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01/10/2013 15.17.40 - Articolo letto 2180 volte

CAOS POLITICO VERSO LE REGIONALI

ELEZIONI ELEZIONI
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Fibrillazioni post-primarie a go-go nel centrosinistra. Alta tensione all’assemblea regionale del Pd che ha eletto De Filippo segretario. Alleati contro. Mentre è giallo sulle “regionarie” del M5S.
di ANTONIO GRASSO
Basilicata Fibrillazioni post-primarie a go-go nel centrosinistra e nel Pd, in particolare. Sancita la candidatura alla Presidenza della Ragione Basilicata dell’ormai ex vicegovernatore (ha rimesso nelle mani di De Filippo l’incarico da assessore regionale alle Attività Produttive ndr) Marcello Pittella, l’assemblea regionale del partito era chiamata ad eleggere il nuovo segretario regionale dopo le dimissioni dal ruolo di Roberto Speranza. Doveva, in buona sostanza, ratificare l’indicazione romana già pervenuta direttamente dal segretario nazionale, Guglielmo Epifani. Il nominativo era quello del presidente-dimissionario, Vito De Filippo. Che, alla fine di una riunione durata oltre sette ore, ce l’ha fatta. 54 i voti ottenuti e 15 le astensioni (tra cui quella del vincitore delle primarie, Marcello Pittella) sui 69 delegati partecipanti alla votazione.. Ma non sono mancati momenti di tensione. Tutt’altro. Tanto che da più di qualcuno fra i presenti è arrivato un invito alla calma. In fondo, il clima in cui l’assise arrivava all’appuntamento non era certo dei migliori. Complici i pesanti strascichi polemici post-elettorali fra sostenitori del candidato Pittella e quelli del candidato Lacorazza. A supporto di quest’ultimo si erano mobilitati quasi tutti i cosiddetti “big” del partito. De Filippo compreso. E una delle contestazioni mosse proprio rispetto alla sua elezione di segretario faceva leva sull’inosservanza di un articolo dello statuto nazionale (riguardo a incandidabilità ed incompatibilità). Più precisamente l’articolo 21 (punto 2, lettera a) che così recita: Durante l’esercizio del loro mandato istituzionale non sono candidabili alla carica di segretario regionale: i presidenti di regione e dei consigli regionali, gli assessori regionali, i presidenti di provincia, i sindaci delle città capoluogo di regione e di provincia. E De Filippo ricopre ancora il ruolo (anche se di reggente) di Presidente della Giunta regionale. Questo almeno fino alle prossime elezioni del 17 e 18 novembre. Ma tant’è. A conclusione dei lavori, la stessa assemblea ha anche approvato un documento (documento 1) che indica con decisione la strada del “rinnovamento nella definizione delle liste che dovranno sostenere la candidatura di Marcello Pittella a presidente della Regione”. Un secondo documento, invece, che chiedeva di approfondire la discussione sullo stesso tema sia all'interno del partito che della coalizione (impegnando a questo la nuova segreteria) ha raccolto 17 voti a favore, 5 astensioni e 40 voti contrari. E non è passato. E proprio alla luce delle conclusioni a cui si è giunti nell’assemblea, Pittella ha chiesto al neo segretario De Filippo “un colloquio da fissare con la massima celerità”. Segno evidente di una situazione estremamente delicata all’interno del partito. Delicatissimi anche i rapporti con e fra i partiti della coalizione, con Sel sempre più distante e “sostanzialmente fuori dal centrosinistra” uscito dalle primarie, come dichiarato dalla giovane coordinatrice regionale del partito vendoliano, Maria Murante. Sulla stessa linea, cioè, di Rifondazione Comunista. Diversa, invece, la posizione dei Verdi che – per bocca del loro segretario regionale – riconoscono il risultato uscito dal voto primario del 22 settembre scorso. Acque agitate anche fra i socialisti, dopo la sospensione di Donato Cutro e Franco Adamo da parte del segretario regionale, Livio Valvano. A rischio la presentazione di una lista unitaria. Intanto è giallo sulle “regionarie” del M5S. Entro lo scorso 26 settembre si sarebbe dovuto conoscere il nome del candidato alla carica di presidente da parte del MoVimento ma, al momento, è ancora ignoto. Si è in attesa – infatti - della certificazione, da parte staff nazionale, delle liste inviate a Roma. Pare che a “pesare” sui controlli e le verifiche siano alcune segnalazioni inviate da diversi attivisti pentastellati su alcuni dei nominativi aspiranti –presidenti. Segnalazioni dal sapore di divisione interne e che rischiano perfino di mettere a repentaglio la stessa possibilità di avere una lista alle regionali di novembre. Si vedrà. Ancora nulla di deciso nemmeno nel campo del centrodestra. Dopo una serie di incontri, però, sarebbe ormai vicino l’accordo sia con l’Udc che con Scelta civica da parte della nuova Forza Italia (ex Pdl) che si è detta, da tempo, disponibile a rinunciare ad esprimere un proprio uomo alla carica di candidato presidente, pur di riuscire a trovare delle intese. Ma nel contenitore montiano di Basilicata non tutti la pensano così. A partire dal coordinatore regionale, Domenico Bronzino, che – invece – spinge per un accordo col centrosinistra. Al punto che, proprio stamani, ha incontrato il neo segretario del Pd, De Filippo, per verificare le possibili convergenze sulle scelte strategiche e programmatiche da mettere in campo. Questo – però - non poteva non provocare maretta fra chi, come il consigliere regionale Ernesto Navazio (ma non solo), non ne vuol proprio sapere di allearsi col Pd. Dopodomani è in agenda la direzione regionale del partito. E sarà quella la sede in cui una delle due linee dovrà, per forza di cose, diventare ufficiale. Con Navazio già pronto, però, a smarcarsi nel caso dovesse passare la linea del coordinatore regionale. Infine, resta da capire cosa faranno sia i Fratelli d’Italia che Grande Sud, entrambi - fino a pochi giorni fa - in trattativa – fra gli altri - proprio con l’Udc, oltre che con altre forze come Mpa e Fermare il Declino, anch’esse ad un passo dall’accordo col centrodestra. Difficile per non dire improbabile, però, che alla fine sia d'Italia che Grande Sud approdino nella coalizione di centrodestra. Tant’è che già oggi i vertici dei due partiti si rivedranno nuovamente con il Laboratorio di Centro, PrimaVera Lucana e le altre forze politiche, culturali e civiche, al fine – fanno sapere in una nota - di “proseguire nel percorso di concorrere insieme alla formazione di un cartello elettorale plurale, articolato in diverse liste e unificato in un unica proposta di candidato Presidente per le prossime elezioni regionali”. E cioè: “Lontani sia da Forza Italia sia dal Partito Democratico”. 


Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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