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04/03/2014 17.12.02 - Articolo letto 3202 volte

La Valdadige intende continuare ad utilizzare il Petcoke

Gli scarichi di Ila Valdadige a Matera - 14 febbraio 2014 (foto SassiLand) Gli scarichi di Ila Valdadige a Matera - 14 febbraio 2014 (foto SassiLand)
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Una sorta di "messa in prova" dell'impianto per un periodo di un mese
Matera In una lettera indirizzata al Comune di Matera, alla Regione Basilicata, alla Provincia di Matera, all'ARPAB sez. Matera, ad ASM, alla Legambiente, alla Feneal UIL, alla CGIL, alla FILCA CISL, al comitato dei cittadini di Venusio, al WWF Matera e al Movimento Il Grillaio, la ILA Laterizi subentrata alla ILA Valdadige fa sapere che intende nuovamente utilizzare il Pet-Coke per un periodo di un mese per testare l'impianto e monitorare contestualmente le emissioni per verificare l'eventuale superamento dei limiti di tollerabilità. Di seguito la nota integrale:


"Oggetto:   Autorizzazione Integrata Ambientale di cui alla DGR 1357 del 10/08/2010.

Egr. Autorità, dall'incontro svoltosi presso il Municipio di Matera lo scorso 24 febbraio è emerso ancora una volta un "nulla di fatto", nel senso che, al di là delle doglianze peraltro infondate delle collettività residenziali circa le eventuali e possibili immissioni nocive, nonché di uno sparuto numero di dipendenti della medesima azienda in ordine alla salubrità dell'ambiente di lavoro, non si è raggiunto alcun punto fermo e di fatto l'incontro è stato rinviato ad altra imprecisata data.-
Anche l'affermazione dei funzionari del Dip. Ambiente della Regione BASILICATA in ordine alla procedura di riesame in autotutela, richiesta dall'Ente locale, sull'Autorizzazione Integrata Ambientale AIA di questo stabilimento è priva di pregio e sembra strumentale a ritardare l'avvio dell'impianto combustibile a PET-COKE.
Difatti, pretestuosa e infondata sarebbe la ragione per la quale si richiederebbe il riesame della autorizzazione concessa nel 2010, atteso che l'intervento di miglioramento del rapporto stechiometrico della combustione e quindi degli organi di combustione dei bruciatori mediante la sostituzione dei ventilatori dell'aria comburente altro non è che un'operazione di gestione impiantistica posta in essere anche a seguito della nota del dip. Ambiente del 15/04/2013 prot 0067549/75AB con la quale si chiedeva a questa azienda di effettuare gli interventi necessari al fine di garantire l'ottemperanza a quanto disposto con l'AIA con riferimento agli inquinanti COV (composti organici volatili).
Tali interventi non hanno affatto modificato né alterato la tabella riassuntiva delle emissioni di cui all'appendice 4 allegato 1 della DGR 1357 del 10/08/2010, anzi hanno consentito l'abbassamento delle emissioni e quindi il pieno rispetto di tutti i limiti di emissione del punto di emissione E2 (forno laterforni), ivi compresi i valori dei COV, giusto campionamento effettuato dalla stessa ARPAB di Matera in data 18 febbraio 2014, su incarico del Corpo Forestale dello Stato.-
Insomma non ricorrono affatto le condizioni per attivare la procedura di cui all'art. 29 octies comma 4 del d. Igs. 152/2006 e s.m.i., atteso che:
- non v'è problema di inquinamento provocato dall'impianto tale da rendere necessaria una revisione dei valori limite di emissione per il semplice motivo che v'è rispetto dei parametri stabiliti nella AIA;
- non vi sono allo stato modifiche sostanziali alle migliori tecniche disponibili che consentano una notevole riduzione delle emissioni senza imporre costi eccessivi;
- non v'è problema di sicurezza di esercizio del processo o dell'attività che richieda l'impiego di altre tecniche;
la normativa di settore non è mutata rispetto al momento del rilascio dell'autorizzazione.-Al di là del pieno rispetto delle prescrizioni previste nell'AIA rilasciata con DGR 1357/2010 alla ILA VALDADIGE Srl alla quale la scrivente ILA LATERIZI è subentrata, si rappresenta che questa azienda, certa della  piena  legittimità del  proprio operato e della  perfetta osservanza delle  prescrizioni di  legge e regolamenti, ha siglato con le organizzazioni sindacali un "protocollo di intesa per il monitoraggio ambientale e personale con l'immissione del PET-COKE come combustibile nel processo di cottura dei laterizi", mediante il quale l'azienda si è impegnata a monitorare i parametri sensibili e nel caso in cui questi dovessero risultare non a norma procederà immediatamente a sospendere l'utilizzo del PET COKE nel processo di produzione dei laterizi.
Non è inopportuno rappresentare gli ingenti danni economici che questa azienda ha subito e sta continuando a subire per il ritardo nell'avvio dell'impianto di combustione a PET-COKE, nonostante tale modalità di produzione di laterizi sia stata regolarmente autorizzata, costituendo, quindi, legittimo esercizio della attività economica privata; ancora, non di poco conto sono gli investimenti effettuati dalla società nella costruzione, a perfetta norma di legge, dell'impianto di combustibile a coke di petrolio, proprio in ragione dell'autorizzazione concessa a seguito di conferenza di servizi ove tutti i partecipanti manifestavano parere favorevole; non si trascuri, poi, il contratto di affitto intervenuto con la ILA LATERIZI che oltre a corrispondere un canone si è riservata l'acquisto dello stabilimento tenendo conto a livello economico anche dell'utilizzo dell'impianto di produzione dei laterizi a PET COKE regolarmente autorizzato.-
Come se ciò non bastasse, la scrivente è ormai al centro di un "bombardamento mediatico" che ne sta seriamente minando l'immagine, cui codeste spett.li Autorità avrebbero dovuto porre freno, se non altro alla luce del pieno rispetto dell'AIA così come emerso in modo inequivocabile dalla conformità dei dati rilevati dall'ARPAB in occasione dell'ultimo prelievo di campioni presso lo stabilimento in questione del 18 febbraio u.s. . Sicché, compromessa risulta essere la commerciabilità del prodotto in un mercato già in profonda recessione e sempre più sensibile ai temi della salubrità ambientale.
Per uscire da questa situazione di stallo, in un'ottica di piena collaborazione, questa azienda intende procedere a una sorta di "messa in prova" dell'impianto per un periodo di un mese, di modo che si possa iniziare la produzione a mezzo impianto a combustione PET-COKE, monitorando le emissioni e verificando l'eventuale superamento dei limiti di tollerabilità nelle emissioni stesse. In tal caso, questa azienda si impegna sin d'ora a sospendere immediatamente la produzione con impianto a combustione PET-COKE, essendo primario interesse della medesima preservare e tutelare la salubrità dell'ambiente esterno e interno (di lavoro dei propri dipendenti); il tutto, al di là dei notevoli danni patiti e patendi perdurando la fase di stallo."




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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