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02/12/2013 18.31.17 - Articolo letto 3711 volte

Maltempo: continua l'emergenza. Allagamenti vicino a Basento e Bradano

Maltempo Sud Italia - Matera e provincia - 1 dicembre 2013 (foto SassiLand) Maltempo Sud Italia - Matera e provincia - 1 dicembre 2013 (foto SassiLand)
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Protezione Civile: oltre 90 milioni di metri cubi di acqua nelle dighe lucane
Matera La Protezione Civile regionale rende noto che in queste ore l'ondata di piena dei fiumi Basento e Bradano sta attraversando le zone a valle in prossimità delle foci, provocando allagamenti nelle aree limitrofe ai corsi di acqua.
La Protezione Civile invita la popolazione residente nelle zone a rischio a prestare la massima attenzione, anche perché i livelli dei fiumi nelle zone più a monte sono ritornati a valori elevati.

Maltempo; oltre 90 milioni di metri cubi di acqua nelle dighe lucane
Le dighe di Montecotugno e del Pertusillo sono in grado di contenere ancora 200 milioni di metri cubi, al limite gli altri invasi, satura la diga di San Giuliano
 
Oltre novanta milioni di metri cubi di acqua si sono accumulati tra ieri e oggi nelle dighe lucane. La diga del Pertusillo, in particolare, ha invasato  otto milioni di metri cubi di acqua, la diga di Monte Cotugno venti milioni, la diga della Camastra sette milioni, sei milioni il Basentello e la diga di San Giuliano 49 milioni.
I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile regionale.
Si tratta di un quantitativo di acqua che è stato trattenuto dalle dighe e che altrimenti si sarebbe riversato sul territorio peggiorando una situazione già molto difficile in particolare nel Metapontino.
Le dighe di Montecotugno e del Pertusillo sono in grado di contenere ancora 200 milioni di metri cubi, mentre sono al limite gli altri invasi, soprattutto la diga di San Giuliano che ha comunicato l'imminente rilascio di acqua. Quest'ultima operazione avviene in automatico.

Coldiretti, maltempo: campagne sott’acqua, alberi divelti e serre distrutte, strade interpoderali impraticabili
Molti gli allevamenti in difficolta’, semine e raccolta olive a rischio

Il maltempo si abbatte nuovamente su una delle regioni a maggior rischio idrogeologico come la Basilicata, dove il 100 per cento dei Comuni fa parte dei territori a rischio per frane ed alluvioni (la nostra regione detiene questo triste primato insieme alla Calabria). È in corso la conta dei danni ma la pioggia continua a cadere inesorabile.
Oltre al Metapontino, stavolta è anche la restante parte del territorio regionale a soffrire in maniera pesante i danni della pioggia, ormai al limite della sopportazione idrogeologica dei territori, tanto che in alcuni casi torrenti e fiumi sono esondati allagando centinaia di ettari di terreno.
A dura prova la raccolta delle olive, con i costi che aumentano a causa del freddo e della pioggia. A rischio la semina dei cereali in quanto non si riesce ancora ad entrare nei terreni: nella nostra regione sono state seminate solo il 10% delle superfici, quando, in situazioni normali, la semina doveva già essere terminata. Interi raccolti di ortaggi invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli sono andati perduti.
Siamo di fronte alla tropicalizzazione del clima con il ripetersi di eventi estremi” afferma Teodoro Palermo, Presidente Provinciale della Coldiretti di Potenza. “Drammatici sono gli effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest’anno: sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense, ed il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire”.
Per il Presidente Regionale della Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto “servono le opere infrastrutturali per la raccolta e la regimazione delle acque, in una situazione in cui nel cento per cento dei nostri comuni sono presenti aree a rischio idrogeologico  per frane e/o alluvioni. La dimensione del rischio è ovunque preoccupante, ed a questa situazione non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo  sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne in Italia e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento che non riesce ad assorbire la violenta caduta dell’acqua”.

Maltempo: Cgil "Basta ipocrisie e lacrime di coccodrillo. Trovare risorse per emergenza dissesto"
 
"Lo stato di allerta lanciato sin da venerdì aveva purtroppo massima fondatezza. Gli effetti devastanti del ciclone Nettuno sono stati vissuti sulla pelle di migliaia di lucani cui unica colpa e' quella di  vivere in territori resi fragili dall'assenza di una politica per il territorio". Così dichiarano in una nota la Cgil Basilicata e la Cgil Matera che chiedono venga immediatamente riconosciuto lo stato di calamità e l'accesso ai fondi della Presidenza del Consiglio.
"Oggi si cerca di fare una stima dei danni ingenti che si sono abbattuti nel ns territorio e che continueranno ad abbattersi nelle prossime ore, e che si sommano ai danni già subiti e alla crisi di comparti fondamentali dall'agricoltura all'edilizia".
" Nel riconoscere l'opera dei tanti volontari della protezione civile che, insieme alle forze dell'ordine non si sono risparmiati nel supportare quanti si sono ritrovati in difficoltà e nel tentare di gestire le conseguenze di fiumi in piena, di argini di strada che si sbriciolavano a causa della pioggia costante e battente, siamo stufi delle ipocrisie e delle lacrime di coccodrillo del giorno dopo:  non è sufficiente lanciare allerta meteo preannunciando disastri possibili, occorre pretendere che la cultura della prevenzione diventi una priorità non solo nell'agenda politica nazionale ma anche nell'agenda politica della ns Regione e di tutti i livelli istituzionali. Occorre decidere di fare sul serio e di destinare al tema della prevenzione e messa in sicurezza del ns territorio risorse straordinarie, a partire da quelle comunitarie e da quelle del petrolio, con un piano straordinario di manutenzione e di coinvolgimento delle stesse imprese agricole. Del resto quando indichiamo come destinazioni prioritarie delle risorse del petrolio proprio le infrastrutture (e per questo va modificato il decreto attuativo dell'articolo 16) diciamo proprio questo: la pioggia non deve fare crollare ponti, non deve fare franare strade, non deve rompere gli argini di torrenti e fiumi". 
"Si attivino quindi tutti i livelli politici ed istituzionali per l'emergenza, ma si apra subito un Tavolo presso la Presidenza della Regione  che metta a sistema i diversi interventi, per un piano straordinario per il territorio, che vuol dire opportunità di occupazione, investimenti e in prospettiva più risparmi. Perché mettere in sicurezza un territorio è un investimento assai meno costoso del riparare i danni dell'incuria".

MALTEMPO – Antezza (Pd), “il Governo intervenga a sostegno della Basilicata”
“Subito stato di emergenza e conseguente stato di calamità per le zone colpite dal maltempo”

“Fango e frane si sono abbattute nella notte tra il 30 novembre e 1 dicembre, e continue sono ancora le forti piogge che stanno  colpendo le regioni del Sud, tra cui la Basilicata”. “Sono state chiuse strade - tratti ferroviari, scuole , attività produttive, campi agricoli, e centinaia di famiglie sono state evacuate”. E’ quanto dichiara la deputata Pd Maria Antezza. Questa grave situazione - continua l’On. Maria Antezza - si verifica a poca distanza dalla calamità verificatasi il 6/8 ottobre in Basilicata, in particolare nella fascia jonica metapontina, per la quale era già stato chiesto al Governo con un’interrogazione di dichiarare lo stato di emergenza e il successivo riconoscimento dello stato di calamità naturale al fine di evitare il collasso del tessuto imprenditoriale del metapontino”.
L’On. Maria Antezza - firmataria di un’ ulteriore interpellanza urgente - chiede al Governo di riconoscere immediatamente lo stato di emergenza e il conseguente stato di calamità in favore dei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo. A fronte di questa situazione drammatica – conclude l’On. Maria Antezza – chiediamo un segnale forte al governo affinché i cittadini sentano la sua presenza dichiarando immediatamente lo stato di emergenza e il riconoscimento dello stato di calamità ”.

CONFINDUSTRIA, ALLUVIONE BASILICATA: VALUTARE I DANNI  PER IL SISTEMA PRODUTTIVO E PIANIFICARE  UNA STRATEGIA PER IL RISANAMENTO IDROGEOLOGICO
 
“Siamo in costante contatto con la Prefettura di Matera, per monitorare la situazione connessa all'alluvione di queste ore, per una prima valutazione delle gravi conseguenze patite dalle attività produttive, in particolare quelle del settore agroalimentare e del comparto turistico –ricettivo, nell’area area jonica e in ordine alla accessibilità delle aree industriali”.
 
È quanto ha dichiarato il Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma.
 
“Ci giungono infatti dalle aziende  – ha evidenziato Somma – numerose segnalazioni di danni consistenti che si sommano a quelli prodottisi a seguito dei recenti eventi meteorologici di portata anomala verificatisi nei mesi scorsi, che hanno piagato la già fragile tenuta idrogeologica del territorio”.
 
“Ora è il momento dell'emergenza – ha aggiunto il presidente degli industriali lucani – ma ormai la misura è veramente colma e non solo in senso metaforico: occorre, sin delle prossime ore,  attivare misure straordinarie di intervento e di prevenzione che coinvolgano tutti i livelli istituzionali, destinando congrue risorse economiche per mettere in sicurezza il territorio. La tenuta idrogeologica è divenuta emergenza conclamata e come tale deve essere trattata, atteso che condiziona l'accessibilità e la fruibilità del territorio regionale, rendendo ancora più precario il sistema di collegamenti infrastrutturali e vieppiù vulnerabili significativi comparti di attività economica  con gravissime ripercussioni  per il sistema produttivo regionale”.
 
“Le imprese – ha concluso Somma - devono essere messe definitivamente  al riparo da questi ricorrenti fenomeni che rischiano  di vanificare sia quello che con fatica sono riuscite a mettere in piedi, sia quello che, pur tra le acute difficoltà di questi tempi, esse stanno pianificando soprattutto sul versante della filiera turistico - ricettiva. E’ imperativo perciò trarre le conseguenti determinazioni che, al netto del doveroso e sollecito ristoro alle imprese danneggiate, per un verso impongono di adottare una reale discontinuità nella progettazione e gestione degli interventi di messa in sicurezza del territorio e, per l’altro verso, di fare di questo tema uno dei qualificati driver del prossimo ciclo di programmazione regionale unitaria”.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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