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17/09/2014 17.05.17 - Articolo letto 1911 volte

VIA AL PROGETTO “TEMPA ROSSA”

Estrazione petrolifera, trivellazioni Estrazione petrolifera, trivellazioni
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Illustrato in Confindustria a Taranto. 1,6 miliardi di euro l’investimento complessivo. Di questi 1,3 miliardi saranno spesi in Basilicata, dove si trova il giacimento.
di ANTONIO GRASSO
Basilicata 50mila barili di petrolio, 230mila metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di Gpl e 80 tonnellate di zolfo. Questi i numeri a pieno regime del progetto “Tempa Rossa”, illustrato ieri  nella sede di Confindustria di via Dario Lupo a Taranto. Progetto già approvato in sede ministeriale ma che vede la contrarietà del Comune di Taranto, cui spetta dare le autorizzazioni edilizie per la costruzione delle opere e che, per questo, starebbe pensando ad un procedimento urbanistico di blocco ad hoc. Una posizione, quella dell’ente municipale – però - che si scontra con gli interessi delle compagnie petrolifere e con le decisioni del governo centrale in materia, vista e considerata l’individuazione di Tempa Rossa come “opera di interesse strategico nazionale e tra i progetti strategici della cosiddetta ‘Legge Obiettivo’ del 2001”. Oltre ad essere, oggi, uno dei principali progetti di sviluppo industriale in corso in Italia interamente sostenuto da capitali privati. L’investimento complessivo ammonterebbe a 1,6 miliardi di euro. Di questi 1,3 miliardi saranno spesi in Basilicata (dove si trova il giacimento) e 300 milioni a Taranto per la parte terminale del progetto. A Taranto – stando alle cifre fornite in sede di presentazione dai responsabili delle compagnie - la fase di cantiere impegnerà 50 imprese per un totale di 300 addetti. Quanti in terra lucana non è dato sapere. Il greggio estratto sarà trasportato in Puglia, dalla Basilicata, attraverso un oleodotto già esistente e che collega il Centro Olio di Viggiano alla raffineria di Taranto. “Ma non farà aumentare assolutamente le attuali emissioni della raffineria Eni” della “città dei due mari” è stato sottolineato nel corso delle presentazione. Mentre secondo le associazioni ambientaliste, in protesta sotto il Palazzo di Confindustria, l’inquinamento cittadino - rispetto a quello attuale -  accrescerebbe del 12%. Un aggravio per un territorio già letteralmente martoriato dalle emissioni nocive dell’Ilva. Non solo. Come se non bastasse, le compagnie (Total E&P Italia, Shell Italia E&P e Mitsui E&P Italia B ndr) interessate nel progetto vorrebbero, addirittura, perforare altri due pozzi accanto ai 6 già esistenti nella valle del Sauro. Si vedrà.


Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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