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30/06/2014 13.09.16 - Articolo letto 14319 volte

Arrestate 8 persone per tentata estorsione e tentato omicidio

Gli arrestati dell´operazione "Tritolo" Gli arrestati dell´operazione "Tritolo"
Armi sequestrate nell´operazione Tritolo Armi sequestrate nell´operazione Tritolo
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Originarie del tarantino avevano preso di mira un imprenditore materano
Matera All’alba di oggi 30 giugno la Polizia di Stato di Matera ha eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di materiale esplosivo e armi.
Tra i destinatari dell’ordinanza anche una nona persona che è al momento latitante. Questi i nomi degli arrestati: Apollinare Egidio classe 67, Carbotti Filippo classe 64, Carenza Marco classe 85, Clemente Stefano classe 91, Clemente Vincenzo classe 64, Ditaranto Matteo classe 56, Morrone Cosimo Damiano classe 55, Mottolese Michele classe 80. A questi va aggiunto il latitante Giannini Antonio classe 76,
Per illustrare i risultati dell’operazione, denominata “Tritolo”, si è tenuta stamane una conferenza stampa nella Questura di Matera, a cui ha partecipato, oltre al Questore Stanislao Schimera e al Capo della Squadra Mobile Nicola Fucarino, anche il Procuratore Capo della Repubblica di Matera Celestina Gravina.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di individuare e fermare l’attività estorsiva che un gruppo di pregiudicati tutti del tarantino, tranne uno residente in provincia di Matera, aveva posto in essere nei confronti di un imprenditore di una struttura ricettiva materana.
Per convincere l’imprenditore a rinunciare alla sua attività così da convincerlo a cedere loro la struttura a prezzo irrisorio, i malavitosi hanno attuato una strategia intimidatoria con una escalation degli episodi esplosivi.
Si contano 5 episodi, via via sempre più gravi, giunti fino a tirare delle bombe carta addosso ai guardiani della struttura. L’ultimo episodio è di una bomba di 1,6 chilogrammi di tritolo fortunatamente non esplosa grazie a uno dei guardiani che ha disattivato appena in tempo la miccia già accesa.
“Il gruppo malavitoso è stato fermato per tempo grazie alla grande intelligenza investigativa unita alla massima disponibilità a collaborare con gli investigatori in maniera trasparente da parte delle vittime”, ha affermato il Procuratore Capo Celestina Gravina.
Ciò ha consentito gli investigatori di mettersi sulla pista giusta e di seguire le azioni criminali della banda attraverso intercettazioni ambientali.
Il Capo della Squadra Mobile Nicola Fucarino ha aggiunto che questa volta le indagini sono state differenti dal solito perché è stato necessario mettere in campo anche un’azione preventiva, con un intenso controllo del territorio, al fine di salvaguardare l’incolumità delle persone prese di mira dai malviventi. E’ stata assicurata un’auto della Polizia che ha vigilato 24 ore su 24.
La svolta delle indagini si è avuta quando gli investigatori hanno appreso di un piano omicida che la banda stava ordendo nei confronti di un altro imprenditore, questa volta della Puglia.
Per cui sono state disposte dall’Autorità Giudiziaria. delle perquisizioni che hanno portato al rinvenimento nel territorio di Laterza di una moto, un casco, due pistole e munizionamento che sarebbero servite al killer per portare a termine il disegno criminoso.
Le ordinanze della custodia cautelare in carcere adottate dal Gip Angelo Rosa Nettis sono intervenute anche ad impedire che i progetti criminali venissero portate a termine.
Il Questore Stanislao Schimera si è detto orgoglioso per i risultati ottenuti con l’operazione sopra descritta, che ha richiesto un grande impegno da parte di tutta la struttura della Polizia di Stato materana.
Le indagini proseguono.

Dichiarazione don Cozzi (Libera) su operazione "Tritolo"
"Esprimiamo soddisfazione e gratitudine agli uomini della Polizia di Stato di Matera per l'operazione anticrimine con la quale questa mattina hanno stroncato un clan malavitoso che da tempo esercitava intimidazioni e violenze ai danni di imprenditori nella città dei Sassi.
Nello stesso tempo però non possiamo non essere preoccupati per il materiale dinamitardo che è stato ritrovato.
E' lo Stato che ci piace, quello che prevale sul crimine e su ogni forma di illegalità, quello che risponde concretamente al grido di aiuto di chi subisce l'aggressione malavitosa, quello che mostra vicinanza e in questo modo diffonde sicurezza ai cittadini.
Ci auguriamo al più presto la stessa fermezza e le stesse risposte sul territorio del Metapontino."



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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