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10/07/2013 16.05.12 - Articolo letto 2792 volte

La Regione azzera il digital divide e lancia la Banda Ultra Larga

Allacciamenti di rete Allacciamenti di rete
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Approvata e già firmata una Convenzione Operativa col Ministero dello Sviluppo per connessioni a 2 Megabit in tutti i comuni e dai 30 ai 100 Megabit per almeno la metà dei lucani
Basilicata La Giunta regionale di Basilicata ha dato il via libera ieri ad un programma di circa 60 milioni di euro (di cui quasi la metà a valere sui propri fondi Fers, finalizzato all’azzeramento del “digital divide” (l’assenza di connessioni a banda larga) in territorio lucano e all’arrivo della “BUL” (banda ultra larga” sul modello “NGA” (Next generation Access) in almeno 40 comuni della regione raggiungendo oltre il 50 per cento dei cittadini lucani con accessi di almeno 30 Megabit al secondo e quasi un quinto con una velocità addirittura superiore ai 100 Megabit per secondo.
Si tratta di un programma su cui la Regione è al lavoro da tempo (è stato Notificato alla Commissione Europea nel dicembre 2011 e l’inserimento nel Por risale già all’agosto dello scorso anno) e che ha portato già oggi alla sottoscrizione della Convenzione Operativa tra Regione Basilicata (rappresentata da Autorità di gestione del Programma operativo regionale Fesr Basilicata 2007/2013 e Ufficio Società dell’Informazione) e il Ministero dello Sviluppo Economico” per tradurre il progetto in realtà entro il 2015.
Come già evidenziato, quello che dalla Comunità Europea viene definito il “Grande progetto Agenda Digitale della Regione Basilicata” può essere distinto in due ambiti. Per un verso garantire connessioni a banda larga (modello Adsl) a tutto il territorio, per un altro iniziare il passaggio alla “BUL”.
Sul promo versante va detto che la Basilicata, al momento, registra un 10,4% della propria popolazione in digital divise (ossia assoluta assenza di connessioni a banda larga, sia su rete fissa che wireless, ma in grado di fornire una velocità di connessione di almeno due Mbps - Megabit per secondo) ponendosi al terzultimo posto tra le Regioni d’Italia in quanto ad accesso alla rete. Alla base di questa situazione sicuramente la difficile situazione orografica lucana, ma soprattutto il bassissimo coefficiente di densità demografica che porta le zone ad essere considerate a “fallimento di mercato”, da parte degli operatori, ossia non in grado di garantire il rientro degli investimenti necessari a realizzare le necessarie infrastrutture a causa del bassissimo numero di utenti potenziali per chilometro di rete da realizzare. Così, l’intervento pubblico si articolerà andando a colmare il differenziale economico necessario a garantire agli operatori la profittabilità delle reti da realizzare, anche con un basso numero di utenti.
Analoga la situazione per quel che riguarda la Banda Ultra Larga. La Commissione Europea si propone di portare, entro il 2020, a tutti i cittadini europei accessi veloci (da 30 Mbps) di cui almeno una metà superveloci (100 Mbps), ma ancora una volta la Basilicata dei piccoli numeri si trova in condizioni di “fallimento di mercato” (per tutti i centri ad eccezione delle due città capoluogo) che non giustificherebbero i consistenti investimenti necessari a sviluppare le nuove reti. E anche in questo caso interverrà il programma definito da Regione Basilicata e Mise colmando il differenziale.
Il “Grande Progetto” sarà ora realizzato dal Dipartimento Comunicazione del Ministero per lo Sviluppo Economico che, operando su Delega della Regione Basilicata, monitorerà i “piani impegnativi di copertura” definiti da parte degli operatori privati e, per le aree escluse da interventi, provvederà a selezionare un operatore che, a fronte del contributo pubblico, e con un proprio investimento comunque non inferiore al 30%, estenderà la rete anche alle aree inizialmente escluse. Proprio l’individuazione del Dipartimento Comunicazione da parte del Ministero per questi compiti ha portato un piccolo slittamento dei tempi della sottoscrizione dell’accordo che era stato deliberato dalla Regione Basilicata già lo scorso 30 aprile e che, in virtù della nuova indicazione ministeriale, ha richiesto la predisposizione di nuovi atti.
“In questo modo – ha osservato il presidente della Regione, Vito De Filippo - abbiamo tradotto in fatti un programma di cui si è molto parlato ma che si articola in passaggi concreti e stringenti. Fornire di questa infrastruttura il nostro territorio significa aumentare le chance di crescita personale, economica e produttiva per i lucani ed era importante sia fare tutto nel minor tempo possibile che farlo bene. In proposito – ha aggiunto – è il caso di sottolineare che le prime possibilità di estensione della rete a banda ultralarga ad altri comuni rispetto a quelli non previsti in questa fase sono proprio legate alle economie che si faranno nella selezione degli operatori che realizzeranno gli interventi e alla loro percentuale di partecipazione all’investimento. E la scelta del Ministero di coinvolgere il proprio Dipartimento comunicazioni, a fronte del modesto ritardo comportato rispetto ai tempi in cui eravamo pronti, ci darà qualche possibilità in più proprio su questo fronte”.

Nota di Leonardo Giordano
In riferimento alla notizia per cui è stata sottoscritta la convenzione operativa tra Regione Basilicata e Ministero dello Sviluppo Economico sulla infrastrutturazione a banda ultra larga (BUL con modello NGA) di 40 comuni lucani per servire il 50% della popolazione con Internet a 30 megabit al secondo e un altro quinto a velocità superiore a 100 megabit/sec. Il Consigliere Regionale PDL Leonardo Giordano ha dichiarato:<< Finalmente una notizia positiva che porterebbe sollievo al deficit infrastrutturale che caratterizza la nostra Regione soprattutto per le reti immateriali ed informatiche. Spero che nella scelta dei comuni si tenga conto delle aree industriali, di quelle a valenza turistica ed agricola a cui la banda larga servirebbe per renderne più competitive le aziende che sembrano operare in un contesto territoriale da sottosviluppo. Il tutto si farà con i fondi FERS. Di banda larga si parla dalla fine degli anni ’90. Se si fosse partiti con il programma POP-FESR 1996-2001 e utilizzando parte delle prime royalties sul petrolio, oggi avremmo già la banda larga e anche gli operatori che operano in tale settore avrebbero trovato un panorama industriale più vivace che poteva meglio giustificare e dare copertura ai loro investimenti, quegli anni infatti erano gli anni del boom del PIL lucano. Ci sarà difficoltà, da quanto evidenziato nelle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale, per le aree interne ma se verranno servite le aree delle estrazioni (che a tutti gli effetti sono aree industriali) si porterebbero tali infrastrutture immateriali ed informatiche almeno in una parte consistente delle aree interne oggi come oggi nemmeno servite da infrastrutture materiali e viarie  dignitose.>>



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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