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15/04/2013 16.26.13 - Articolo letto 3372 volte

ASILI NIDO, BILANCIO FINALE DEL TRIENNIO DI SPERIMENTAZIONE VOUCHER

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Il video della conferenza stampa
Matera La realtà sempre più diffusa dell’impegno lavorativo della donna a partire dal primo dopoguerra ha posto la problematica della custodia e della cura dei bambini. Almeno sulla carta è superato il concetto di asilo nido come istituzione assistenziale, per assumere l’ottica di un servizio socio-educativo. Tuttavia questo non è bastato a sviluppare una “cultura del nido” per alcune istituzioni dello stato. Infatti per la maggior parte delle stesse,  la scelta dell’asilo e soprattutto del nido è dettata da cause di forza maggiore, ovvero dalla necessità pratica, legata alle esigenze lavorative, di dover affidare il proprio bambino a terzi. Eppure il nido non deve essere considerato una sorta di “parcheggio”; esso è un contesto che può rivelarsi una risorsa preziosa sia per il piccolo che per la mamma. Per il bambino infatti esso costituisce il luogo in cui si attua per la prima volta il passaggio dalla dimensione familiare a quella sociale. Infatti il nido è uno spazio in cui il bambino può sviluppare numerose abilità sociali, sia con le figure delle educatrici, sia con gli altri coetanei. Il bambino è un essere assolutamente sociale fin dai suoi primi giorni di vita, incuriosito dagli stimoli interpersonali e ricettivo agli scambi comunicativi. I tempi del nido sono altamente organizzati secondo routine prevedibili e ripetute, che contribuiscono alla regolazione dei ritmi biologici del piccolo. Il nido è un contesto ricco di stimoli, come oggetti morbidi, colori, giochi, dove il bambino può iniziare a compiere le sue esperienze di esplorazione dell’ambiente, manipolando oggetti, ricevendo numerose stimolazioni sensoriali che contribuiscono al suo sviluppo psicomotorio, che è alla base del successivo sviluppo cognitivo. Per la madre esso può essere inoltre un contesto di incontro con altri genitori, facilitante il dialogo e la condivisione delle esperienze. Pertanto l’esperienza del nido può essere utilizzata come una preziosa risorsa. Lo stato Italiano ha predisposto il Piano straordinario di interventi per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi, approvato il 26 settembre 2007 in Conferenza Unificata, ha previsto un piano di finanziamenti, per conseguire entro il 2010 l'obiettivo comune europeo della copertura territoriale del 33 per cento per la fornitura di servizi per l’infanzia (bambini al di sotto dei tre anni), come fissato dall’Agenda di Lisbona. Il 2 febbraio 2012 è stata sottoscritta un’Intesa in sede di Conferenza unificata sull’utilizzo di risorse da destinare al finanziamento di azioni per le politiche a favore della famiglia. I fondi, pari a 25 milioni di euro, spostati da precedenti capitoli di competenza statale del Fondo per le politiche familiari sono stati resi disponibili sui capitoli di pertinenza regionale e degli enti locali e messi a disposizione per garantire la continuità degli obiettivi di servizio relativi a: diffusione servizi per l’infanzia e presa in carico degli utenti dei servizi per l’infanzia (bambini 0-3 anni.)Tutto questo, però, non è stato ancora introiettato dagli amministratori di vari enti locali che vedono ancora queste strutture,  non come un servizio utile ai piccoli cittadini, ma come un’esigenza delle famiglie per “parcheggiare” i propri figli o come un lusso per chi se lo può permettere. Questo lo ha evinto lo scrivente dalla conferenza stampa presso l’Hotel san Domenico, tenuto dal Dott. Giuseppe Bruno responsabile del consorzio “La Città Essenziale” che coordina le cooperative sociali che gestiscono gli asili nido, che offrono un servizio per la città di Matera, in tutto il territorio, sopperendo alla scarsa presenza di strutture comunali. Il relatore ha sostenuto che nella nostra città è presente un servizio sperimentale del voucher che permette un sostentamento economico a coloro che non avrebbero avuto la possibilità di accedere privatamente al servizio. Lo stesso  è stato attivato nel 2010 e scade nell’anno corrente 2013. Nel corso dei tre anni di sperimentazione si è potuto constatare, che tale strumento ha ottimizzato i costi per l’amministrazione locale, operando indirettamente anche ad uno sviluppo economico e del lavoro attraverso l’ampliamento delle unità lavorative territoriali. La partecipazione delle famiglie, è stato un elemento centrale, partecipazione tradotta in “richieste” delle famiglie materane per migliorare il sistema dei voucher per gli asili nido. Questo ha consentito alle stesse di aumentare la loro disponibilità lavorativa favorendo una migliore conciliazione lavoro/famiglia,  ha dato la possibilità di favorire un sostentamento economico a coloro che non avrebbero avuto la possibilità di accedere privatamente al servizio, ha dato la possibilità di accedere al servizio di asilo nido in modo flessibile per i bambini non in posizione utile nella graduatoria cosiddetta “comunale”; l’anno scorso restavano fuori dalla graduatoria comunale circa 200 bambini. Il relatore sostiene che, riducendo il costo per singolo bambino, si riuscirebbero a finanziare tutte le famiglie che fanno richiesta del servizio di asilo nido.  Lo strumento voucher è comunque risultato efficace per le famiglie e ottimizza i costi per l’Amministrazione Comunale e per la collettività; infatti l’abbattimento del costo per la comunità è di circa il 30 per cento, che può essere reinvestito per aumentare il numero delle famiglie aventi diritto . Pare, però che tutto questo finirà: Il comune ha emanato una delibera di giunta a proroga dell’affidamento ai 2 nidi di Via Gramsci e Via Bramante (i due asili nido comunali) fino al 30 settembre, data in cui l’anno scolastico sarà già iniziato e quindi si presume che sarà fatta un’altra proroga per garantire l’anno scolastico alle famiglie. La delibera è stata fatta dopo un appalto durato ben 9 anni, quindi il comune ha avuto tutto il tempo per predisporre un nuovo bando o decidere di far diventare la sperimentazione voucher una linea definitiva. Quindi la città di Matera, candidata a capitale europea della cultura nel 2019, chiude l’opportunità ai suoi cittadini più piccoli, con famiglie economicamente deboli alle spalle, di poter scegliere la migliore, per loro, offerta formativa, di ridurre questa a sole due strutture con posti limitati, mantenendo scoperto la maggior parte del territorio cittadino. Le sei strutture accreditate con il comune di Matera per il sistema voucher  sono  DIVERTIMENTE - CAPPUCCETTO ROSSO - PALLONCINO BLU - IL CONFETTO - L'ALBERO AZZURRO E IMPAROLA e sono infatti dislocate su tutto il territorio Materano (coprendo Matera Nord, centro e sud) e offrono un’offerta formativa differenziata lasciando libertà di scelta alle famiglie.  La domanda che lo scrivente pone è può un’amministrazione comunale, di una città candidata a capitale europea della cultura, in una situazione di crisi come quella che si sta attraversando, con le stesse risorse a disposizione optare la scelta di erogarle solo a due strutture delle otto presenti sul territorio, diminuendo le possibilità di offerta formativa e negando l’opportunità a molti piccoli cittadini di potere usufruire di un servizio? Ai presenti ed ai posteri l’ardua sentenza.

Nunzio Di Lena






Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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