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17/10/2013 16.27.05 - Articolo letto 3437 volte

Rapporto Svimez: situazione lucana sempre più allarmante

Mercato della Frutta in via Ascanio Persio - Matera (foto SassiLand) Mercato della Frutta in via Ascanio Persio - Matera (foto SassiLand)
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Nota di UIL, Michele Napoli del PDL e Gaetano Cantisani di IDV
Basilicata I dati del Rapporto Svimez per la Basilicata segnano un punto limite della situazione socio-economica che richiede una terapia d'urto che solo un nuovo Governo Regionale realmente innovativo e con solide basi riformiste può contribuire ad attuare”. E’ quanto afferma il segretario regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro che insieme a dirigenti del Centro Studi Economici e Sociali della Uil regionale ha partecipato a Roma alla presentazione del Rapporto Svimez 2013 sull’economia del Mezzogiorno.
“Su tutti – dice Vaccaro – ci sono dati che non consentono più alla classe politica e dirigente regionale di fare gli “struzzi: l’arretramento del  4,2% del Pil 2012 rispetto all’anno precedente; il tasso di mortalità che supera di gran lunga quello di natalità a conferma della condizione demografica della nostra regione da quartiere di una metropoli;  il 24,5% di famiglie classificate in condizione di povertà relativa; i 31mila giovani Neet, vale a dire che non studiano più ed hanno cessato di trovare lavoro. E’ ancora una volta la condizione di vita delle famiglie ad allarmarci tenuto conto che una su due è monoreddito e il 16,7% ha un reddito minore ai mille euro al mese. Abbiamo difronte perciò un’impresa che dovrebbe far tremare i polsi e non per questo impossibile sintetizzabile nel contrasto alla disoccupazione, che ha raggiunto livelli da allarme rosso, soprattutto tra i giovani e della povertà. Solo così possiamo rimettere in moto la crescita. Siamo profondamente preoccupati per la fase elettorale che sta per iniziare e di fatto – sottolinea Vaccaro – ritarda le azioni da mettere in campo. Ma non per questo rinunciamo a svolgere il compito che i lavoratori e i cittadini ci hanno assegnato sollecitando coalizioni, partiti e candidati a presentare e discutere proposte su come superare il grave ritardo socio-economico che coincide con il disagio delle nostre famiglie. Al Governo Letta invece chiediamo di riprogrammare i fondi europei da spendere da qui al 2015 proprio per invertire la rotta, come ha lucidamente indicato il direttore Svimez, che sinora ha privilegiato l’utilizzo dei fondi comunitari per “conservare lo status quo” e non certamente per raggiungere gli obiettivi di nuova occupazione, crescita e superamento del gap infrastrutturale. Si tratta di spendere 1 mld al mese, pena la restituzione a Bruxelles, da concentrare su un piano per il lavoro. Purtroppo dalla Legge di Stabilità non arrivano anche in questo caso notizie incoraggianti. Infatti, per il periodo 2014-2020, la Legge di Stabilità stanzia soltanto 24,5 mld di euro di cofinanziamento dei fondi strutturali europei a fronte dei 29 mld che mette l’Unione Europea. Ciò significa, per le regioni del Sud, un taglio di 4,5 mld di euro per i prossimi 7 anni. A questo proposito, chiediamo al Governo di ripristinare il pieno cofinanziamento dei fondi europei, e, soprattutto, che essi siano immediatamente spendibili, su lavoro e sviluppo. Perché se riparte il Mezzogiorno riparte l'intero Paese. Voglio sottolineare che l’istituzione dell’Agenzia di Coesione decisa dal Governo Letta risponde ad una delle sollecitazioni della UIL per la prosecuzione della spesa dei fondi UE. Altre riguardano: interventi per una politica di reindustrializzazione attraverso incentivi alle imprese legate a tenere la produzione in loco; partecipazione ad appalti pubblici con bandi preconfenzionati con premialità per le aziende locali; "sburocratizzazione" del sistema delle autorizzazioni con riduzione dei tempi di attesa per aprire aziende e contestuale rafforzamento dei controlli in itinere”.

RAPPORTO SVIMEZ: NAPOLI (PDL), SITUAZIONE LUCANA SEMPRE PIU’ ALLARMANTE
“Quali altri dati dobbiamo più attendere per avere piena consapevolezza che, all’interno di un Mezzogiorno che sta sprofondando nella povertà e a rischio desertificazione industriale, dove si continua a emigrare verso il centro-nord e all'estero, la situazione della nostra regione è la più allarmante?”. E’ la domanda da cui parte il capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale Michele Napoli commentando il Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2012 presentato oggi a Roma. “Questa volta – continua - sarà impossibile per la Giunta regionale e il centrosinistra che l’ha sostenuta da sempre nascondere o sminuire il meno 4,2% del PIL in un anno e che negli ultimi cinque anni va oltre il meno 10% di crollo del PIL come dato Mezzogiorno, confermandosi come indicatore economico tra i più negativi delle regioni meridionali. I dati Svimez sono persino peggiori di quelli pubblicati dalla Banca di Italia (PIL 2012 al -3% , disoccupazione attorno al 15% e accentuata caduta della produzione industriale, del 9,5% rispetto al 2011), con la Basilicata che risulta sempre più arretrata nel contesto nazionale. E se non bastasse, nei giorni scorsi l’Unione Europea ha certificato la retrocessione della Regione Basilicata, che torna tra le regioni Obiettivo 1, mentre siamo di fronte all’emergenza demografica accentuata dal più basso tasso di natalità affiancato alla ripresa dell’emigrazione specie intellettuale.
Ci sono due banchi di prova all’orizzonte: la legge di stabilita' per il Governo chiamato a rilanciare l'impegno in favore del Sud, senza il quale l'Italia non puo' agganciare quella ripresa che gli altri paesi europei stanno cogliendo .Non e' piu' accettabile avere un Paese diviso in due, serve maggior impegno e piu' coerenza da parte del Governo per rimettere al centro dell'agenda politica la questione meridionale da troppo tempo accantonata. L’altro – conclude Napoli – è il voto degli elettori per cambiare il Governo della Regione che ha sylle spalle per intero la responsabilità”.

CANTISANI (IDV), DA RAPPORTO SVIMEZ NON PIU’ RINVIABILE INTRODUZIONE REDDITO CITTADINANZA
La più grave ed intollerabile ingiustizia sociale del nostro Paese, che consideriamo non più sopportabile, così come emerge dal Rapporto Svimez,  è la diversa distribuzione dei redditi fra Nord e Sud, con il Mezzogiorno che registra crescenti sacche di povertà: è il commento del commissario di IdV Basilicata Gaetano Cantisani. Nel 2012, il 16,7% delle famiglie lucane – aggiunge - ha guadagnato meno di mille euro al mese, una percentuale più di tre volte superiore a quella del Centro-Nord (5%). Ad aggravare la poverta' delle famiglie concorrono sia la disoccupazione che il numero dei familiari a carico: il 18,5 delle famiglie lucane è infatti monoreddito. Per questo al primo posto dell’agenda della Giunta Regionale che sarà eletta a meta novembre – sottolinea l’esponente di IdV – ci deve essere l’introduzione del Reddito di cittadinanza, con modifiche profonde rispetto al Programma COPES così come lo conosciamo, che ha dato risposte sia pure positive sul piano assistenziale ma fortemente parziali ad alcune migliaia di cittadini lucani e, inoltre, risulta ampiamente inadeguato sia per il numero di soggetti coinvolti che per le azioni mese in campo.
Diventa dunque indispensabile  liberare risorse per far fronte all’emergenza welfare particolare grave al Sud, dove i più a rischio sono coloro che devono ancora entrare sul mercato del lavoro, i lavoratori con contratto precario e a termine e gli occupati in micro imprese. Sono urgenti misure volte a favorire l’inclusione sociale, l’ampliamento delle opportunità, e, in particolare, a porre un argine alla povertà estrema. Il tema oggi è l’introduzione di misure universali di integrazione dei redditi, come il reddito di cittadinanza. Misure che – conclude Cantisani – la decisione dei giorni scorsi dell’Unione Europea che certifica la retrocessione socio-economica della Regione Basilicata, che torna tra le regioni “Ex – Obiettivo 1″, ci rende non più rinviabile. La strada è quella di concentrare significative risorse del prossimo programma comunitario proprio su un nuovo strumento di reddito di cittadinanza. 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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