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23/05/2013 16.16.41 - Articolo letto 3010 volte

SANITA’ FUTURA: LA “VERITA’” SULL’ELIMINAZIONE DEL SUPERTICKET

Michele Cataldi Michele Cataldi
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Non è risultato della “virtuosità” della spesa sanitaria, ma un atto dovuto ai lucani
Basilicata Il “disco verde” del Ministero dell’Economia e Finanze all’eliminazione del  “superticket”  sull’assistenza specialistica introdotto dalla Regione Basilicata nel 2011, in attesa che diventi “reale”, nel senso che da impulso semaforico si trasformi in provvedimento ministeriale vero e proprio che annulli il precedente decreto Tremonti 2011, imposto in verità a tutte le Regioni, per noi è innanzitutto un atto dovuto ai 30mila lucani che hanno firmato la petizione da noi promossa insieme ad altre associazioni per mettere fine all’imposizione tariffaria massima disposta dalla Regione Basilicata. Esso, invece, sbandierato come ennesimo risultato della “virtuosità” della spesa sanitaria grazie all’attuale assessore alla Sanità, altro non è che la “presa d’atto” del flop sugli incassi (rispetto al preventivato) e della crescita degli esonerati dal pagamento del “superticket” perché toccati direttamente dalla crisi e quindi dalla perdita di salario e reddito. Purtroppo, registriamo che si continua a fare propaganda quando invece, come abbiamo dimostrato nei giorni scorsi con i dati alla mano dell’ Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Ministero alla Salute, che ha condotto uno studio specifico, si  verifica un forte calo di ricette, tra 2011 e 2012, pari ad oltre il 17% di prestazioni. In particolare è cresciuta la domanda di chi è esente dal ticket, ma tracolla quella di chi non è esente. Molti "paganti" sono come scomparsi, in parte defluiti verso il sistema privato oppure hanno rinunciato. Semplicemente hanno deciso di non fare il controllo che la prevenzione richiede.
La propaganda non conosce limiti al punto che si fornisce un elenco delle esenzioni per patologia, che riguarda categorie sociali da sempre tutelate (persino si citano, senza alcun pudore, gli ex deportati da campi di sterminio) anche per le prescrizioni di farmaceutica, omettendo di precisare che si tratta di esenzioni riconosciute, per fortuna, da normative nazionali.
Ma su un punto è necessario avere una doverosa precisazione:  per la Regione l’eliminazione del ticket aggiuntivo sulla specialistica significa privarsi dei circa 4 milioni di euro che avrebbe dovuto incassare, invece secondo un’indagine pubblicata dal settimanale L’Espresso la cifra, sia pure complessiva, riferita al 2012, sale a 24 milioni. E’ evidente che, specie chi come i titolari di strutture della sanità privata accreditate al SSR hanno pagato il prezzo più alto dei tagli con la riduzione dei budget e ulteriori pesanti penalizzazioni, hanno diritto di conoscere quanto realmente la Regione ha prelevato direttamente dalle tasche dei cittadini.  Inoltre, è il caso di ricordare che le prescrizioni con il codice di esenzione per patologia relative a malattie rare in Basilicata ammontano ad appena 312 mila euro e che le percentuali delle ricette 'no ticket', rispetto al totale complessivo, considerando tutti i codici di esenzione toccano il 72%.
Il ticket dunque si conferma sempre più come una tassa iniqua sulla malattia, che colpisce in primo luogo i soliti noti che dichiarano i loro redditi, come i lavoratori dipendenti che costituiscono la gran parte di quel 30% di ricette senza esenzione.
Le nostre speranze adesso sono riposte nel neo ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, al quale chiediamo insieme al suo collega all’Economia, Fabrizio Saccomanni, di confermare la notizia “sparata” dall’Assessore alla Sanità e pertanto di produrre un atto in sede di Consiglio dei Ministri. Noi continuiamo a considerare necessaria l’apertura da parte del Ministro della Salute, non solo ad un confronto con le Regioni, ma anche con le associazioni delle strutture della sanità privata accreditata al SSN per colmare, innanzitutto, il vuoto di concertazione che si registra da troppo tempo con il Dipartimento e l’Assessore alla Sanità e che il nuovo clima politico di incertezza politico-istituzionale, in attesa del rinnovo del Consiglio Regionale, è destinato ad accrescere, perché continuiamo a diffidare di interlocutori istituzionali che rifiutano il confronto a viso aperto e che, tra l’altro, hanno i giorni contati.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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