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14/10/2013 11.49.50 - Articolo letto 1975 volte

ALLUVIONE METAPONTINO: CIA, ATTIVARE CONTRATTI DI FIUME

Il giorno dopo l´alluvione del Metapontino - 8 ottobre 2013 (foto SassiLand) Il giorno dopo l´alluvione del Metapontino - 8 ottobre 2013 (foto SassiLand)
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In modo tale da assegnare agli agricoltori compiti di manutenzione senza spendere un euro nel senso che gli stessi compenserebbero con gli oneri dovuti allo Stato
Basilicata L’attivazione dei Contratti di fiume; la disponibilità degli agricoltori a diventare manutentori del territorio “a costo zero” (con compensazioni su tributi consortili, spese previdenziali ed aziendali); l’impiego immediato di una quota del fondo dell’Accordo di Programma Ministero-Ambiente-Regione Basilicata per interventi nei “punti più critici” per prevenire ulteriori fenomeni metereologici eccezionali dell’imminente stagione invernale: sono le tre priorità indicate dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata per fronteggiare  l’alluvione di Ginosa-Metapontino.
Il presidente regionale della Cia Donato Distefano spiega: è necessario passare dalle analisi su cosa è successo e dalla mappatura dei danni  ai fatti. I Contratti di fiume, sperimentati positivamente in alcune regioni italiane, tra le quali l’Umbria, la Lombardia, il Veneto, la Toscana – precisa - si configurano come strumenti di programmazione negoziata interrelati a processi di pianificazione strategica per la riqualificazione dei bacini fluviali. L’aggettivo "strategico” sta ad indicare un percorso di co-pianificazione in cui la metodologia ed il percorso stesso sono condivisi in itinere con tutti gli attori che sono l’Autorità di Bacino, i Consorzi di Bonifica, l’Eipli, i Dipartimenti della Regione, le Province, i Comuni. Tali processi sono infatti finalizzati alla realizzazione di scenari di sviluppo durevole dei bacini elaborati in modo partecipato, affinché siano ampiamente condivisi.
Il Contratto di Fiume è quindi la sottoscrizione di un accordo che permette di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale.

Gli elementi che entrano in gioco in questo accordo sono:
• una comunità (Comuni, Province, Ato, Regione, Associazioni, organizzazioni professionali agricole, imprese, cittadini, ecc.)
• un territorio (suoli, acque, insediamenti, aria, ecc.)
• un insieme di politiche e di progetti a diverse scale/livelli

Questi elementi, da sempre in relazione tra loro, devono quindi essere orientati verso obiettivi condivisi di riqualificazione attraverso adeguati processi partecipativi.
La caratteristica innovativa di tali processi è la scelta di andare nella direzione della sussidiarietà orizzontale: la differenziazione dei sistemi territoriali richiede un sistema di governance flessibile, in grado di comporre a livello locale i conflitti e gli interessi mediante processi negoziali aderenti alle vocazioni territoriali e capaci di fare sistema facendo dialogare i diversi strumenti di programmazione degli interventi socio-economici con quelli della pianificazione territoriale.

Strettamente intrecciata è la proposta – continua Distefano – di assegnare agli agricoltori compiti di manutenzione senza spendere un euro nel senso che gli stessi compenserebbero con gli oneri dovuti allo Stato e in particolare ai Consorzi di Bonifica che, come è noto, non sono in grado nemmeno di garantire la pulizia ordinaria dei canali. Infine, la questione finanziaria: si attinga dall’Accordo di Programma “sfidando” il Premier Letta dopo la sua denuncia a Longarone (non ci sono italiani di serie B) a mettere subito a disposizione i soldi. Gli agricoltori si mobiliteranno intorno a questi obiettivi.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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