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06/06/2013 19.24.31 - Articolo letto 4069 volte

Bonifica Val Basento, la risposta del Ministero

Tecnoparco Valbasento - Pisticci Scalo (foto SassiLand) Tecnoparco Valbasento - Pisticci Scalo (foto SassiLand)
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Latronico: "E' inspiegabile che debbano passare tempi interminabili per mettere in sicurezza i siti contaminati che compromettono la salute delle persone"
Pisticci “Ho sollecitato il sottosegretario all'ambiente Marco Flavio Cirillo, intervenuto in Commissione ambiente della Camera per chiarire il parere del governo sullo stato di attuazione dei progetti di bonifica dei siti industriali di Tito e Pisticci perché l'accordo di programma quadro tra i Ministeri dell’ambiente, dello Sviluppo e la Regione Basilicata si firmi al più presto così da impiegare i 42 milioni di euro stanziati dal CIPE con delibera 87/2012 ed avviare  i cantieri di bonifica al più presto”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico, capogruppo del Pdl in Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera, commentando la risposta del sottosegretario Cirillo all’interrogazione presentata nelle scorse settimane. “E' inspiegabile che debbano passare tempi  interminabili per mettere in sicurezza i siti contaminati  che compromettono la salute delle persone e rappresentano un pregiudizio per la ripresa produttiva  di quelle aree interessate ad un processo di reindustrializzazione. Ho inoltre  impegnato il sottosegretario Cirillo ad assumere un’iniziativa tempestiva tramite il suo Ministero per giungere al risultato e ad informare il Parlamento sull'avanzamento delle pratiche”.  Infine il parlamentare lucano  ha suggerito al sottosegretario “di valutare l'opportunità di coinvolgere nell'opera di bonifica l'Eni che nel passato e' stato all'origine delle attività industriali che hanno inquinato il territorio lucano attraverso le sue industrie chimiche; si tratterebbe, peraltro, di una compensazione ambientale che l'Eni dovrebbe riconoscere ad un territorio, quello lucano, da cui la compagnia petrolifera continua ad attingere risorse minerarie di particolare importanza per l'attività del gruppo e per la strategia energetica nazionale”.

Risposta del Ministro dell'Ambiente alla interrogazione presentata dallìOn.le Latronico su bonifica Valbasento

Interrogazione a risposta immediata presentata dall’On. LATRONICO
(Stato di avanzamento progetti di bonifica delle aree della Val Basento e dell’ex Liquichimica di Tito)
 
 
In risposta all’interrogazione a risposta immediata presentata dall’On. LATRONICO, concernente lo stato di avanzamento dei progetti di bonifica delle aree della Val Basento e dell’ex Liquichimica di Tito in provincia di Potenza, si rappresenta quanto segue.
 
Il Sito dell’Area industriale della Val Basento è stato individuato - quale intervento di bonifica di interesse nazionale - dall’articolo 14 della Legge 31 luglio 2002, n.179.
Con D.M. 26 febbraio 2003 è stato definito il perimetro del SIN che comprende i seguenti Comuni della Provincia di Matera: Grottole, Salandra, Miglionico, Pomarico, Ferrandina e Pisticci.
 
Il sito, che occupa una superficie di circa 34 ettari, è interessato dalla presenza di tre insediamenti industriali (Salandra al confine Nord, Ferrandina e Pisticci, a ridosso del confine sud del perimetro), inseriti tra aree a prevalente vocazione agricola.
Sull'area insistono anche svariate attività produttive di tipo chimico, nonché aree dismesse che furono in passato sede di produzione e manufatti in cemento-amianto ed altre di produzione di metanolo.
 
Il sito racchiude un'area piuttosto ampia, posizionata lungo l'asta fluviale del fiume Basento, orientata secondo l'asse nord-ovest/sud-est.
 
La ricostruzione stratigrafica eseguita a seguito di sondaggi condotti fino ad una profondità di circa 15 m nell'area ha messo in luce la presenza di terreni di alluvioni fini recenti, quali sabbie medio-fini, limi ed argille limose, poggianti su alluvioni grossolane, quali ghiaie e ciottoli in matrice sabbiosa. A profondità maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insieme impermeabile pur presentando fratture superficiali che localmente possono limitare tale caratteristica. La vicinanza del fiume Basento e il pericolo connesso alla possibile presenza di contaminazione nelle aree industriali attive e/o dimesse, hanno portato a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario.
 
La stratigrafia si riassume nei seguenti tre strati (fatta esclusione del materiale di riporto e/o vegetale):
1) terreno di riporto fino alla profondità 0,7-1 m dal p.c.;
2) sabbie debolmente limose, spessore medio di c.a. 3 m
3) ghiaia in matrice sabbiosa, spessore medio di c.a. 6,3 m (a volte si presenta come primo strato  
    con minor spessore)
4) limi argillosi grigio azzurri.
 
La contaminazione ad oggi riscontrata risulta essere, in particolare per le aree industriali, sia per i suoli (Tab.1) che per le acque di falda (Tab.2) a carico di metalli pesanti, IPA, solventi clorurati e composti aromatici.
 
Tabella 1-
SUOLO/SOTTOSUOLO Aree industriali
 
Area Azienda Sup stimata
(mq)
Contaminanti Volumi
Contam.
(mc)
1 Eni Div. E.& P. (centrale di desolforazione gas) 100.000 Idrocarburi leggeri e pesanti; minima parte da Cadmio, Mercurio e PCB 18.000
2 ex Materit
 
77.600 amianto Da 10.000 a  25.000
 
3 Area Pozzo Pantaniello 1 4.900 Piombo, Rame, Cromo totale, Idrocarburi Da 2.000 a 4.000
 
4 Ergom Automotive SpA
 
17.205 Idrocarburi C>12 Da 1000 a 2.000
 
5 Lotto Equipolymers 56.000 Idrocarburi C>12 Da 2.000 a 10.000
6 Nylstar 166.000 Idrocarburi pesanti C>12, PCB Da 1.000 a 7.500
 
 
 
Tabella 2- ACQUE di FALDA
 
Num. Azienda Sup stimata (ha) Contaminanti
1 Eni Div. E.& P. (centrale di desolf.) 10 Solfati, Piombo, Manganese, Selenio
2 Area Ex MATERIT 7,8 Manganese, Esaclorubatadiene, Tricloritilene
3 Area diaframmata: Ex Liquichimica di Ferrandina. Syndial 12,5 Ferro, manganese.
Benzene, triclorometano, 1,2-dicloroetano, cloruro di vinile,
tetracloroetilene, esaclorobutadiene, tricloroetilene, 1,2-dicloropropano, 1,2,3-tricloropropano, 1,1,2,2-tetracloroetano, 1-1-2 tricloroetano, 1,1-dicloroetano, 1,2-dicloroetilene
4 Area discarica 2C 2,6 Ferro, manganese, Nitriti, Dibenzo(a,b)antracene, 1,1,2,2 Tetracloroetano, solfati, selenio, Nichel.
5 Area Pantaniello 1
(Gas Plus)
0,5 Idrocarburi totali, Piombo, Solfati.
6 Comparto industriale Pisticci Scalo 126 Manganese, Solfati, Nitriti, 1,1-Dicloroetilene, Tricloroetilene, Sommatoria Organoalogenati.
 
 
 
 
Per le aree private ad oggi risultano attivati i seguenti interventi:
-           n. 15 interventi di MISE in aree private;
-           approvato progetto di Messa in Sicurezza di Emergenza Consortile per le acque di falda
   dell’intero comparto industriale di Pisticci;
-           MISE dell’area Ex Materit interessata da problematiche ambientali da amianto;
-           Approvati n. 50 PdC delle aziende rispetto ad un totale di 67;
-           Approvati i progetti definitivi di bonifica di n. 3 aree private;
 
Per le aree pubbliche ad oggi risultano approvati:
-           il Piano di Caratterizzazione delle aree agricole;
-           i risultati della caratterizzazione delle aree agricole;
 
Gli interventi programmati per le aree di competenza pubblica interessano anche le Aree Agricole, in particolare la progettazione di interventi di Messa in Sicurezza di Emergenza dei suoli e delle acque di falda delle aree agricole contaminate e caratterizzazione dell’asta fluviale del fiume Basento.
 
Relativamente alla Rete Piezometrica Regionale Integrativa, nell’ambito del SIN si sta conducendo una caratterizzazione qualitativa delle acque di falda in ingresso ed in uscita dal perimetro del sito di interesse nazionale ed a ridosso dell’area diaframmata della Syndial nella zona industriale di Ferrandina, al fine di accertare la qualità delle acque in ingresso ed in uscita dal perimetro del sito di interesse nazionale della Val Basento.
 
In particolare, sono stati eseguiti una serie di sondaggi meccanici, attrezzati, a piezometri ubicati rispettivamente a monte del perimetro del sito, lungo la sezione del Fiume Basento in territorio di Grassano e Grottole (n.11 piezometri), a valle del perimetro del sito, trasversalmente alla golena del Fiume Basento in territorio di Pisticci e Montescaglioso (n. 17 piezometri) e, per effetto di una variante progettuale, ulteriori 14 piezometri in corrispondenza dell’area diaframmata della Syndial in territorio di Ferrandina.
 
Relativamente alla messa in sicurezza d'emergenza, ad oggi risultano in corso di adozione circa 15 interventi di messa in sicurezza d'emergenza delle acque di falda.
 
Risulta, altresì, in corso di attuazione da parte delle Aziende un progetto di messa in sicurezza d'emergenza consortile per le acque di falda dell’intero comparto industriale di Pisticci.
 
Inoltre, risulta in corso di adozione un intervento di messa in sicurezza d'emergenza dell’area dell’ex stabilimento Materit - nel quale si realizzavano manufatti in amianto - interessato da problematiche ambientali da amianto.
 
Ad oggi risultano presentati 50 Piani di Caratterizzazione,  per le aree delle 67 Aziende perimetrate.
 
Inoltre, è stato approvato il Piano di Caratterizzazione per le aree agricole comprese nel perimetro del sito di interesse nazionale che riguarda una superficie di 3140 ha.
 
Con riferimento ai risultati dei Piani di Caratterizzazione, ad oggi risultano presentati 21 Risultati della Caratterizzazione, dei quali 20 approvati, per le aree delle 67 Aziende perimetrate.
 
Risultano, altresì, approvati i risultati della caratterizzazione per le aree agricole comprese nel perimetro del sito di interesse nazionale. Quest’ultime indagini hanno consentito la restituzione agli usi legittimi per circa 3140 ha ed hanno individuato la necessità di bonifica di 57 hot spot di terreno contaminato nelle aree agricole, per i quali i Comuni interessati stanno provvedendo alla delimitazione di dette aree. Inoltre, alla luce dei citati risultati della caratterizzazione sono state restituite agli usi legittimi le aree di 4 Aziende perimetrate.
 
I Progetti di bonifica ad oggi approvati sono 3, rispettivamente per le aree dell’ex Centrale di
 
Desolforazione ENI in Comune di Salandra.
 
Rispetto al Progetto consortile di messa in sicurezza di emergenza falda, si rappresenta che su richiesta di questo  Ministero è stato presentato un progetto consortile, relativamente all’area di Pisticci ubicata a sud dell’area perimetrata.
 
A tale progetto hanno aderito i seguenti soggetti:  Tecnoparco Val basento, Biosearch Manufacturing, Ergom Automotive, Freudemberg Politex, ITL, LAES, Pregis, Panasonic, Equipolymers, CFP, Helesi, Nylstar, Immobiliare Snia, Dow Italia.
La Conferenza di Servizi decisoria del 15.02.07 ha approvato con prescrizioni il Progetto  integrato di messa in sicurezza d’emergenza delle acque di falda trasmesso dal Consorzio Tecnoparco ed acquisito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (prot. n. 26262/QdV/DI del 29.12.2006).
 
La Conferenza di Servizi istruttoria del 23.10.2007 ha ribadito integralmente le prescrizioni formulate dalla sopracitata Conferenza di Servizi decisoria.
 
La Conferenza di Servizi decisoria del 24.01.2008 ha deliberato di prendere atto della formalizzazione dell’adesione al progetto consortile da parte dei soggetti in indirizzo titolari di aree ricadenti all’interno del SIN della Val Basento, (nota trasmessa da Tecnoparco ed acquisita da questo Ministero con prot. n.31187/QdV/DI del 3.12.2007 e prot. n. 0640/QdV/DI del 14.01.08) ed ha, inoltre, sollecitato l’attivazione dei 13 piezometri previsti dal progetto approvato.
 
Successivamente la scrivente Direzione Generale,  ha sollecitato, a tutte le aziende che hanno aderito ufficialmente al progetto di cui in oggetto, l’attivazione delle misure di messa in sicurezza d’emergenza delle acque di falda.
 
Il progetto di messa in sicurezza d'emergenza prevede una prima fase in cui saranno realizzati due pozzi pilota (W1 e W2), al fine di calibrare correttamente il modello teorico di flusso e dimensionare definitivamente la barriera idraulica – verificando anche la necessità di ri-immettere le acque depurate in falda. Il Consorzio prevede in una seconda fase la realizzazione di ulteriori 13 pozzi (richiesti in seguito ad esame istruttorio dalla Conferenza di servizi della Scrivente Direzione) ad integrazione di quelli già realizzati al fine di completare la barriera idraulica. Nella documentazione è riportato che risultano i seguenti superamenti dei limiti di normativa a carico della matrice Acque sotterranee: Manganese, Solfati, Nitriti, 1,1-Dicloroetilene, Tricloroetilene e Sommatoria Organoalogenati.
 
Detti 15 pozzi sono stati definiti sulla base di uno studio di simulazione con modello WhAEM2000, dei quali due di monte erano quelli già previsti nella precedente stesura e sono da realizzare, due sono già utilizzati per la messa in sicurezza d’emergenza della falda dell’area della Soc. Freudenberg Politex, uno da realizzare in prossimità dell’anomalia in zona immobiliare Snia, cinque da realizzare a monte idrogeologico e cinque da realizzare a valle idrogeologico. In definitiva è evidenziato che dei 15 pozzi solo due sono già in esercizio. Nel documento è previsto di realizzare preliminarmente due nuovi pozzi, rimandando la realizzazione degli ulteriori 11 solo dopo la verifica in campo del comportamento idrodinamico della falda.
In merito al trattamento delle acque di falda emunte per la messa in sicurezza d'emergenza delle stesse non è descritto il sistema specifico previsto ma è indicato che saranno preliminarmente utilizzate le due linee esistenti denominate TASA e TRAS.
Ad oggi non risultano attivati gli interventi proposti dal progetto.
 
Relativamente alle risorse finanziarie, si rappresenta che il Dicastero dell’Ambiente ha stanziato a favore della bonifica del Sito in parola, complessivi € 2.272.727,00 (a valere sul D.M. n. 308/06) già trasferiti alla Regione Basilicata con D.D. prot. 1324 del 14.04.2011.
Il Ministero ha stanziato, inoltre, ulteriori € 500.000,00 per la bonifica da amianto nell’area dello stabilimento ex Materit, sita nel Comune di Ferrandina.
            Ad oggi, risultano già trasferiti € 350.000,00 a favore del Comune medesimo con D.D. prot. n. 524 del 21.06.2004.
 
Il Sito di Interesse Nazionale di “Tito”, invece, è stato istituito con D.M. n.468/01 e successivamente perimetrato con D.M. 8/07/2002.
 
In merito all’area Ex Liquichimica, si rappresenta che le attività di messa in sicurezza della falda risultano avviate in data 9 gennaio 2009 ed hanno interessato 20 coppie di piezometri (a doppia canna) e le acque di falda sono state smaltite come rifiuti.
Sono risultati contaminati 8 coppie di piezometri con i seguenti analiti: Fe, Mn, CdV, dicloroetilene, tricloroetilene,solfati,fluoruri.
Gli emungimenti continueranno nei piezometri risultati contaminati.
Previo censimento dei rifiuti presenti, sono state condotte le attività di smaltimento a impianto autorizzato che hanno riguardato le seguenti tipologie di rifiuti:
1.         rifiuti misti da attività di costruzione e demolizione;
2.         rivestimenti e materiali refrattari;
3.         plastica;
4.         terre e rocce
5.         rifiuti derivanti dalle operazioni di bonifica;
6.         imballaggi metallici contenenti amianto;
7.         ferro e acciaio;
8.         rifiuti organici;
9.         imballaggi.
Nel febbraio 2011 è’ stata dichiarata la conclusione delle relative attività ed è stata presentata la certificazione di regolare esecuzione. 
Altre attività hanno riguardato
1.         bonifiche amianto;
2.         scorie siderurgiche;
3.         serbatoi di ammoniaca;
In merito al punto 1), è stata dichiarata la conclusione delle relative attività di bonifica e la restituibilità delle strutture da parte della competente ASL.
In merito al punto 2), è stata dichiarata la conclusione delle prime attività di messa in sicurezza ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione
In merito al punto 3), è stata dichiarata la conclusione delle attività di bonifica ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione.
Questo Ministero ha chiesto agli organi di controllo locali di procedere alle necessarie verifiche.
 
Presentato il Progetto preliminare di bonifica della falda e dei terreni ed il Progetto della Messa in sicurezza permanente con recupero funzionale del Bacino Gessi, ritenuto approvabile nella Conferenza di Servizi decisoria dell’aprile 2010, la Regione Basilicata ha richiesto, in data 3 marzo 2011 di valutare la possibilità di adottare soluzioni diverse ed alternative rispetto a quelle già proposte ed approvate.
In particolare la Regione ha proposto l’utilizzo di barriere reattive in luogo di quelle idrauliche e, per il bacini gessi, di utilizzare dati relativi aggiornati provenienti dalla realizzazione della nuova rete piezometrica regionale.
In data 21 novembre 2012, l’ISPRA, su richiesta di questo Ministero, ha trasmesso parere sulla citata proposta progettuale regionale, ritenendo la proposta barriera permeabile reattiva “non… adatta” alla tipologia di contaminazione presente.
Questa Amministrazione ha quindi sollecitato la presentazione immediata delle nuove alternative progettuali ovvero l’adozione delle iniziative già discusse ed approvate nella Conferenza di Servizi decisoria. Attesa la valenza ambientale degli argomenti, infatti, non sono accettabili rinvii nell’adozione effettiva di interventi a tutela della salute e dell’ambiente.
Giova evidenziare che il Dicastero dell’Ambiente ha stanziato a favore della bonifica del Sito in parola, complessivi € 4.993.985,47, a valere sui fondi della legge n. 426/98 e successivamente ripartiti con il già citato D.M. n. 468/01.
A fronte della citata disponibilità finanziaria, pari ad € 4.993.985,47, alla data del 31 dicembre 2012, risultano impegnati dalla Regione Basilicata € 3.468.974,05 e spesi € 2.413.012,99.
 
Da ultimo si rappresenta che per la bonifica di entrambi i SIN, la Delibera CIPE n. 87/2012 ha stanziato un ulteriore importo, pari a complessivi € 41.723.249,01, di cui:
- € 23.295.181,98 a favore del SIN di Tito;
- € 18.428.067,03 a favore del SIN di Val Basento.
 
La citata Delibera ha previsto che le suddette risorse siano disciplinate mediante la sottoscrizione di un apposito Accordo di Programma Quadro “rafforzato”.
Ad oggi il testo dell’Accordo di Programma Quadro “rafforzato” è stato condiviso da tutti i Soggetti sottoscrittori e si è in attesa della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico ai fini della stipula.
 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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