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25/01/2013 12.39.11 - Articolo letto 3635 volte

Un premio alla carriera di Franco Selvaggi

Premiazione di Franco Selvaggi Premiazione di Franco Selvaggi
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Dalla Pro Loco di San Mauro Forte la “Torre Normanna 2013”. Gli aneddoti, le curiosità, le fasi salienti della “scalata” rievocate con emozione dall’ex calciatore.
di ANTONIO GRASSO
San Mauro Forte Franco Selvaggi, “una bandiera del calcio lucano”. A lui la Pro Loco di San Mauro Forte ha deciso di assegnare il Premio “Torre Normanna 2013”. Un riconoscimento che, a partire dal 2011, ogni anno il sodalizio – nell’ambito della programmazione per il Campanaccio - assegna a “personalità della Basilicata che si sono particolarmente distinte in qualsiasi settore della vita pubblica”. E così, dopo Carmen Lasorella (nel 2011) e don Marcello Cozzi (nel 2012), nell’albo d’oro del premio (giunto alla sua terza edizione) figura un (ex) calciatore. Che dalle giovanili del “Gianni Rivera Matera” riuscì ad arrivare al calcio che “conta”. Quello “d’alta quota”. Decisivo fu un provino per la Ternana. Nessuno avrebbe immaginato  che una  “gita” (parola di Selvaggi)  avrebbe cambiato la vita di quel ragazzino di Pomarico. Infatti. Fu proprio al termine di quel provino che i dirigenti della squadra umbra gli chiesero di trovare subito un alloggio e iniziare la preparazione. Da un calcio all’altro, la scalata. L’esordio in serie A (il 30 dicembre del 1972 ndr) con la Fiorentina, il primo goal realizzato a Dino Zoff, mitico portiere della Iuventus e della Nazionale, il periodo trascorso a Taranto col miraggio della serie A, gli anni passati a Cagliari, a Torino, a Udine, quello sfortunato all’Inter e per finire la consacrazione di campione del mondo a Spagna ’82 con la nazionale di Enzo Bearzot, pur non disputando alcuna partita nella fase finale del Mondiale spagnolo. Un excursus nella carriera di Selvaggi ripercorso - per tappe - dal dirigente del sodalizio sammaurese, Mimì Deufemia nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi nella sala degli affreschi di Palazzo Arcieri. Alla presenza di un pubblico curioso e numeroso. Tanti, infatti, gli aneddoti, le curiosità, gli episodi rievocati da Selvaggi. E che hanno catturato l’attenzione dei presenti. Dalle difficoltà economiche della famiglia agli inizi della carriera, gli infortuni, l’incontro con i grandi campioni dell’epoca, la chiamata in Nazionale, la leggendaria avventura della Coppa del Mondo, il desiderio costante di tornare in Basilicata appena poteva. Il tutto mentre, su uno schermo appositamente installato, venivano proiettate le immagini delle reti più belle realizzate dall’attaccante materano, accompagnato nel “paese dei Campanacci” da sua moglie e dallo “storico” Nicola Pavese, che – per l’occasione – ha fatto da “gancio”.


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