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14/02/2014 13.20.31 - Articolo letto 4388 volte

Matera: Il Parco del Castello un nuovo paesaggio

Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia) Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia)
Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia) Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia)
Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia) Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia)
Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia) Parco del Castello Tramontano (foto Alberto Muciaccia)
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Scheda dell'architetto Renato D’Onofrio
Matera L’impressione che si riceve visitando il Parco del Castello Tramontano che Luigi Acito ha concluso a Matera qualche hanno fa, è la chiarezza delle idee progettuali alla base dell’intervento: pochi  elementi ben relazionati restituiscono un ambiente di intensa suggestione poetica che interpreta lo spirito del luogo restituendolo, ancora più forte, alla città. L’autore, anteponendo l’etica all’estetica, ha valorizzato il genius loci sia dal punto di vista fisico che antropologico rimanendo nell’alveo della disciplina architettonica.
Nel processo di ri – costruzione del sito, è stato proposto il suolo originario sia dal punto di vista morfologico che geologico con il Bolo Armeno, il caratteristico terreno rosso misto a pietre per garantire il drenaggio delle acque che, mantenendo umide le argille, ne assicurano l’equilibrio idrostatico, essenziale per non farle seccare ai danni delle mura del castello com’è avvenuto per decenni. Questa scelta, tuttavia, non è stata relegata al solo aspetto geologico ma è stata proposta con una chiara intenzionalità estetica. La terra rossa, messa nei pressi del monumento,  ne esalta il carattere pietroso e avverte il visitatore che lì qualche cosa sta cambiando. Con due diversi pavimenti dunque, l’autore esalta la fisicità del monumento e gerarchizza i luoghi rendendoli più chiari al fruitore.
L’andamento ascensionale dei parterre organizzati in ampie terrazze, introita nel “nuovo paesaggio” il castello che diventa “quinta” nobile del parco, sfondo perfetto di una “scena teatrale” e allo stesso tempo bordo intermedio della collina oltre la quale si apre la città settecentesca e, a seguire,  il complesso sistema dei Sassi. 
L’esigenza di ammirare dall’alto lo scenario urbano e in particolare il castello, potrebbe aver stimolato l’idea di realizzare una piccola loggia quale punto di osservazione privilegiato, luogo di meditazione, sorta  di pensatoio in cui ognuno può “dialogare” con quanto da qui vede, oltre che con se stesso. Da questa postazione si ha la possibilità di vedere con un solo colpo d’occhio i due luoghi topici di Matera, la cattedrale e il castello, simboli urbani che oltre a svelare iconograficamente la città, ne raccontano la lunga e complicata storia. Più e meglio di prima, il parco rivela la postazione in altura del castello Tramontano e fa comprendere quanto la potente famiglia abbia fronteggiato l’Arcivescovado sulla collina opposta della Civita. Pur fra i tanti fabbricati, dal parco si può seguire idealmente la discesa verso la piana settecentesca e la salita per la cattedrale, il percorso tra i poteri temporale e spirituale. 
La notevole frequentazione dei materani che qui vengono per passeggiare, incontrarsi, leggere un libro o ascoltare musica, a distanza di qualche anno dalla realizzazione, fa affermare che l’opera  appartiene alla città senza alcun dubbio. Probabilmente lo sarà ancora di più dopo l’ultimazione del vicino campus universitario e con la realizzazione della restante parte del parco, il cui ingresso di valle è stato già realizzato in via Castello.
L’elegante recinzione metallica lungo via Castello e il fondale di pini lungo il versante dell’Istituto Sant’Anna, definiscono i bordi del parco così come imposto dalle preesistenti condizioni al contorno; l’edilizia urbana esistente, oggi risulta assorbita nel verde.

Renato D’Onofrio



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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