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03/06/2013 20.03.22 - Articolo letto 3704 volte

I CALANCHI DI MONTALBANO IGNORATI DALL'APT

Calanchi Calanchi
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Nota di Vincenzo Maida del Centro Studi Jonico DRUS di Montalbano Jonico
Montalbano Jonico "Con l’approssimarsi della stagione estiva - si afferma in una nota - il momento per rivolgere lo sguardo all’industria del turismo è quello giusto, anche se sarebbe necessaria una programmazione ed un impegno per tutto l’anno.
Tra le attrazioni paesaggistiche quelle dei calanchi occupano un ruolo non secondario, anche perché gli scenari più suggestivi ed i borghi carichi di storia che li circondano, si trovano a ridosso della fascia jonica che, stando alle stime di alcune associazioni turistiche, lo scorso anno ha fatto registrare complessivamente circa un milione di presenze.
Non a caso l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata nell’ottobre 2011 ha dato alle stampe un opuscolo dall’accattivante veste grafica, di facile lettura e con un corredo fotografico di prim’ordine, dal titolo: “Calanchi Lucani & Dintorni”.
Da allora é in distribuzione gratuita, noi l’abbiamo preso in un Hotel del metapontino,
peccato che contenga una grave lacuna a cui bisognerebbe porre rimedio.
L’itinerario suggerito, infatti, parte da Ferrandina, passa da Craco, Stigliano, Aliano, Sant’Arcangelo, Senise, Valsinni e si conclude a Tursi.
Vengono ignorati e baipassati completamente i calanchi di Montalbano Jonico che confinano sia con Craco che con Tursi e tra quelli citati sono i più importanti per valenza scientifica, tant’è che sono attenzionati da tempo da studiosi del settore di mezzo mondo e nello stesso anno di pubblicazione dell’opuscolo, cioè nel 2011, la Regione Basilicata con la legge n.3 ha istituito la Riserva Regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico.
“Si tratta di un’area calanchiva- è stato scritto nell’apposito sito web- unica al mondo per gli aspetti geologici e palenteologici e anche di particolare pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale. Le profonde incisioni dei calanchi che degradano fino ai campi coltivati, contornati da boschetti di macchia mediterranea, pini, cipressi, disegnano paesaggi di grande suggestione come spettacolare è il geosito di Tempa di Petrolla, uno sperone isolato di roccia che si innalza in un mare di argilla….Una visita alla Riserva ed all’adiacente Centro Storico di Montalbano, pertanto, offre esperienze uniche, variegate e di grande suggestione. Alcune mulattiere sono censite nella rete nazionale di Sentiero d’Italia.”
Nei calanchi si trovano una miriadi di fossili di crostacei marini.
Da oltre vent’anni sono oggetto di studio da parte degli scienziati e la loro peculiarità è che hanno consentito di ricostruire in dettaglio, grazie all’ottimo grado di conservazione della stratificazione, la storia dell’evoluzione stratigrafico-ambientale di quello che era il fondale  di un paleomare, esistito nel Quaternario ( circa 1,8 milioni di anni fa ). Questo ha consentito agli scienziati di segnalarli ai colleghi di tutto il mondo ed agli appassionati della materia come sezione di riferimento internazionale per lo stratotipo del limite Pleistocene inferiore-medio.
Per questi motivi non sono rare le visite di gruppi di visitatori in escursione e negli ultimi tempi di intere scolaresche.
Il Piano di Gestione della Riserva dei Calanchi, come ha segnalato la sezione locale di Legambiente, redatto dall’Amministrazione Provinciale di Matera, non è però ancora stato approvato dalla Regione, lì è noto sono impegnati in questioni “elettoralistiche” e “carriestitiche” ben più rilevanti.
Leganbiente lamenta anche una certa distrazione sull’argomento anche dell’Agenzia di Promozione Territoriale, sicuramente non per malafede ma forse perché li  ignora, aggiungiamo noi.
Eppure il geosito di Montalbano Jonico è stato proposto all’INQUA per il  “Chiodo d’oro” che  è il più importante riconoscimento internazionale per i geositi e la stessa agenzia di stampa del consiglio regionale “Regione Informa” se n’è largamente occupata.
 
 
 
Vincenzo Maida
Centro Studi Jonico DRUS"



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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