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01/12/2014 10.10.46 - Articolo letto 3511 volte

Prossima la chiusura della Polizia Postale a Matera: Continua la spoliazione del territorio

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Squicciarini: "I Cittadini devono sapere che la vera risorsa investigativa contro i crimini informatici sono proprio le Sezioni della Polizia Postale ubicate in tutti i capoluoghi di provincia"
Matera "Una Amministrazione Statale - si legge nella nota di Filippo Squicciarini, segretario generale provinciale della Polizia Postale di Matera - sempre più miope e incurante delle reali necessità e delle richieste dei suoi cittadini, ha deciso di chiudere nei primi mesi del 2015 tutte le Sezioni della Polizia Postale e delle Comunicazioni ad eccezione di quelle con sede di Corte d'Appello e numerosi altri presidi della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale, giustificando questa scelta scellerata come necessaria per razionalizzare le risorse umane, incuranti dell'incessante richiesta di più sicurezza, assistenza immediata e controllo ramificato del territorio da parte dei cittadini, che vedono i loro cari e i loro beni sempre più alla mercé dei delinquenti.
Dicono dall'alto che "la chiusura delle Sezioni della Polizia Postale nasce dalla esigenza di adeguare il settore ai mutati scenari operativi caratterizzati da indagini tecnologiche ad alta specializzazione orientate al contrasto del crimine informatico nelle sue forme più variegate, sempre meno legate al territorio e proiettate nel mondo informatico virtuale a livello intercontinentale e per questo basta il mantenimento degli attuali Compartimenti nei capoluoghi di regione che già oggi costituiscono la principale risorsa in ambito regionale dell'attività investigativa". I Cittadini devono sapere che la vera risorsa investigativa contro i crimini informatici sono proprio le Sezioni della Polizia Postale ubicate in tutti i capoluoghi di provincia che ricevono, quasi quotidianamente, un crescente numero di denunce e indagini delegate dall'Autorità giudiziaria o da altri Uffici di polizia sul territorio nazionale; attività di tale complessità da dover essere svolta necessariamente dalla Polizia Postale quale organo operativo ad alta specializzazione contro i reati informatici e delle comunicazioni e, proprio per questo, non demandabile ad altre strutture investigative.
Nei Compartimenti regionali solo una parte del personale è realmente assegnato ad attività investigative, la maggior parte ha competenze prettamente burocratiche. Basti pensare che le analisi forensi, ovvero l'esame del materiale sequestrato ai pedofili o alla criminalità organizzata per acquisire prove da utilizzare nei processi, vero cuore dell'attività della Polizia Postale, ha un arretrato spaventoso di oltre un anno proprio perché oberati di richieste da tutti gli Organi di polizia giudiziaria in Italia. Quindi perché chiudere le Sezioni in ogni singola provincia invece di demandare direttamente a loro questo delicato e fondamentale compito primario? Essendo a diretto contatto con le Procure potrebbero svolgere le indagini più rapidamente fornendo un efficace strumento investigativo a servizio della giustizia e della collettività! I Cittadini devono sapere che in tutte le province sono presenti le Sezioni delle quattro specialità della Polizia di Stato: Stradale, Ferroviaria, Postale e di Frontiera, indipendenti tra di loro, le quali a loro volta dipendono funzionalmente dai Compartimenti regionali di competenza, e questi dalle Direzioni centrali a Roma.
La soluzione più ovvia e lungimirante porterebbe ad abolire i Compartimenti, accorpando in un unico ufficio la Polizia Stradale, Ferroviaria, Postale e di Frontiera, diretto da un solo dirigente con quattro funzionari (uno per specialità), unificando tutti gli uffici burocratici (centralino, archivio, segreteria, automezzi ecc.) ed attuando una gestione più oculata e sana delle risorse dello Stato con
un notevole risparmio sugli affitti e sulle utenze, recuperando uomini e mezzi con un incremento dell'efficienza dei servizi resi ai cittadini. Se lo stesso accorpamento avvenisse anche a Roma nelle Direzioni centrali si otterrebbe a costo zero un concreto snellimento dell'apparato burocratico recuperando risorse maggiori di quelle previste con un effettivo risparmio per la collettività,
ottenendo una Polizia di Stato più efficiente e al passo coi tempi. Il Direttore Centrale delle Specialità, sollecitato in merito da tutti i Sindacati di Polizia, rispondeva che, nell'ottica dell'integrazione di queste Specialità nell'alveo delle competenze dell'Autorità di P.S., si poteva aprire un confronto purché non vi fosse una penalizzazione per i posti di funzione e quindi per lo sviluppo delle carriere e delle aspettative del personale. In pratica l'unica effettiva necessità per il Dipartimento è sempre e solo salvaguardare gli interessi dei Dirigenti e la loro progressione di carriera, nient'altro! Stiamo quindi realmente parlando di razionalizzare le poche risorse disponibili o tutto questo serve solo a gettare del fumo negli occhi agli ignari cittadini salvaguardando sempre gli interessi dei pochi a danno dei molti? Si chiudono le Sezioni che rappresentato un settore cruciale per un Paese affidabile che ha realmente a cuore la sicurezza dei cittadini e si lascia intatto l'abnorme apparto burocratico centrale e provinciale da cui si possono recuperare molte più risorse umane e solo per salvaguardare le "carriere dei funzionari".
Avere nelle nostre province una Sezione della Polizia Postale sempre più specializzata dedicata in via esclusiva alle analisi forensi e al contrasto dei crimini informatici, in costante e vertiginosa crescita, non può che agevolare l'intera attività di polizia giudiziaria, con enormi benefici per tutti. Opinione condivisa anche dai Sindaci di alcune delle città interessate, che si sono già opposti con formali Delibere Comunali alla chiusura delle Sezioni Polizia Postale, invitando il Ministero dell'Interno a rivedere l'interno piano.
Sopprimere le Sezioni, composte in media da solo otto unità, produrrebbe uno scarso recupero di risorse senza nessun beneficio concreto, anzi vedrebbe accrescere esponenzialmente le problematiche organizzative, accentrando e demandando l'intera complessa materia informatica alle Questure, imponendo di fatto l'istituzione di un Ufficio ad hoc per la trattazione del nuovo carico di lavoro, con personale che dovrà essere opportunamente formato e qualificato, sottraendo risorse ad altri settori già carenti.
Le Sezioni sono assolutamente indispensabili nell'organigramma territoriale in quanto offrono assistenza e consulenza informatica immediata contro gli attacchi hacker alle aziende, agli Enti provinciali e agli stessi cittadini per gli accessi abusivi ai loro computer, la sottrazione della posta elettronica o denaro dai propri conti correnti e per le minacce e diffamazioni sui social network. Forniscono un immediato sostegno agli adolescenti con gli incontri che tengono presso gli Istituti scolastici sui rischi di un uso inconsapevole di internet da parte dei minori, dando agli alunni preziosi consigli e tecniche specifiche per navigare in sicurezza. Incontri che riscuotono sempre più l'apprezzamento dei docenti, dei genitori e degli stessi ragazzi, considerata la grave lacuna in materia e le notevoli ripercussioni sulla loro vita futura (sei minori su dieci scambiano foto e video porno in rete e sono sempre più vittime del cyber bullismo ed estorsioni a sfondo sessuale con effetti devastanti, a volte anche mortali).
Di fronte a questi dati, verrebbe da pensare che la Polizia Postale e delle Comunicazioni sia uno dei servizi cardini della Polizia di Stato su cui un Governo lungimirante debba investire per il futuro dal momento che da esso dipende parte della sicurezza del Paese. Verrebbe da pensare che la professionalità acquisita dalle Sezioni nel corso degli anni debba essere coltivata ed incrementata e rimanere di altissimo livello tramite oculati investimenti e specifici corsi formativi, ma la triste realtà è ben diversa e oggi addirittura, per alcuni criteri che sfuggono alla logica del buon senso, le competenze tecniche acquisite negli anni dalle Sezioni della Polizia Postale vengono percepite come facilmente assimilabili da altri Uffici che già faticano a sopperire alle proprie attività, decretandone  paradossalmente la loro chiusura! Ma come può uno Stato di diritto giustificare all'opinione pubblica una politica che penalizza senza motivo la lotta al crimine informatico, quando un reato su cinque è commesso su internet con un aumento del 245% nell'ultimo triennio, quando gli Hacker continuano a colpire con maggiore frequenza e con tecniche sempre più sofisticate minando la sicurezza nazionale, e mentre tutte le altre forze di polizia internazionali si rafforzano, noi eliminiamo i soli Uffici specializzati nel settore lasciando terreno fertile alle organizzazioni criminali che si perfezionano e investono nelle nuove tecnologie per espandere le loro attività mafiose: lo Stato arretra lasciando campo libero al suo nemico peggiore, cancro della nostra società!
Riteniamo, in un mondo sempre più connesso ad internet, che sia in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli e per questo, considerata l'assoluta gravità della situazione, chiediamo agli Organi di Stampa e a tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza nazionale di non rimanere in silenzio, con forza facciano sentire la loro voce in ogni sede competente, la voce di coloro che urlano democraticamente basta a questo stillicidio silenzioso che ci sta distruggendo poco a poco."

Il Segretario Generale Provinciale
Filippo Squicciarini




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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