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22/02/2016 17:59:23 - Articolo letto 5988 volte

Cancro: A Matera e Policoro “Le stanze del sorriso”

Stanza del sorriso Stanza del sorriso
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Un progetto che aiuta molte pazienti oncologiche a recuperare il proprio benessere psicologico e l'autostima per il proprio aspetto estetico, messi a dura prova dalla malattia
Basilicata Ci sono 120.000 donne in Italia che ogni anno si ritrovano a dover fare i conti con il cancro (48.000 nuovi casi solo per il tumore al seno). La loro vita, all'improvviso, viene stravolta dalla malattia. Le donne devono capire quale sarà il loro destino, come sarà la fatica del sottoporsi alle cure e a quali cambiamenti sociali andranno incontro. Si guardano allo specchio e spesso non si riconoscono. La chemioterapia, con gli effetti collaterali, mette a dura prova la loro autostima, la loro estetica, facendo trasparire la paura di esporsi. Per venire in aiuto a queste donne a migliorare il proprio aspetto fisico, aiutandole a guardarsi allo specchio con un sorriso e ricominciare a lottare di nuovo, tutte insieme, più forti di prima, è nato il progetto “La stanza del sorriso” che in Basilicata è in fase di attuazione al Crob-Irccs di Rionero e negli ospedali di Policoro e Matera.
Rosa Gentile, vicepresidente nazionale Confartigianato, “testimonial” del progetto, ne ha parlato in occasione dall'evento medico-scientifico organizzato, lo scorso fine settimana, a Matera dalla Radiologia dell'Ospedale Madonna delle Grazie, in collaborazione con Asm e il patrocinio della Sirm.
“Vedersi bene per sentirsi meglio – sottolinea Gentile – è in sintesi l’obiettivo di un insieme di iniziative che coinvolge diverse associazioni femminili e non, creando una rete di volontariato. Tra le protagoniste – spiega – ci sono le nostre associate a Confartigianato, estetiste, parrucchiere che gestiscono il progetto "T'insegno un trucco" aiutando molte pazienti oncologiche a recuperare il proprio benessere psicologico e l'autostima per il proprio aspetto estetico, messi a dura prova dalla malattia. Nelle “stanze del sorriso” le donne, seguite da psicologi, medici, nutrizionisti, volontarie di Iris, ritrovano la loro femminilità con il trucco, la cura dei capelli, la scelta della parrucca. Una delle prime cose che chiedono le donne quando viene data loro la diagnosi di tumore è se perderanno i capelli, un elemento di preoccupazione che incide profondamente sulla loro vita e che quindi non potevamo più ignorarlo”. Il progetto avviato a Policoro grazie ad un protocollo di intesa tra la Fidapa, l’Asm,  l'associazione Iris Basilicata per creare uno spazio per il benessere psico-fisico delle pazienti oncologiche, attraverso una serie di consigli estetici, è entrato in una nuova fase. I volontari riescono a fare di tutto, sistemare i foulard con un tocco di eleganza, adattare le parrucche ai lineamenti del viso e perfino applicare la tinta ai capelli. Nell’angolo della stanzetta c’è un espositore con dei prodotti per il make-up donati appositamente per la causa e qualcuno ha portato delle parrucche di cui non ha più bisogno. Ma la stanza del sorriso è soprattutto un luogo di relazioni dove le singole esperienze s’intrecciano, si discute e si cercano soluzioni, ci si scambia consigli, si cura l’anima e il corpo.
 "Con questa iniziativa – dice Gentile - si cerca di offrire alle donne soprattutto un sorriso che, nel caso specifico, vale più di ogni altra medicina.
Un progetto nato con l'obbiettivo di addolcire la permanenze delle donne in un ambiente, quello ospedaliero dove troppo spesso, solitudine e tristezza prendono il sopravvento anche sulle personalità più forti che poi quando tornano a casa avvertono comunque la solitudine.
 “Non c’è migliore soddisfazione per chi fa questo lavoro volontario – conclude  – di ascoltare le donne che frequentano le “stanze del sorriso” affermare di sentirsi di nuovo donna, di essere tornate alla loro bellezza”.
“Il ruolo delle estetiste in Oncologia – è il pensiero del Professor Umberto Veronesi - sarà sempre più importante.  I medici sono concentrati solo sulla guarigione fisica, mentre sappiamo che la malattia è elaborata dal cervello. Non si può ignorare l’aspetto psicologico, il trauma psichico subito da queste pazienti. Dobbiamo capire come possiamo alleggerirlo”.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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