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09/07/2014 17.07.10 - Articolo letto 1357 volte

“Rivoluzione pittelliana”, solo uno slogan propagandistico

Vincenzo Maida Vincenzo Maida
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Riflessioni di Vincenzo Maida del Centro Studi Jonico DRUS
Scanzano Jonico Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni politiche e le analisi sull'argomento in Basilicata di Vincenzo Maida del Centro Studi Jonico DRUS

"Le nomine negli enti sub-regionali hanno confermato che in Basilicata nulla è cambiato e che la cosiddetta “rivoluzione pittelliana”, fin’ora è stata solo uno slogan propagandistico.
“Rivoluzione” dal verbo “revolvere”, rovesciare, indica un cambiamento radicale.
La stessa opposizione, anche quella che urla e brontola quotidianamente, quando si tratta di raccogliere qualche briciola di potere, di sistemare qualche parente o di salvaguardarsi qualche privilegio, come  nella scorsa legislatura quando votò insieme al PD il rinvio alla successiva dell’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali, si acquieta nella consolidata prassi consociativa e i falchi subiscono l’improvvisa metamorfosi di diventare colombe.
Sarebbe stato più dignitoso se avesse rinunciato a segnalare i propri nominativi in alcuni enti, denunciando la spartizione clientelare e partitocratica degli incarichi e proponendo, anche con raccolta di firme e proposta referendaria,  una riforma della normativa con l’introduzione di criteri oggettivi di merito per i diversi ruoli.
Oppure almeno proponendo criteri selettivi oggettivi nelle scelte, praticabili, se solo vi fosse la volontà, anche con l’attuale normativa.
Solo così  si può essere credibili e si può tentare di costruire l’alternanza, altrimenti la sensazione che ha l’opinione pubblica è che se la minoranza diventasse maggioranza farebbe anche peggio.
I criteri di scelta per soli titoli dovrebbero ad esempio attribuire un punteggio per il titolo di studio e il voto di laurea, i master e gli stage nei settori interessati, le pubblicazioni, lo stato di disoccupazione, ecc…ecc…
Si potrebbe evitare ad esempio che in acquedotto lucano, le nomine sono state fatte nella scorsa legislatura, possano sedere personaggi già occupati e che dispongano di un reddito superiore alla media, senza alcuna competenza nel settore  e che vanno a guadagnare 500 euro a gettone di presenza.
In questo ente ci si dovrebbe avviare verso l’amministratore unico, ma il deliberato dell’ultima assemblea dei sindaci e della regione è tutt’altro che categorico e lascia la porta aperta ancora ad un fantomatico consiglio di amministrazione.
Possibile che in Basilicata non esistano giovani ingegneri idraulici disoccupati?
Lo stesso vale ovviamente anche per gli altri settori pubblici interessati.
La Basilicata dispone di giovani cervelli che potrebbero dare un contributo notevole di innovazione, di nuova energia, di idee, di competenza, di moralità, e invece continua ad affidarsi alle vecchie logiche partitocratiche.
Le nomine negli enti rappresentano solo una camera di compensazione per i lacchè e i clientes o per i politici che non hanno trovato altra collocazione e che devono rispondere del loro operato solo ed unicamente ai partiti che li hanno nominati.
A parte l’ingiustizia di fondo, per cui si tratta quasi sempre di persone già occupate ed a volte anche con altri incarichi all’interno della pubblica amministrazione di appartenenza, il risultato è quasi sempre, tranne lodevoli eccezioni, mediocre, scontato, privo di reale autonomia, come a volte la cronaca ci ha rivelato.  
Anche sul difensore civico ed il garante per l’infanzia si potrebbero stabilire criteri oggettivi sulla base dei titoli con un punteggio di merito e di competenza.
Ma l’egoismo della politica, di maggioranza e di opposizione,  non rinuncia a nulla, con il risultato di soffocare le energie più sane e libere della società e di bloccare ogni apporto davvero migliorativo.
Spesso di parla della necessità che ci sia un “rapporto di fiducia” tra politica regionale e enti sub regionali, di fatto con questa espressione si vuole nascondere il termine “sudditanza”.
Eppure il buon senso dovrebbe suggerire che in settori sensibili, uno per tutti l’ambiente, servono amministratori sganciati da qualsiasi soggezione al potere politico e che abbiano come unico obiettivo l’interesse comunitario.
In conclusione bisogna prendere atto che la politica regionale non ha alcuna intenzione di riformarsi seriamente e che allo stato non esistono movimenti o forze politiche davvero innovatrici, ma è necessario comunque che le poche vox clamantis in deserto, tra le quali ci auto iscriviamo, continuino in assoluta libertà a non zittirsi e a indicare un possibile percorso."
 
Vincenzo Maida
Centro Studi Jonico DRUS



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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