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24/07/2014 21.59.07 - Articolo letto 1339 volte

Con Unmonastery Matera 2019 in una rete europea

Unmonastery Unmonastery
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Sono arrivati da sei nazioni europee e dagli Stati Uniti per partecipare al progetto di innovazione sociale. Una sessantina di persone, a fasi alterne, si sono fermati per sei mesi portando le loro competenze
Matera Hacker, artisti, creativi, sviluppatori di software open source. Sono arrivati da sei nazioni europee e dagli Stati Uniti per partecipare al progetto di innovazione sociale “UnMonastery”. Una sessantina di persone, a fasi alterne, si sono fermati per sei mesi portando le loro competenze, la loro esperienza di vita, il loro originale sguardo sul mondo per scambiare conoscenze. Hanno costruito relazioni di amicizia e professionali in un reciproco arricchimento con la comunità locale. E in questo tragitto hanno colto l'occasione per realizzare progetti, per costruire reti e racconti. La prima fase di questo cammino si è conclusa martedì 22 luglio con la restituzione alla città di tutto il lavoro svolto. Un prototipo voluto da Matera 2019 per costruire intorno alla città candidata a capitale europea della cultura una rete internazionale di esperienze, di condivisione, di opportunità.
“Un prototipo – ha detto Rossella Tarantino, project manager di Matera 2019 - rivolto a costruire un nuovo modello nel rapporto fra città e cittadini, più europeo, più internazionale. In questo cammino abbiamo recuperato uno spazio, una parte del complesso del Casale, che era rimasto abbandonato. Con pochi soldi lo abbiamo restituito alla comunità per destinarlo a residenze creative. Con la collaborazione di architetti e artigiani locali lo abbiamo arredato e oggi questi spazi sono tornati e vivere ed a parlare al mondo”.
Tutto il progetto è costato 85 mila euro, di cui 50 mila per la riqualificazione e gli arredi e 35 mila per la gestione di UnMonastery. Il progetto doveva durare 4 mesi, ma senza costi aggiuntivi è stato prorogato di due mesi per consentire la chiusura di alcuni progetti. E tutto nella massima trasparenza e condivisione con la comunità locale.
“Sul sito di UnMonastery – ha detto Alberto Cottica, che per il comitato Matera 2019 segue i progetti di innovazione sociale – è addirittura possibile vedere quanto si è speso in energia elettrica e in prodotti alimentari acquistati dai mercati locali di produzione biologica”.
Efficienza, trasparenza, ma anche trasferimento di conoscenze attraverso progetti come UnTransit e Open tech school.
“In questi sei mesi – ha aggiunto Cottica - UnMonastery ha consentito alla città di Matera di trovarsi al centro di una rete internazionale composta da diversi soggetti, come, solo per citarne alcuni, Edgeryders (Brussels): “Living On The Edge 3 and 4 in Matera”; Restart (London): “Restart Party in Matera”;  Open Tech School  (OTS) and Tech Lab (International / Berlin): Creazione di Ots e workshops con Ots di Berlino. E ancora network con CoderDojo internazionale,  OuiShare (Parigi): De Waag (Amsterdam): OpenStreetMap”.
E così hanno parlato di UnMonastery a Matera una trentina di testate nazionali e internazionali come The Guardian, Huffington Post, Blog Corriere della Sera, Vanity Fair, Wired Italia, The Nation, Al Jazeera e così via. Ne ha parlato anche Michel Bauwen, il guru mondiale della economia etica in una lettera inviata a Papa Francesco.
“Stiamo sperimentando un nuovo modello di comunità che passa attraverso lo scambio, la cultura del dono.Per parlare di questo prototipo di innovazione sociale che stiamo facendo a Matera – ha detto Ben Vickers, responsabile di UnMonastery – siamo stati invitati in tantissime città europee ed a conferenze internazionali.”.
Solo per citarne alcune: Foresight4Development, Istanbul; Futurespotters, Tbilisi; FutureEverything, Manchester; Ouishare, Parigi; Import Projects, Berlino; Post-Digital Cultures, Losanna;  Future Camp, Cambridge; Art Basel, Basel.
Ma le relazioni europee si sono intrecciate con la comunità locale: la scuola media Pascoli, l’Istituto tecnico industriale, associazioni di volontariato e culturali sono solo alcune delle realtà locali che hanno condiviso il cammino di UnMonastery.
“Nel complesso del Casale, e in alcuni rioni della città, come a Piccianello – ha detto Rita Orlando che ha coordinato il progetto dall’inizio e a cui si è aggiunta nelle ultime settimane Emanuela Vita – abbiamo incontrato complessivamente circa due mila persone diverse, bambini, giovani, anziani con cui ci siamo confrontati su temi diversi, dal turismo alla ricerca tecnologica, dalla gastronomia alla storia costruendo relazioni, amicizie, trasferendo reciprocamente esperienze, conoscenze”.
E con la comunità locale sono stati realizzati progetti come la mappatura dei beni comuni, videoritratti, guide turistiche alternative, percorsi etnografici, Ots, Epelia, un inseguitore solare, orto idroponico, Kiderwind (tutte le informazioni in dettaglio nelle schede in allegato).
“Anche se non è facile tirare le somme – ha detto Tarantino - di un prototipo che si è sviluppato in corso d'opera, con errori e correzioni, e che nessuno dei partecipanti avrebbe potuto sapere come sarebbe finito, il bilancio di questa prima fase è assolutamente positivo. UnMonastery, infatti, è innanzitutto una esperienza collettiva che per la prima volta in assoluto si è sviluppata a Matera con tutti i rischi, ma anche con tutte le positive opportunità che un modello inedito porta sempre con sé. Ora, come in tutti i progetti di Matera 2019, avremo un periodo di valutazione degli esiti per costruire insieme il nuovo cammino di Unmonastery. Intanto, sulla base di questa esperienza, a ottobre si terrà a Matera un meeting internazionale proprio sull’innovazione sociale”.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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