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17/06/2013 9.29.53 - Articolo letto 2391 volte

Ombre sul bando di riqualificazione degli impianti sportivi

Salvatore Adduce (foto SassiLand) Salvatore Adduce (foto SassiLand)
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Enzo Acito e Doriano Manuello: "Negazione della par condicio ed indirizzi politicamente scorretti"
Matera "Non si può che constatare - affermano in una nota i consiglieri comunali Enzo Acito e Doriano Manuello - come i dubbi e le perplessità circa la legittimità del comportamento tenuto dalla Amministrazione cittadina nel procedere alla assegnazione degli impianti sportivi cosiddetti “minori” (campetti di quartiere), erano e sono assolutamente fondati. Difatti, come si è avuto modo di constatare, consultando gli atti propedeutici alla emissione dell’Avviso Pubblico – Manifestazione di Interesse pubblicato dal Comune di Matera il 6 giugno ed integrato il 7 giugno, lo scollamento tra le decisioni dei Consiglieri e quelle assunte dalla Giunta Comunale è quanto mai irreversibile, oltre a prendere atto di una  grave mancanza della tutela della par condicio tra i concorrenti.
Procediamo con ordine appalesandosi come doverosa una ricostruzione dei vari momenti che hanno visto partorire il Bando – Avviso Pubblico.
Il Ministero per gli affari regionali, per il turismo e lo sport, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, in data 25 febbraio 2013 emetteva un Decreto Interministeriale (pubblicato in G.U. n.98 del 27 aprile 2013), con cui si riconosceva (e si riconosce) la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici (con differenti scaglioni di contributi) per favorire la capillare diffusione della pratica sportiva. Lo stesso Decreto fissava i criteri per la candidatura al finanziamento e indicava in giorni 45 dalla sua pubblicazione (27 aprile) il termine entro cui presentare le domande. La scadenza, pertanto, era quella del giorno 11 giugno 2013.
Dalla documentazione acquisita sembraerebbe che il Comune di Matera abbia avuto conoscenza del Decreto e della sua scadenza con una nota-mail ricevuta, via posta elettronica certificata,  da una società di Caleppio di Settala (MI) il giorno 23 maggio 2013 e letta solamente il 28 maggio 2013.
Il 29 maggio 2013 la Commissione Consiliare attività motorie e sportive inviava una nota, a firma del suo presidente ing. Pasquale Lionetti, con cui comunicava alla Amministrazione, nelle persone dell’Assessore e del Dirigente competenti, gli indirizzi individuati dalla Commissione per l’affidamento in gestione degli “Impianti di Quartiere”; in particolare la nota indicava alla Amministrazione di tenere conto dei seguenti parametri valutativi (riportati nell’ordine): 1. migliori tariffe offerte con particolare riferimento alle fasce socialmente più deboli; 2. eventuali proposte per l’adeguamento degli impianti ed eventuali apporti migliorativi alle strutture sportive. Tanto sul presupposto che venisse predisposta una delibera “avendo cura di ridefinire i contenuti della premessa secondo quanto di competenza della Dirigenza del Settore e di riportare il testo della proposta di deliberazione, previa verifica di legittimità, secondo le indicazioni pervenute dalla Commissione e innanzi evidenziate, al fine di poterla discutere in Consiglio Comunale
In data 05 giugno 2013 il Comune di Matera adottava la delibera di Giunta avente titolo “gestione impianti sportivi di quartiere (c.d. minori) – Atto di indirizzo”, con la quale venivano forniti al Dirigente del Servizio Sport gli indirizzi cui attenersi nella predisposizione dell’avviso pubblico finalizzato al recepimento delle manifestazioni di interesse tese alla concessione dei ridetti impianti per una durata di anni 15; la Giunta, in maniera non conforme agli indirizzi forniti dalla Commissione, deliberava che “in caso di presentazione di più manifestazioni di interesse sul medesimo impianto sportivo, nell’assegnazione dovranno essere preferiti: 1) i soggetti che presentino progetti di intervento sull’impianto (ristrutturazione, adeguamento funzionale, messa a norma degli impianti) di importo maggiore; 2) i soggetti che hanno la loro sede nelle vicinanze dell’impianto da gestire; 3) i soggetti che si impegneranno ad applicare, durante il periodo di gestione, le tariffe più basse per l’uso dell’impianto da parte delle fasce sociali più deboli”.
Il giorno 06 giugno 2013 il Dirigente del Servizio Sport pubblicava l’avviso in oggetto riportando pedissequamente quanto disposto dalla Giunta comunale e precisando, quanto ai criteri da utilizzare nella scelta del progetto da candidare in caso di più manifestazioni di interesse sul medesimo impianto, che “i surriportati criteri saranno applicati nell’ordine in cui sono indicati”; la data di scadenza per la presentazione delle domande veniva indicata nel giorno 10 giugno alle ore 12,00.
Si evince dall’avviso pubblico che la graduatoria sarebbe stata formulata dando priorità all’aspetto economico e, solo in  caso di parità tra proposte sullo stesso impianto, sarebbe stata presa in considerazione la condizione 2 (vicinanza della sede); è facile intuire che il requisito della distanza non può mai presentarsi in condizioni di parità, per la semplice considerazione che in nessun caso si sarebbe potuto riscontrare la parità tra due o più proposte relativamente allo  stesso impianto (le distanze possono misurarsi anche in millimetri ed è impossibile, pertanto, ottenerne la parità). Quindi il bando ha, nei fatti, escluso l’ applicazione del criterio 3 (tariffe più basse per l'uso degli impianti da parte delle fasce sociali più deboli), con buona pace degli indirizzi della commissione ed a svantaggio dei ceti meno abbienti condannati a non poter usufruire degli impianti con  condizioni agevolate.
In data 07 giugno 2013 lo stesso Dirigente, a integrazione dell’avviso del giorno precedente, pubblicava le ulteriori condizioni già indicate nella richiamata delibera di Giunta Comunale del 05 giugno 2013.
Alla data del 10 giugno 2013, ore 12,00, venivano raccolte n.11 manifestazioni di interesse corredate dalla documentazione richiesta e n.6 manifestazioni di interesse escluse poiché prive di un progetto preliminare. Delle n.11 manifestazioni di interessi ne venivano selezionate n.5 in ragione dell’unico criterio adottato, vale a dire l’importo economico proposto per la riqualificazione dell’impianto sportivo di riferimento.
Questi i fatti che evidenziano le gravissime responsabilità della Amministrazione cittadina sotto diversi profili.
Il primo dato che emerge, forte e chiaro, è che ancora una volta la Giunta ha completamente disatteso gli indirizzi dei Consiglieri, ridotti ormai al semplice e squalificante ruolo di “ratificatori” delle decisioni assunte dall’Organo esecutivo. Infatti, è sufficiente confrontare la nota della Commissione consiliare del 29 maggio 2013 con la delibera di giunta del 05 giugno 2013 per constatare come tutto il lavoro fatto nelle Commissioni, con decine di sedute e migliaia di euro spesi dalla Collettività, non sia servito a nulla. La Giunta ha deciso che la priorità, anche per gli impianti di quartiere, spetti al vil danaro, preferendo progetti di importo maggiore a quelli che, al contrario, avrebbero potuto garantire una diffusa utilizzazione dell’impianto anche da parte dei meno abbienti. Così come la Giunta ha deciso che l’adozione dei criteri da essa indicati non dovesse essere valutata dal Consiglio Comunale, disattendendo il preciso indirizzo della Commissione che la invitava a riportarli nel testo della deliberazione “al fine di poterla discutere in Consiglio Comunale”.
E’ una grave mancanza che evidenzia, ancora una volta, la tracotanza con cui l’Amministrazione cittadina dispone dei beni pubblici, incurante delle loro stesse finalità. A tal proposito si evidenzia come nessun indirizzo, in termini “temporali”, ha posto la Commissione che (lo si dice per spirito informativo) è comunque intenzionata a non concedere gli impianti comunali per un numero indefinito di anni, proprio al fine di offrire alla stessa Amministrazione la possibilità di valutare il comportamento del gestore e, se del caso, sostituirlo favorendo una nuova gara. In questo caso, al contrario, la Giunta ha  disposto degli Impianti di quartiere per ben n.15 anni !!!..  E non tragga in inganno la condizione prevista dall’art. 3 del decreto interministeriale che, nel richiedere il titolo giuridico della disponibilità dell’impianto e l’atto di impegno a mantenere caratteristiche e finalità per un periodo non inferiore a 15 anni,  non legittima la dismissione del patrimonio comunale in quanto è sempre l’amministrazione che dovrebbe conservarne il titolo delegando il privato alla gestione, regolamentandola con apposita convenzione.
Nei fatti, quindi,  si consegna il patrimonio comunale, per 15 anni,  a società ed associazioni sportive che usufruiranno anche di finanziamenti pubblici variabili dal 60% al 100% delle somme richieste.
Non si ricordano, a memoria, concessioni così lunghe (a eccezione di quella del Cinema Comunale, altro recente “regalo” di questa Amministrazione).
Alle mancanze di carattere politico si aggiungono quelle, ancora più gravi, di carattere e capacità gestionale, tanto dei servizi pubblici quanto dei beni comunali. Valgano, all’uopo, alcune domande: 1. Come mai il Comune di Matera ignorava l’avviso pubblico del Ministero?; 2. Come mai la comunicazione del Decreto Ministeriale viene offerta al Comune di Matera da una società dell’interland milanese (peraltro il 23 maggio ?); 3. Come mai una mail giunta al Comune di Matera il 23 maggio viene letta solo il 28 maggio ?; 4. Come mai, sebbene la mail sia stata letta il 28 maggio 2013, stante l’urgenza, la Giunta si è riunita solo il 05 giugno 2013 per poi favorire la pubblicazione di un bando il 06 giugno 2013 ?; 5. Quale relazione vi è tra il Bando di gara attuato e la nota della Commissione consiliare che interviene solo in data 29 maggio e dalla cui lettura sembrerebbe non esserci alcuna conoscenza del ridetto Decreto ?;  6. Perché la Giunta Comunale ha deciso, in violazione agli indirizzi della Commissione, di affidare gli impianti minori per n.15 anni ?; 7. Perché la Giunta comunale ha disatteso le indicazioni della Commissione favorendo l’aspetto economico (il progetto più costoso) ed annullando quello sociale (favorire le fasce deboli) ?; 8. Perché, nel pubblicare l’Avviso per la concessione di impianti per ben n.15 anni, la Giunta non ha posto dei criteri di valutazione tra loro complementari assegnando un punteggio a ciascuno di essi ?;
Vi è la certezza che, in ogni caso, la Giunta abbia sbagliato. Ha sbagliato nel non tenere conto degli indirizzi della Commissione; ha sbagliato nel favorire solo l’aspetto economico nella presentazione dei progetti, escludendo altri aspetti sicuramente degni di attenzione (considerata la finalità del Decreto medesimo “favorire la capillare diffusione della pratica sportiva”); ha sbagliato nel riconoscere tempi così lunghi nella concessione degli impianti; ha sbagliato nel far trascorrere così tanto tempo, ben n.2 settimane dalla data di conoscenza, per pubblicare il bando; ha sbagliato perché ha generato, non sappiamo quanto inconsapevolmente, una condizione di mortificazione della libera concorrenza, impedendo a molte altre associazioni di partecipare alla gara, stante i ristretti tempi concessi per la presentazione della domanda e dei progetti.
Quindi, nessuna sensibilità nel  favorire la pratica dello  sport a favore delle  fasce deboli,   scarsa trasparenza che non ha garantito la par condicio nelle procedure di evidenza pubblica, dismissione della proprietà comunale,  assenza di considerazione degli indirizzi della commissione e del consiglio comunale.
Le gravi responsabilità meritano una migliore accertamento; oggi rimane una triste convinzione: questo sì che è un bel passo avanti verso la candidatura  di  Matera a capitale europea della cultura 2019.
 
Matera 17 giugno 2012                      
 
I consiglieri comunali
Enzo  Acito e Doriano Manuello"



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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