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17/06/2013 18.52.18 - Articolo letto 2264 volte

Adduce e Rivelli rispondono a Braia: più precisione su temi ambientali

Discarica di La Martella - Matera (foto Gianni Cellura) Discarica di La Martella - Matera (foto Gianni Cellura)
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Di seguito le dichiarazioni del sindaco di Matera e dell’assessore comunale all’Ambiente
Matera Di seguito una dichiarazione congiunta del sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e dell’assessore comunale all’Ambiente, Rocco Rivelli.
 
“L’assessore regionale Luca Braia, in una lunga dichiarazione, mette insieme temi molto diversi tra loro rischiando di generare così qualche incomprensione fra i cittadini intorno a vicende che, al contrario, proprio per la loro importanza e complessità meritano grande chiarezza e precisione.
La questione della discarica del borgo La Martella, la vicenda riguardante la realizzazione di un impianto eolico in località Matine a Matera, le ipotesi ventilate sul cementificio Italcementi richiedono ciascuna una attenta analisi.  E’ compito innanzitutto di chi governa fare molta attenzione a ridurre questioni diverse ad un unico pastone per certi aspetti indecifrabile.  Innanzitutto, nel rispetto della città e dei cittadini. L’Amministrazione Comunale sta mantenendo in materia ambientale una posizione lineare e rispettosa delle esigenze dalla città e del territorio.
Proprio per questo rispondiamo a ciascuna delle questioni sollevate dall’Assessore Braia.
  1. Per quel che riguarda i rifiuti solidi urbani l’Amministrazione comunale in questi 3 anni ha operato in condizioni  difficili (ricordo l’annullamento dell’aggiudicazione del servizio raccolta; la venuta meno nell’arco di pochi mesi di due dirigenti del settore; l’ottemperanza alle ordinanze della Regione sui rifiuti di Potenza e quella della Provincia di Matera riguardante cinque comuni del materano …) garantendo la continuità del servizio e soprattutto la complessa funzionalità degli impianti nel rispetto delle norme. Obbiettivo primario è dare soluzione all’annosa questione dei settori della discarica di Matera sequestrati nel 2007 per iniziativa della magistratura e che richiedono da parte della Regione Basilicata la decisione di attribuire almeno 50 mila metri cubi di volumi già utilizzati (attraverso l’illecito sovrabbanco) e 30/40 mila metri cubi necessari alla chiusura definitiva dei quattro settori esauriti in modo da poter realizzare un’adeguata “riprofilatura” e mettendo la parola fine a questa annosa vicenda. I nuovi volumi complessivamente richiesti dal Comune di Matera, pertanto, non superano i 60 mila metri cubi necessari a portare ad esaurimento anche il quinto settore, quello attualmente in esercizio, in attesa della realizzazione del piano provinciale dei rifiuti che Provincia di Matera e Regione Basilicata hanno il compito di realizzare. Volumi strettamente necessari per arrivare alla definitiva chiusura della discarica di La Martella in linea e nei tempi previsti dal Piano Provinciale dei rifiuti che non prevede alcuna discarica a Matera così come dall’autunno del 2010 abbiamo richiesto e convenuto. Nostro compito è quello di non consentire  che Matera, patrimonio UNESCO vada in emergenza rifiuti.
  2. Così come ardito appare l’accostamento che l’Assessore Braia fa tra la vicenda della discarica e la richiesta di autorizzazione a incenerire rifiuti da parte della Italcementi. Il Comune di Matera, come auspica lo stesso Braia, è impegnato ad elevare le percentuali di raccolta differenziata attraverso politiche che incentivino tale pratica virtuosa. L’annuncio di un eventuale utilizzo dell’incenerimento a chiusura del ciclo dei rifiuti diversamente rappresenterebbe un grave disincentivo in contrasto con tale obiettivo. La città di Matera già oggi con una raccolta differenziata a metà del suo obiettivo produce rifiuti di gran lunga inferiori al fabbisogno che richiede Italcementi. Non vi è nessuna logica emergenziale, quindi, che giustificherebbe tale iniziativa. Nel frattempo è stata avviata con i 12 comuni del materano la valutazione del progetto CONAI che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di 8 milioni di euro (non 10) quale contributo del Ministero (non della Regione) per l’acquisto di macchine e attrezzature.
  3. La nostra posizione è coerente anche per quel che riguarda il rilascio autorizzativo per la costruzione di un parco eolico della Zefiro Energy srl da parte della Regione Basilicata. E ogni nostra azione è finalizzata ad evitare danni irreparabili al paesaggio e all’ecosistema dell’area parco e dell’intero territorio di Matera. Insieme alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata, all’Ente parco della Murgia materana ed a tutte le associazioni culturali e ambientaliste abbiamo più volte espresso la massima contrarietà al progetto di un parco eolico in località Le Matine. Oltre che formalmente, anche per vie non ufficiali, abbiamo fatto sapere all’assessore Braia che l’Amministrazione competente in materia di autorizzazione paesaggistica, e cioè il Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della sostenibilità ambientale, Ufficio urbanistica e tutela del paesaggio della Regione Basilicata, con note del 25 gennaio 2012 e 9 aprile 2013, riteneva che il parco eolico proposto “genera significative e negative interferenze con l’area di rilevanza paesaggistica del parco archeologico, storico, naturale delle Chiese rupestri del Materano e con l’emergenza storico testimoniale della masseria Torre spagnola” e in applicazione dell’art.152 del DL 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) prescriveva: “Le distanze, le misure e le varianti idonee comunque ad assicurare la conservazione dei valori espressi dei beni protetti ai sensi delle disposizioni del presente Titolo” e che debba essere formulata una nuova proposta progettuale in aree poste sul lato nord della SS 271 Matera – Santeramo e a Nord della zona archeologica di Serra D’Alto.  Chiediamo all’Assessore Braia se si è mai reso conto che è la stessa Regione a formulare prescrizioni molto severe a carico del progetto! A questo c’è da aggiungere che il formale dissenso espresso in sede di conferenza dei servizi dal Ministero dei Beni culturali avrebbe dovuto determinare senz’altro la remissione degli atti a diversa autorità, e cioè alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in applicazione dell’art.14 quater, comma 3, della legge 241/90.
 
Il nostro percorso, quindi, è chiaro e trasparente. L’Amministrazione Comunale sta mantenendo in materia ambientale una posizione lineare e rispettosa delle esigenze della città, del territorio e dei suoi cittadini. Ritengo che anche le altre istituzioni, a partire dalla Regione, debbano muoversi nella stessa direzione mettendo in campo ogni azione utile a proteggere il patrimonio che appartiene non solo a noi ma a tutta l’umanità.
Comprendo le difficoltà e anche l’imbarazzo di chi è chiamato a svolgere una funzione delicata di governo.
Ma proprio per questo è necessario lavorare di concerto mettendo al primo posto l’interesse generale, compreso quello delle imprese che a loro volta sono chiamate a farsi carico insieme alla comunità del bene comune.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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