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01/07/2013 18.25.54 - Articolo letto 3643 volte

Questione Natuzzi, mobilità per 1.726 persone dopo cassa-integrazione

Natuzzi (foto internet) Natuzzi (foto internet)
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Costi industriali maggiori rispetto ai competitor stranieri e concorrenza sleale
Basilicata La Natuzzi fa sapere ai sindacati di settore che dopo la cassa-integrazione di ottobre, partirà la mobilità per 1.726 dipendenti, per salvaguardare la posizione di altri 2.789 lavoratori. L'azienda ha parlato anche di costi industriali superiori rispetto alla concorrenza straniera e ad atteggiamenti di concorrenza sleale nel distretto pugliese-lucano.

NATUZZI: ROMANIELLO (SEL), CI ATTENDE UNA DURA LOTTA
“Dobbiamo prepararci ad una lunga battaglia politico-istituzionale e al sostegno di una stagione di lotta operaia durissima, come ha già annunciato la Fillea, il sindacato di categoria della Cgil, per contrastare con ogni mezzo il piano industriale della Natuzzi che prevede la chiusura di tre stabilimenti tra cui quello di Matera e in totale 1726 lavoratori a casa (di cui 146 impiegati). Rimarrebbero a lavoro, dunque, tra le sedi di Santeramo e di Laterza, 733 operai in tutto”. E’ quanto afferma il capogruppo SEL in Consiglio Regionale Giannino Romaniello, esprimendo “preoccupazione e sconcerto perché il 20 giugno scorso nell’incontro a Bari con la mediazione del Presidente pugliese Vendola, Pasquale Natuzzi aveva usato toni più concilianti lasciando trasparire la volontà di un’intesa con sindacati e Regioni. Ovviamente la posizione aziendale è semplicemente inaccettabile come è semplicemente ricattatorio l’annuncio dei licenziamenti”.
Nel valutare positivamente l’iniziativa dell’assessore Pittella per “ ‘stringere’ il Governo e in particolare il Ministero allo Sviluppo Economico ad assumere le sue responsabilità dirette”, il capogruppo Sel aggiunge che “è accaduto quello che si temeva. Il piano spacciato quale unico strumento di salvaguardia del polo del mobile imbottito si limita ad evidenziare le criticità ed i problemi di competitività derivanti da concorrenza sleale ed eccesso di costi, in particolare continuando ad utilizzare l’alibi del costo del lavoro quasi si volesse chiedere il permesso a pagar meno i lavoratori, senza delineare una strategia di fuoriuscita dalla crisi incentrata su un progetto più complessivo di trasformazione del polo del divano in polo per la produzione del sistema salotto/casa, come da tempo le organizzazioni sindacali e le stesse istituzioni locali hanno chiesto. A questo punto il Governo nazionale deve con urgenza intervenire, facendosi garante dell’Accordo di Programma sottoscritto e finanziato da 101 milioni di euro,  oltre che sui fronti del cuneo fiscale e della definizione di politiche settoriali in grado di sostenere il settore”.

VERTENZA NATUZZI: NAPOLI (PDL), NON BASTA MISSIVA GIUNTA A MINISTERO, INIZIATIVA PDL
“Nella “lista nera” dei tre stabilimenti Natuzzi che si vorrebbero chiudere figura anche quello La Martella a Matera. Credo che a questo punto la Giunta Regionale della Basilicata, sinora poco presente nelle fasi più importanti di confronto sulla vertenza, non possa limitarsi ad una missiva al Ministero allo Sviluppo Economico”. E’ il commento del capogruppo Pdl in Consiglio Regionale Michele Napoli ricordando che “21 milioni di euro dei 101 milioni complessivi che costituiscono il fondo dell’Accordo di Programma per il superamento della crisi del polo murgiano del salotto sono di provenienza della Regione Basilicata che non deve pertanto solo scaricare responsabilità sul Governo. Non so cosa sia successo per modificare la strategia aziendale a distanza di dieci giorni dall’incontro tra l’amministratore Pasquale Natuzzi e il Governatore pugliese Vendola che, evidentemente, troppo in fretta, alimentando aspettative tra i lavoratori, aveva parlato di annullamento del rischio licenziamenti. Al contrario – continua Napoli – le notizie che arrivano dall’incontro di oggi a Roma con la presentazione ai sindacati del piano aziendale fanno riesplodere la tensione sociale”.
Per il capogruppo Pdl “c’è bisogno di un intervento più deciso del Ministero allo Sviluppo Economico, partner istituzionale con le due Regioni dell’Accordo di Programma, procedendo all’immediata convocazione del Comitato di Coordinamento dell’Accordo per una prima valutazione del piano Natuzzi che prevede l’avvio delle procedure di mobilità in vista della scadenza della Cassa Integrazione Straordinaria prevista per il prossimo ottobre. In questa direzione – annuncia – lavoreranno i gruppi Pdl dei Consigli Regionali di Basilicata e Puglia e i parlamentari Pdl delle due regioni”.


NOTA CONGIUNTA DI FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL
"Le Segreterie Nazionali FeNEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, unitamente alle Segreterie Regionali di Puglia e Basilicata, alle Segreterie Territoriali di Bari, Taranto, Matera, ed alle R.S.U. delle Unità Produttive del Gruppo Natuzzi,
 
  • RESPINGONO  i contenuti del Piano Industriale presentato in data 1 luglio 2013 presso la sede di Confindustria in Roma;
 
  • DICHIARANO INACCETTABILE  la decisione della Direzione Aziendale di aprire una procedura di mobilità per n. 1.726 lavoratori senza nessuna possibilità di effettuare un confronto per verificare e/o proporre soluzioni orientate al mantenimento dei posti di lavoro.
 
        Inoltre, questa decisione evidenzia il fallimento della Dirigenza del Gruppo che dopo un lunghissimo periodo di concessione della cassa integrazione non ha saputo trovare nessun progetto credibile per il rilancio del brand.
 
        Le Segreterie Nazionali chiedono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero del Lavoro, la convocazione urgente di un tavolo alla presenza dei Presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, anche per dare esigibilità ai contenuti dell’Accordo di Programma recentemente sottoscritto.
 
        Invitano tutte le lavoratrici ed i lavoratori a sostenere unitariamente e compattamente tutte le iniziative che verranno programmate con
 
L’IMMEDIATA DICHIARAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE IN TUTTI GLI STABILIMENTI DEL GRUPPO NATUZZI
 
        
         FeNEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, Regionali di Puglia e Basilicata effettueranno assemblee informative a tutte le lavoratrici e lavoratori del Gruppo."
 

Crisi Natuzzi, interviene l’assessore Pittella
E’ necessario avviare iniziative nazionali per la definizione di piani di rilancio ad hoc per le crisi complesse che interessano i comparti del salotto e dell’automotive
 
 “Il Governo nazionale deve ritrovare un ruolo centrale nella soluzione delle crisi complesse che interessano i comparti produttivi del salotto e dell’automotive”.
E’ quanto dichiara l’assessore alle Attività Produttive della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in relazione  al primo anticipo del piano industriale elaborato dalla Natuzzi, illustrato oggi a Roma nella sede di Confindustria.
“Chiudere gli impianti produttivi e presentare domanda di mobilità per i lavoratori non significa risollevare le sorti di un'azienda, ma solo fare una mera operazione di management, con nessuna possibilità di futuro. Per questo motivo – ha aggiunto Pittella - nelle prossime ore inoltrerò una missiva al Ministero dello Sviluppo Economico per ribadire con forza le richieste della Regione Basilicata,  già fatte proprie dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni di riprendere le iniziative centrali per la definizione di piani di rilancio ad hoc per i comparti del salotto e dell’automotive”.

Nota di Cosimo Latronico
"Presenterò un'interrogazione urgente ai Ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro perché si intervenga immediatamente per provare a correggere la proposta del gruppo Natuzzi di chiudere gli stabilimenti di Matera e Ginosa  espellendo  di fatto dal ciclo produttivo più di 1.700 lavoratori". Lo ha dichiarato l'on. Cosimo Latronico (Pdl)."La desertificazione produttiva non puo' essere la soluzione a condizioni  di criticità senza provare  ad usare tutte le risorse e gli strumenti che pure sono stati approvati come il contratto di programma per il distretto del salotto.
Solleciteremo il governo nazionale perché prenda in mano una vertenza così cruciale per la tenuta sociale e produttiva dell'area murgiana lucana e pugliese. La soluzione proposta dall'azienda oggi e' assolutamente insostenibile in un contesto sociale e produttivo già provato da crisi ripetute".




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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