oliveto Lucano
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"Risultava già abbandonato alla fine del 1800, quando fu redatta la Carta Idrografica del Regno di Italia"
Oliveto Lucano Durante i lavori effettuati nell’ambito del cantiere idraulico-forestale del Progetto Vie Blu (annualità 2017) della Regione Basilicata, Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, dalla squadra 2 - base di Ferrandina (tecnico Giovanna Pepe – caposquadra Antonio Capobianco) – è stato individuato nel territorio di Oliveto Lucano (MT) un rudere poco distante dal centro abitato, che è stato ipotizzato essere un mulino ad acqua, ma di cui si è persa memoria storica.
A darne notizia il sindaco di Oliveto Lucano Antonio Romano che dopo la scoperta ha aggiunto:
“Il CNR IBAM, negli ultimi anni ha rivolto la sua attenzione verso questo patrimonio sconosciuto della Basilicata con un progetto chiamato "MuliLù", acronimo per "Mulini lucani" (a cura di Marica Grano, finanziato dal ricercatore Maurizio Lazzari), che attraverso la ricerca d’archivio e la verifica sul territorio ha portato al censimento e alla mappatura di centinaia di mulini e strutture idrauliche (come gualchiere, ramiere, cartiere) in Basilicata, attivi fino ai primi decenni del Novecento, quando, poi, furono sostituiti dai più moderni mulini elettrici.
I documenti storici rinvenuti dai ricercatori del CNR IBAM confermano la natura del rudere, che corrisponde al mulino chiamato Grottone, il quale risultava già abbandonato alla fine del 1800, quando fu redatta la Carta Idrografica del Regno di Italia (1890) in cui viene documentata la presenza di ben tre mulini nel comune di Oliveto Lucano”.
Sin dal medioevo, infatti, in Basilicata i mulini erano esclusivamente di proprietà nobiliare o ecclesiastica ed i cittadini potevano al massimo gestirli, pagando una tassa ai proprietari, come dimostra la concessione in affitto nel 1789, di un mulino (esistente già dal 1735) in c/da Salandrella di Don Gerolamo di Lerma, duca di Castelmezzano e Oliveto Lucano. La ricerca del CNR IBAM, che si può seguire anche sulla pagina facebook "MuliLù", risulta fondamentale nella ricostruzione della memoria storica dei luoghi e delle tecnologie adoperate da queste strutture proto-industriali, per la creazione di percorsi storici-turistici, che abbinino alla valorizzazione del territorio, la conoscenza dei geositi, come la grotta, antico lavatoio olivetese, poco distante dal mulino, i corsi d’acqua e le bellezze naturalistiche.
La costante attenzione al territorio da parte dell’Amministrazione comunale di Oliveto Lucano, questa volta, si è concretizzata, già nel mese di marzo 2017, nell’analitica e tempestiva segnalazione al competente Dipartimento Regionale di una serie di interventi di manutenzione del reticolo idrografico e ripristino di torrenti e fiumi nonchè di recupero di ambienti ripariali affinchè anche il territorio di Oliveto Lucano venisse inserito all’interno del Progetto Vie Blu 2017. Infatti, grazie anche al costante e proficuo dialogo istituzionale con il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata e l’assessore al ramo Luca Braia, è il primo anno che nel territorio olivetese vengono effettuati lavori idraulico forestali nell’ambito del predetto progetto.
Romano ha concluso:
“Grande soddisfazione viene espressa dall’Amministrazione comunale Olivetese, per i suddetti lavori idraulico forestali che, da un lato, hanno permesso una riqualificazione e manutenzione del torrente “Fosso del Prete – Grottone” e dei suoi argini e, dall’altro, hanno condotto alla scoperta di ruderi, completamente nascosti da erba e vegetazione spontanea, riconducibili ad un mulino ad acqua. Nei prossimi anni, verrà certamente intrapresa un’azione mirata allo studio, anche al fine di accertare la proprietà dei ruderi, e alla valorizzazione dell’intera zona”.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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