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13/05/2014 16.07.00 - Articolo letto 1812 volte

Rendiconti Gruppi, si al ricorso per Conflitto attribuzione

Consiglio regionale Consiglio regionale
Media voti: Rendiconti Gruppi, si al ricorso per Conflitto attribuzione - Voti: 0
Lo ha deciso oggi il Consiglio regionale, che ha anche approvato una mozione contro l’accorpamento delle sedi regionali della Rai e ripresentato la proposta di referendum sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari
Basilicata Il Consiglio regionale ha deciso oggi a maggioranza (con il voto contrario di Leggieri e Perrino del M5s) di presentare un ricorso alla Corte costituzionale “per conflitto di attribuzione su controllo della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Basilicata sui rendiconti dei Gruppi consiliari per l’esercizio 2013”. La decisione era stata sollecitata con una mozione (primo firmatario Francesco Mollica –Udc e sottoscritta dai capigruppo Galante – Ri, Cifarelli – Pd, Pietrantuono – Psi, Bradascio – Pp, Napoli – Pdl-Fi, Pace –Gm, Romaniello – Sel, Rosa –Lb-Fdi) approvata a maggioranza nella precedente riunione dell’Assemblea. In sostanza il Consiglio regionale ritiene che le deliberazioni della Corte dei Conti sui rendiconti dei gruppi consiliari relativi all’anno 2013 siano lesive dell’autonomia e delle competenze costituzionali della Regione. Analoga iniziativa è stata assunta da altre Regioni.
 
L’Assemblea ha poi approvato a maggioranza (con il solo voto contrario di Leggieri del M5s) una mozione presentata dal capogruppo del Pd Roberto Cifarelli con la quale si esprime “forte preoccupazione per le ripercussioni sui livelli occupazionali, nonché per la scelta di abolire l’obbligo della presenza della Rai con una propria sede in tutte le Regioni, prevedendo l’accorpamento delle sedi regionali, che, come è già avvenuto in altri casi, potrebbe colpire principalmente le realtà meno popolate come quella lucana”. Il Consiglio regionale impegna inoltre il Presidente e la Giunta regionale “a ribadire la posizione di netta contrarietà al paventato accorpamento delle sedi regionali della Rai, come preannunciato, in sede di Conferenza Stato – Regioni e nel rapporto diretto con il Governo nazionale, affermando il diritto inalienabile dei cittadini lucani ad usufruire del servizio pubblico radiotelevisivo al pari degli altri cittadini italiani”. Con il documento, infine, il Consiglio regionale fa voti “affinché il governo nazionale receda dalla scelta prevista all’articolo 21 del decreto legge n. 66 del 24 aprile, di abolire l’obbligatorietà della presenza delle sedi Rai in tutte le Regioni, assicurando l’articolazione regionale del servizio pubblico televisivo a garanzia del diritto all’informazione dalle e nelle regioni tutte”. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ed i capigruppo incontreranno la redazione della Testata giornalistica regionale ed i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Cifarelli, Mollica, Romaniello, Perrino e Santarsiero.
 
All’unanimità l’Assemblea ha infine approvato tre proposte (di iniziativa del capogruppo dell’Udc Francesco Mollica) di referendum abrogativo delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 155 del 7/9/2012 sulla riorganizzazione degli Uffici giudiziari, come modificato dall'art. 1 del Decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14. Una analoga iniziativa, decisa dal Consiglio regionale sul finire della precedente legislatura in accordo con altre Regioni, era stata dichiarata non ammissibile dalla Corte di Cassazione in quanto l’unico quesito presentato in quella occasione non avrebbe consentito al cittadino di esprimere, con il voto, un giudizio diversificato circa le sedi giudiziarie da sopprimere. La stessa Corte di Cassazione, però, ha chiarito che il referendum in questione non viola l’art. 75 della Costituzione (nella parte in cui vieta la consultazione popolare sulle leggi di bilancio) ed a parere del Consiglio regionale sussistono quindi le condizioni per riproporre il referendum, facendo tesoro dei rilievi della Corte. Il presidente Lacorazza e il consigliere Mollica sono stati designati quali delegati dell’Assemblea per seguire la relativa procedura. Su questo argomento sono intervenuti i consiglieri Mollica e Leggieri.
Sui referendum contro la riorganizzazione degli uffici giudiziari Mollica ha presentato anche una mozione, che sarà discussa nella prossima riunione dell’Assemblea. L’esponente dell’Udc ricorda che “la norma di cui all’articolo 8, comma 4bis del decreto legislativo 156/2012, coinvolge gli Enti locali nell’organizzazione dell’articolazione periferica degli uffici giudiziari” e sottolinea che “il coinvolgimento delle Regioni implica anche la necessità che lo Stato riveda le scelte attuate”. “Nelle more del complessivo adeguamento legislativo, il comma 4bis – specifica Mollica - giustifica la richiesta che la Regione postuli al Governo l’apertura di un tavolo istituzionale per delineare i presupposti per una applicazione provvisoria del comma per l’esercizio di funzioni giudiziarie nelle città di Melfi (tribunale) e Pisticci- Mt (sezione staccata)”. Alla luce di quanto esposto, con la mozione il Consiglio impegna il Presidente e la Giunta regionale a “chiedere al Governo di farsi promotore di una modifica legislativa tesa a delineare una nuova articolazione degli uffici giudiziari con il contributo degli Enti regionali; ad attivarsi affinché il Governo, nelle more della suddetta modifica legislativa, convochi un tavolo con tutte le Regioni per individuare e precisare i presupposti per l’applicazione in via provvisoria della norma di cui al comma 4bis sopra citato”.
Nel corso della seduta sono state iscritte all’ordine del giorno, e saranno discusse nella prossima seduta, anche altre due mozioni; con la prima, proposta dal consigliere Leggieri del M5s, si impegna il Consiglio regionale a conferire alla Commissione speciale in materia di attività estrattive (sulla quale il Consiglio regionale si è espresso approvando un odg collegato alla manovra finanziaria) “il compito di svolgere le sue funzioni anche in relazione agli effetti sul territorio dell’attività estrattiva con particolare riferimento degli aspetti riguardanti l’ambiente e la salute”; con la seconda, proposta dalla vicepresidente della Giunta Flavia Franconi, si ripropone il tema delle carceri e dell’amnistia, dopo le sollecitazioni del leader radicale Marco Pannella e le considerazioni del capo dello Stato.
Approvato, infine, a maggioranza (con il voto contrario di Leggieri e Perrino del M5s), il Regolamento emanato ai sensi dell’articolo 37 della legge regionale n.7 del 2013 sulle “Modalità di finanziamento delle iniziative fieristiche riconosciute nazionali che si svolgono sul territorio della regione Basilicata”. Il provvedimento, licenziato in terza Commissione (Attività produttive), stabilisce le modalità di finanziamento delle iniziative fieristiche riconosciute nazionali che si svolgono sul territorio regionale. Il dispositivo stabilisce l’erogazione di contributi (pari al 30 per cento delle spese rendicontate, con un tetto massimo di 20 mila euro per evento) per quelle manifestazioni fieristiche che abbiano la qualifica di fiera nazionale attribuita dalla Giunta regionale di Basilicata e che siano iscritte nel calendario regionale ufficiale. Sono ritenute finanziabili quelle manifestazioni che concorrano a promuovere l’immagine della regione, che valorizzino i prodotti tipici, le tradizioni e il folklore lucano, che presentino caratteri innovativi, che abbiano le caratteristiche atte a richiamare pubblico. Alla domanda di contributo, che va presentata entro il 31 dicembre di ogni anno, va allegata la relazione sulla iniziativa svolta da finanziare, specificando contenuti, finalità, tempi, luogo, e il consuntivo finanziario.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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