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18/06/2013 19.05.24 - Articolo letto 1906 volte

UIL: DISAGIO SOCIALE COLPISCE “DURO” IN BASILICATA

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Le immagini correnti di una regione virtuosa sono smentite dagli andamenti degli indicatori rivelatori delle condizioni di - non sviluppo - avvertite da famiglie ed imprese
Basilicata La Basilicata risulta tra le regioni più colpite dal disagio economico ed all’interno del Mezzogiorno evolve verso le ultime posizioni. Secondo elaborazioni del Centro Studi UIL Basilicata, su fonti Centro Studi Sintesi di Venezia, il punteggio indicatore attribuito alla Basilicata per “disagio economico” è di 91,9 (dato medio Italia = 100). Ad evidenziarlo è una nota del Centro Stuti UIL e UIL Basilicata sottolineando che lo studio conferma che le immagini correnti di una regione virtuosa sono smentite dagli andamenti degli indicatori rivelatori delle condizioni di - non sviluppo - avvertite da famiglie ed imprese.
 
“Si ripropongono – commenta il segretario regionale UIL Carmine Vaccaro - i temi di un necessario e radicale cambiamento istituzionale e del management della rete dei servizi sociali in Basilicata e nel Mezzogiorno. Il punto cruciale è il superamento della reciproca estraneità tra scelte regionali in materia di servizi sociali, la Provincia ed i Comuni che operano senza interscambio e sostegno reciproco. Dopo la prima esperienza dei Piani di zona ex L. 328/2000 occorre ricostruire una continuità nel lavoro di rete, anche con il mondo associativo, favorendo regimi di accreditamento e di convenzionamento.
Si evidenziano tre questioni:
1) il nodo cruciale delle politiche del lavoro e di una attivazione generalizzata di interventi nelle imprese, nel terzo settore e nelle PP.AA.
2) Un complesso di misure per creare occasioni di lavoro.
3) Un efficace avvio di ‘vere’ politiche attive e di azioni di contrasto alla povertà, di sostegno del reddito per chi il lavoro non ce l’ha, lo ha perso e per chi non è in grado di accedere ai dispositivi ordinari. Le misure possono riguardare anche forme di ‘lavoro diviso’, di job sharing, di part-time, di alternanza giovani-anziani.
Se non si pone mano a queste questioni – continua Vaccaro - non si interrompe il circuito perverso di una pesante supplenza familiare dei servizi di cura (dall’anziano all’infanzia) e di una richiesta modesta di servizi, che riflette anche la bassa occupazione femminile e la più lunga permanenza nella zona grigia della inattività lavorativa.
Il Sud in questo quadro è penalizzato non solo da una scarsità di risorse ‘formali’ e di servizi pubblici a sostegno delle famiglie, ma anche da una rara disponibilità di risorse informali, di caregiver: meno famiglie sono aiutate nonostante i bisogni crescenti e maggiori del Centro nord, per la più alta incidenza della povertà e per le peggiori condizioni di salute degli anziani.
La costante riduzione delle risorse economiche trasferite dal centro statuale per le politiche sociali incide sul divario Nord Sud, anche se le questioni di fondo attengono a come far funzionare i servizi esistenti, come fare accordi e squadra tra le istituzioni con una visione d’insieme che non e ancora sufficiente.
 
Le indicazioni della UIL:
  • condivisione di obiettivi, recupero degli spazi di discrezionalità e di incertezza
nelle responsabilità. Si pensi all’evanescenza dei Comuni capofila nel socio-assistenziale, non relazionati in permanenza con una Unione dei Comuni. L’incertezza vanifica gli interventi sociali prolungati nel tempo, con scarsa connessione tra i nodi della rete.
  • Occorre una manovra congiunta: l’attivazione di iniziative, programmi e buone razionalizzazione dei servizi al Sud. Una autoinduzione di fatti nuovi sorretti da una visione comune Regione - Enti locali - Aziende di servizi. Ma serve in contemporaneità uno sforzo straordinario delle strutture centrali dello Stato da potenziare per promuovere ‘contesti facilitanti’ verso le regioni e gli apparati pubblici del Mezzogiorno con tradizioni amministrative nel campo socio-sanitario meno consolidate.
  • Una sorta di ‘missione sociale Sud’ che aiuti a semplificare, recare esperienze esemplificative favorire benchmark ed apparentamenti tra strutture del Sud ed istituzioni del centro nord, aiutare forze e soggetti vettori di cambiamento sociale, associando energie e leve di giovani professionisti e del volontariato.
Risorse emergenti che recano proposte e forme di assistenza più avanzata al campo sociale e sanitario, all’area del disagio sociale.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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