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22/09/2013 0.34.00 - Articolo letto 3292 volte

IL REGISTA FRANCESCO ROSI CITTADINO ONORARIO DI MATERA

Il regista Francesco Rosi Cittadino Onorario di Matera (foto Francesco Calia) Il regista Francesco Rosi Cittadino Onorario di Matera (foto Francesco Calia)
Consegna del pane a Francesco Rosi (foto Francesco Calia) Consegna del pane a Francesco Rosi (foto Francesco Calia)
Ministro della Cultura Bray (foto Francesco Calia) Ministro della Cultura Bray (foto Francesco Calia)
Il regista Francesco Rosi Cittadino Onorario di Matera (foto Francesco Calia) Il regista Francesco Rosi Cittadino Onorario di Matera (foto Francesco Calia)
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Alla presenza del Ministro alla Cultura e Turismo, Massimo Bray, consegnata oggi nella Sala "Levi" di Palazzo Lanfranchi la pergamena che attesta il riconoscimento. Il maestro: "Sono emozionato, porto Matera nel cuore"
di FRANCESCO CALIA
Matera UN GIORNO atteso a Matera da diversi anni, giunto al suo culmine nella mattinata di oggi, quando il regista Francesco Rosi, novantenne maestro dell'arte cinematografica, viene insignito della cittadinanza onoraria della città dei Sassi. Un paesaggio più volte raccontato e fatto divenire parte integrante dei suoi capolavori; opere che hanno raccontato il sud, hanno fatto rivivere la cruda verità di un Meridione in difficoltà, un Meridione dove le condizioni quotidiane erano particolarmente disagiate, riproponendo la realizzazione per il "cinematografo" come lo stesso maestro chiama le sale, anche un best seller di Carlo Levi, come "Cristo di è fermato a Eboli".
Una giornata di festa, accompagnata da alcuni passaggi, i più rappresentativi, dei film di Rosi, riproposti dai montaggi di Vito Cea e Roberto Linzalone, in un consiglio comunale al gran completo e con diverse presente Istituzionali, proprio nella Sala "Levi" di Palazzo Lanfranchi.
Un ritorno che non ha rappresentato un dejavu per il maestro Rosi, che ha trovato modificata la città che ha raccontato."Matera è molto cambiata - spiega Rosi all'ingresso di Palazzo Lanfranchi - Sono arrivato ieri e ho dato un'occhiata in giro, ma è cambiatissima. Chiunque vinca la sfida per la Capitale della Cultura avrà un'ottima condizione. Ci sono diverse città molto indicate per poter ottenere questa onoreficienza, un'ottima posizione che speriamo possa favorire Matera. Una città dove la cultura ricopre un ruolo estremamente importante".
Poi dal pulpito si lascia andare all'emozione. "Le molte facce conosciute, al mio arrivo, mi hanno creato una forte emozione - esordisce - Vi ringrazio per questo riconoscimento perchè Matera ce l'ho nel cuore - ammette - All'inizio, al mio arrivo, mi sono sentito spaesato perchè la città è molto cambiata, ma ho bisogno anche di rivedere per bene i Sassi. Qui ho lasciato tanti amici, alcuni di loro non ci sono più, ma è proprio loro che devo ringraziare per avermi incoraggiato a realizzare film che spiegassero all'altra metà dell'Italia i tanti sacrifici che sono stati fatti nel nostro sud, i tanti problemi superati in questi anni. In tutto ciò, il cinematografo - continua Rosi - ha avuto un ruolo importante. Certo, accanto alla letteratura, ma con una forza maggiore, quella delle immagini e della possibilità di rendere tattili i personaggi, i problemi, facendo immedesimare chi guarda.
Molto soddisfatto il sindaco di Matera, Salvatore Adduce. "Sono onorato di poter conferire questa cittadinanza al maestro Rosi - spiega - Grazie davvero per come ha raccontato la nostra terra, aiutandoci a capirne la sua bellezza, la sua importanza". Supportato dall'intervento del Ministro dei beni e delle attività culturali e del Turismo, Massimo Bray. "Quella portata avanti da maestri come Rosi è da considerarsi un'opera civile, di supporto alla creazione di una memoria storica fondamentale per la crescita dei territori. Registi e uomini di cultura sono stati quelli maggiormente impegnati nell'attività politica, che non può essere lasciata solamente ai politici di professione, che invece vanno supportati e incoraggiati a fare meglio in ogni momento della loro attività. Per questi e tanti altri motivi sono innamorato del cinema e della sua attività".
 
LA MOTIVAZIONE INTEGRALE LETTA DALLA PRESIDENTE MASSENZIO PRIMA DEL CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA A FRANCESCO ROSI
“Le ragioni di questa scelta Francesco Rosi può essere considerato autore simbolo e innovatore del cinema italiano di impegno civile, con film – tra i molti suoi importanti e significativi – quali “Le mani sulla città”, Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 1963, “Il caso Mattei”, Palma d’oro a Cannes nel 1972, e “Salvatore Giuliano”, Orso d’argento a Berlino nel 1961. Ma nella sua straordinaria produzione cinematografica spiccano a livello internazionale anche tre film girati a Matera e in Basilicata: “C’era una volta” del 1967, ed i pluripremiati “Cristo si è fermato a Eboli” del  1979 e “I tre fratelli” del 1981. Con una lunga carriera Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano del dopoguerra. La sua opera, infatti, ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità. Ragione per la quale è stato ripetutamente accostato al Neorealismo dell’immediato dopoguerra e indicato come il padre nobile di quel filone di cinema impegnato che segnò in particolare gli anni Sessanta e Settanta della nostra produzione nazionale. Il conferimento della cittadinanza onoraria al regista Francesco Rosi da parte della Città di Matera è un gesto che solo in minima parte ricambia il fortissimo legame artistico e affettivo che ha legato il grande regista alla nostra Città. Questo sentimento risale agli ormai lontani anni '60, quando, cercando un mondo incontaminato e favolistico dove ambientare una storia d'amore con due grandissimi interpreti del cinema internazionale come Sophia Loren e Omar Sharif, rimase incantato dalla dolcezza delle colline che accompagnano lo sguardo da Matera a Timmari e Picciano. E così, con “C'era una volta” (1967) scoprì Matera e la sua gente. Come in tutti i veri amori Rosi non dimenticò Matera. Infatti, dovendo girare il film “Cristo si è fermato a Eboli” (1979) con Gian Maria Volonté e Irene Papas, ritornò a Matera, dove si trattenne a lungo, rinsaldando i rapporti con questa Terra. La lettura del libro di Carlo Levi lo condusse per mano come un breviario fra gli scenari naturali di Matera e del suo territorio, a conoscere sempre più l'umanità dolente dei suoi abitanti. Dal luogo dove la storia non si può cambiare, il tempo si è fermato, e un regime non determina né un inizio né una fine di un male, che è dentro la terra, dentro le cose, e si è fatto uomo, Francesco Rosi torna per la terza volta a Matera per girare “Tre fratelli” (1981) con il grande Charles Vanel, Michele Placido, Philippe Noiret e Vittorio Mezzogiorno, allargando lo sguardo su problemi che il meridione e l'Italia intera vivono in quel momento storico. Francesco Rosi è entrato in questa terra in punta di piedi, con quel rispetto che solo l'intelligenza e la sensibilità, la civiltà, hanno, finendo per entrare nel cuore di questa gente e farne parte. Con i suoi tre film girati a Matera Francesco Rosi ha dato un enorme contributo a far conoscere al mondo intero la storia e l’identità della nostra terra raccontando di un Mezzogiorno ricco di valori e di contraddizioni, e sapendo cogliere i valori poetici legati alle specificità ed alle identità territoriali, compresi quelli della civiltà mediterranea e, in particolare, del nostro Sud, della nostra Basilicata, della nostra città. Cari colleghi, conferendo la cittadinanza a Francesco Rosi, e dopo averla conferita a Enrique Irazoqui, protagonista del “Vangelo” di Pasolini continuiamo a riflettere sulla storia e sulle prospettive dei Sassi e della nostra città e sulla persistente dimensione umana che ha sempre caratterizzato il lavoro di Rosi.”
 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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