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10/10/2013 17.29.34 - Articolo letto 1957 volte

FIRMATO L'ACCORDO PER LA NATUZZI

Natuzzi (foto internet) Natuzzi (foto internet)
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Per la Feneal Uil accordo storico contro le delocalizzazioni a difesa dei lavoratori e del Made in Italy.
Matera Dopo mesi di trattative tra organizzazioni sindacali, direzione aziendale e ministero si è giunti alla firma di un accordo per salvaguardare i 1726 lavoratori dichiarati in esubero dal Gruppo lo scorso luglio.

Per Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil si tratta di “un accordo storico che salvaguarda il lavoro ed il ‘made in Italy’, puntando ad evitare le delocalizzazioni e realizzando un progetto di reindustrializzazione del distretto che vedrà il coinvolgimento di istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali attraverso una cabina di regia.”

Il segretario spiega che “l’accordo riduce l’esubero strutturale da 1726 lavoratori a 1506 unità, di cui 1380 in area produzione e 126 in ambito corporate, attraverso una riorganizzazione del lavoro tra gli stabilimenti del Gruppo, con la chiusura di Ginosa e del polo logistico di La Martella e, conseguentemente, il trasferimento e la ricollocazione delle attività negli stabilimenti di Laterza, Iesce Santeramo e Iesce Matera.”

Per i restanti lavoratori si prevedono un piano di incentivazione volontaria all’esodo (per un massimo di 600 unità) ed un piano di rioccupazione per circa 850 lavoratori. “La ricollocazione – fa sapere Pascucci - dovrà avvenire sia con il rientro in Italia dalla Romania della produzione del Brand Leather Edition, che con la creazione di newco, costituite da imprese esterne, per la fabbricazione dei complementi di arredo. Per sostenere il progetto – aggiunge – abbiamo chiesto e ottenuto la proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria fino al 15 ottobre 2014.”
Nell’accordo si legge che si interverrà nel quinquennio con investimenti ed interventi in formazione, ricerca e marketing per riqualificare il personale ed promuovere sviluppo e innovazione del marchio.
“Naturalmente - conclude il sindacalista – noi saremo sempre in prima linea a vigilare e a far sì che l’accordo venga attuato in tutte le sue parti, insieme con il Ministero e le istituzioni che dovranno valutare e sostenere l’utilizzo di strumenti idonei, come la cabina di regia, perché questo settore strategico della nostra industria torni alla ribalta.”

“Spero che i 600 lavoratori che volontariamente opteranno per la mobilità – aggiunge il segretario generale Feneal Uil Puglia Salvatore Bevilacqua - abbiano alla pari degli altri l’opportunità di essere ricollocati , anche perché i 101 milioni dell’accordo di programma sono non solo per la Natuzzi ma per tutte quelle aziende che hanno mostrato interesse ad investire nel distretto e per quei circa 6000 lavoratori espulsi dalle oltre 300 aziende che hanno chiuso nel distretto industriale delle Murge."


Nota di Fillea, Filca, Feneal

Vertenza Natuzzi: la vertenza natuzzi giunge ad un primo importante approdo al MISE - Adesso inizia percorso di rilocalizzazione produttiva  con newcompany
 
Fillea, Filca, Feneal territoriali Matera e regionali di Basilicata valutano positivamente l’esito dell’incontro avvenuto nella mattinata di oggi presso il MISE, a Roma, in cui è stato
sottoscritto l’accordo, che ha visto partecipi il sindacato confederale unitario di categoria a livello nazionale, regionale e territoriale, le Regioni Basilicata e Puglia, i Comuni interessati (Santeramo, Ginosa, Laterza e Matera), il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e ovviamente il management del Gruppo Natuzzi Italia.
 
Dopo 3 lunghi e difficili mesi di mobilitazione sindacale dei lavoratori, di trattative serrate, aspre, difficili, la vertenza Natuzzi giunge, quindi, ad un primo punto di conclusione. Oggi, infatti, si chiude una fase e si apre un nuovo percorso.
 
La vertenza prendeva avvio dalla situazione drammatica della messa in mobilità di 1726 persone su 2860 in organico, su tutti gli stabilimenti del gruppo. Con l’accordo di oggi cessa la procedura di licenziamento collettivo forzosa e si apre un anno di Cassa Integrazione Straordinaria per riorganizzazione complessa, al fine di permettere la realizzazione del progetto disegnato nell’accordo che prevede la rilocalizzazione produttiva di un brand (la linea di salotti leathear edition)precedentemente realizzato in Romania e l’allargamento della filiera produttiva del mobile imbottito per rioccupare la gran parte dell’esubero strutturale dichiarato.
 
Il giudizio sull’accordo, quindi, e attiene alla prospettiva di occupazione e compensazione produttiva all’interno del sistema distrettuale appulo lucano. All’intero processo, inoltre, dovrebbe sovrintendere una cabina di regia che tiene al suo interno tutte le parti che hanno preso parte alla vertenza (Natuzzi, MSE e ministero del lavoro, Regione Puglia e Basilicata, Sindacati) e dovrà verificare il rispetto del cronoprogramma e della realizzazione degli obiettivi occupazionali contenuti nell’accordo.

Nota CISL
Natuzzi, Falotico: “Ora attuare l'accordo di programma per il rilancio del polo del salotto”
 
“Siamo riusciti a bloccare oltre 1.700 licenziamenti e a rimettere in discussione il piano di smantellamento della Natuzzi. Ora è necessario che tutti gli attori in campo, imprese, sindacati, istituzioni e distretto, lavorino pancia a terra per rilanciare il polo del salotto altrimenti avremo solo spostato di qualche anno il problema degli esuberi”. Lo ha detto oggi il segretario lucano della Cisl, Nino Falotico, commentando l'intesa raggiunta al Mise tra sindacati e gruppo Natuzzi sul piano di ridimensionamento degli esuberi. “L'urgenza era evitare che sulla più importante azienda del distretto calasse la scure dei licenziamenti e il risultato raggiunto ci permette di gestire questa fase di difficoltà con un mix di strumenti che dovrebbero assicurare il mantenimento di gran parte dei posti di lavoro e della produzione. Durante la trattativa non era scontato che si sarebbe raggiunto l'obiettivo e solo grazie alla serrata azione del sindacato i lavoratori lucani della Natuzzi oggi possono contare su una prospettiva per il futuro. Certo non può bastare questo accordo per mettere in sicurezza il futuro del distretto del mobile imbottito e per questo è necessario che l'accordo di programma firmato alcuni mesi fa vada rapidamente a regime. Occorre puntare con decisione su export, innovazione e qualità che sono le uniche armi che possono consentire alle aziende del settore di fronteggiare la concorrenza a basso costo dei paesi in via di sviluppo. Il polo del salotto, con le sue produzioni di eccellenza esportate in tutto il mondo, deve diventare il benchmark di sé stesso; pensare, al contrario, di inseguire la Romania o la Cina sul costo al minuto vorrebbe dire incamminarsi su una china pericolosa che porterebbe inevitabilmente alla messa in discussione di tutto il distretto”.

Accordo Natuzzi, la Provincia soddisfatta
 
Matera, 10 ottobre 2013 – Il vicepresidente della Provincia di Matera Angelo Garbellano esprime profonda soddisfazione per la firma dell’accordo per il gruppo Natuzzi siglato stamani presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
 
“Finalmente saranno riportate in Italia quelle produzioni realizzate in Romania, almeno una buona parte, e il gruppo sarà impegnato in una riorganizzazione e reindustrializzazione che offrirà serie prospettive di rilancio al territorio. Significativa è l’anno di – ha dichiarato il vice presidente Garbellano - di cassa integrazione straordinaria a partire dal 16 ottobre, che darà un po’ di respiro ai lavoratori.”
 
“Notizia importante è anche la riduzione degli esuberi da 1.726 a 1.506, resa possibile dal reimpiego di 220 unità nello stabilimento materano di Jesce che torna in attività – ha sottolineato il presidente Stella –  dopo un lungo periodo di stop. Anche gli altri contenuti dell’accordo, dalla mobilità alle opportunità di ri-occupazione a partire dal 2014, risultano particolarmente significative per la nostra provincia e, più in generale, per il Mezzogiorno.”



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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