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20/11/2013 11.16.57 - Articolo letto 3090 volte

Legambiente: "Ridurre e riciclare prima di tutto"

Discarica di La Martella - Matera (foto SassiLand) Discarica di La Martella - Matera (foto SassiLand)
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Il quadro sconcertante della Basilicata nel dossier dell'organizzazione
Basilicata L’Italia continua a smaltire troppi rifiuti in discarica. Secondo il Rapporto rifiuti di Ispra, nel 2012 è finito sotto terra il 39% dei rifiuti urbani: 11,7 milioni di tonnellate ovvero 196 kg per abitante in un anno. Erano attive 186 discariche, nonostante la normativa europea, da più di vent’anni, preveda che questa diventi un’opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero. E’ quanto emerge dal dossier della Legambiente presentato ieri a Roma in occasione del convegno Ridurre e riciclare prima di tutto.
 
In questo contesto i dati che riguardano la Basilicata sono abbastanza sconfortanti. Nel 2011 la nostra regione è tra le peggiori per lo smaltimento di rifiuti urbani prodotti in discarica con l’80% sul totale e seconda solo al Molise (91%). Nei dati provvisori del 2012 la percentuale scende al 56%. Un leggero miglioramento dal 2010 a oggi anche per la riduzione del numero delle discariche (da 15 a 9) e della quantità di rifiuti conferiti (da 178.215 a 120.176) ma non è ancora abbastanza, soprattutto se si pensa che questa opzione è considerata minoritaria dalle direttive europee già dai primi anni ’90. Bocciata la Basilicata per la mancata applicazione dell’ecotassa, tributo speciale per lo smaltimento in discarica che serve a premiare economicamente i Comuni più virtuosi, penalizzando invece quelli che non lo sono stati in base a un criterio di premialità/penalità applicato, ad esempio, sul raggiungimento degli obiettivi di legge sulla percentuale di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio o sul quantitativo annuo pro-capite di rifiuti indifferenziati avviato a smaltimento. La Basilicata è priva di una norma regionale che moduli il tributo speciale. Una situazione davvero incomprensibile visti gli alti costi della discarica (pari a 140 euro per tonnellata, valore medio, con situazioni che superano abbondantemente i 200 euro) e la percentuale di raccolta differenziata davvero bassa (la Basilicata è al 22 %) a causa della mancanza di volontà politica nel praticare alternative all’interramento dei rifiuti. Sarebbe molto più conveniente attivare vere politiche di riciclaggio, anche dal punto di vista economico.
 
Per la Legambiente Basilicata appare dunque urgente che il nuovo governo regionale intervenga in maniera prioritaria sulla gestione dei rifiuti, introducendo un sistema modulare di pagamento dell’ecotassa per lo smaltimento in discarica in base a un criterio di premialità/penalità, basato sull’entità del superamento degli obiettivi di legge sulla percentuale di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio e portando tutti i Comuni al superamento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio stabilito dalla legge. Maggiore sarà il superamento, maggiore sarà lo sconto sull’ecotassa praticato ai Comuni virtuosi. Per far questo appaiono inutili i circa 800 mila euro per la gara d’appalto per l’affidamento del servizio di “Aggiornamento ed adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti” rispetto al quale invitiamo il nuovo governo regionale a fare un passo indietro: si tratta di un intervento che andrebbe solo ulteriormente a gravare sulla gestione dei rifiuti che rischia di costare moltissimo alla Regione se non si interverrà in tempi rapidi e che altrimenti ci vedrà vederci costretti a chiedere, con un esposto, l’intervento della Corte dei Conti.
 
Serve, invece, secondo Legambiente, un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per fare in modo che prevenzione e riciclo risultino più convenienti, anche economicamente, rispetto al recupero energetico e allo smaltimento in discarica. Come? Tartassando lo smaltimento in discarica, eliminando gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti, incentivando il riciclaggio perché diventi più conveniente del recupero energetico, promuovendo serie politiche di prevenzione con il principio “chi inquina paga”.
 
 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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