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08/01/2013 16.41.48 - Articolo letto 3219 volte

Sicurezza stradale, si spende poco in ricerca e sperimentazione

Strisce pedonali in via Dante a Matera (foto Gianni Cellura) Strisce pedonali in via Dante a Matera (foto Gianni Cellura)
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Nota del Centro Studi Jonico DRUS di Montalbano Jonico
Basilicata "Il rapporto ACI-ISTAT 2012 sugli incidenti stradali - riporta la nota diffusa da Vincenzo Maida, del Centro Studi Jonico DRUS - ha avuto scarse attenzioni e come ogni anno non ha suscitato dibattiti, riflessioni, approfondimenti ed analisi sui tempi che viviamo.
Siamo ormai rassegnati a dover pagare un prezzo, anche se salato, alla civilizzazione. Siamo altresì consapevoli che ogni qual volta ci mettiamo in strada a bordo di un’ auto, corriamo il rischio che un imprudente, un ubriaco o un tossicodipendente, può stroncare la nostra vita o cambiarla radicalmente, ma ne accettiamo il rischio.
In un pamphlet antimodernista Massimo Fini, teorizzatore della decrescita, ha scritto che la civiltà moderna fa di tutto per salvare la vita di un ammalato destinato alla morte, ma in proporzione fa poco per salvarne cento sane distrutte dall’inquinamento, dagli stili di vita, dalle strade.
Si spende poco nella ricerca e nella sperimentazione per aumentare al massimo la sicurezza e ridurre a livelli fisiologici il numero di incidenti.
Le contraddizioni sono tante; una per tutte: che senso ha avere dei limiti massimi di velocità a 130 km orari e continuare a produrre auto, anche di piccola cilindrata,  che possono superare abbondantemente tale limite?
Qualcosa comunque sta lentamente cambiando come testimoniano i dati che l’ISTAT ci fornisce di anno in anno.
L’Italia non ha centrato l’obiettivo di ridurre in dieci anni il numero dei morti, dal 2000 al 2010, ma ci è andata vicina. Nel 2000 erano quasi novemila i morti sulle strade, nel 2010 quasi cinquemila.
Lo scorso anno vi è stata una ulteriore diminuzione e il dato è sceso a 3.860 e 292.000 feriti .
Ogni giorno avvengono pertanto 563 incidenti in Italia, con la morte di ben 11 persone e il ferimento di 800,
Rispetto al 2010 l'indice di incidentalità è diminuito, in ogni ambito stradale, del 2,7%.
Anche il numero dei morti in ambito autostradale è diminuito del 10,1%, rispetto al 2010.
Un terzo degli incidenti avviene nelle grandi città, con il 32,8% di sinistri.
Di questi incidenti stradali urbani, il 10,3% si è verificato a Roma, il 7,2% a Milano, il 2,7% a Genova e il 2,2% a Torino.
Nella fascia oraria notturna si registra un numero di incidenti minore, ma di maggior gravità: tra le 22 e le 6 una percentuale del 14,2 sul totale, con il decesso di 984 persone, pari al 25,5%.
La fascia d'età più coinvolta è quella dei  giovani tra i 20 e i 24 anni.
A rischio anche gli anziani, soprattutto come pedoni coinvolti negli incidenti, i ragazzi tra i 15 e i 24 anni (morti e feriti al 27,16% del totale) e i bambini tra 0 e 9 anni (7,5% del totale).
Il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, ha così commentato il rapporto: "I dati dimostrano come le nostre strade diventino ogni anno più sicure, ma c'è ancora tanto da fare: gli incidenti derivano da una scarsa cultura degli utenti della strada e l’ACI ha definito un sistema di formazione continua con nuovi programmi per il conseguimento della patente, corsi di guida sicura, attività di educazione dei genitori per l'uso dei seggiolini, servizi specifici per le utenze deboli”.
Va poi sottolineato che i sinistri sono diminuiti del 22% in 10 anni ma le tariffe rc-auto non hanno seguito lo stesso andamento .
Per quanto riguarda la cultura degli utenti su strada, le prime cause di incidente sono la guida distratta o l'andamento indeciso, responsabile del 16,9% dei sinistri, il mancato rispetto delle regole di precedenza e del semaforo, responsabile del 17,5% degli incidenti, e la velocità elevata (11,5%).
Un ultimo dato che ci riguarda da vicino: in termini assoluti diminuiscono gli incidenti stradali del 5,3% rispetto all’anno scorso, in Basilicata aumentano quelli mortali del 3,5%, contro una media nazionale dell’1,9.
Da noi sappiamo quali sono le strade più a rischio, alle quali gli enti preposti e le istituzioni dovrebbero dedicare più attenzione ed assumere provvedimenti adeguati, ma la politica è come sempre distratta da altre incombenze, più private che pubbliche."
 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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