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28/12/2009 9.58.21 - Articolo letto 7841 volte

Successo per l'Avaro di Talia Teatro

Successo per l´Avaro di Talia Teatro Successo per l´Avaro di Talia Teatro
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Suggestiva commedia in vernacolo
di GIOVANNI MARTEMUCCI
Matera

 Recitazione impeccabile, trama avvincente, costumi fedelissimi ai canoni estetici del ‘600 e scenografie curate hanno decretato il successo, martedì sera, dell’Avaro di Moliere, adattato in dialetto materano e portato in scena al teatro Duni dalla compagnia Talia Teatro di Antonio Montemurro. In una parola equilibrio. Ancora una volta il genio e la creatività di Montemurro e della sua affiatata compagnia hanno segnato un deciso passo avanti nel “mare magno” delle compagnie che recitano in dialetto materano, delineando un nuovo percorso artistico. La scelta “coraggiosa” di abbandonare il canovaccio della recitazione integralmente in dialetto ha pagato permettendo alla compagnia di osare, con successo, nel campo minato del teatro impegnato come quello di Moliere. L’innovativa formula di una saggia ed bilanciata fusione di vernacolo e lingua italiana è piaciuta ed ha permesso di allargare il target tradizionale del pubblico che ama il filone della recitazione in materano, proponendo un testo di grande suggestione. Una intuizione quella di Montemurro apprezzata dal pubblico che ha riempito ogni poltrona del Duni e che ha tributato grandi applausi agli attori, non solo nel finale, ma anche durante la recitazione. Un aspetto che la dice lunga sul gradimento dell’ultima fatica di Talia Teatro, considerando la proverbiale inerzia del pubblico materano nell’applaudire gli attori durante lo spettacolo. Il rosso porpora della scenografia e gli arredi autentici del 1600 hanno fatto da contraltare ai tre atti della commedia che, come un diesel, parte piano, caratterizzandosi con un ritmo lento che uniforma anche la recitazione, per salire man mano che il copione si dipana. Così, in un crescendo di comicità sale anche il tenore della recitazione che mette in risalto una sceneggiatura di livello, molto fedele al testo originale. Un’accortezza che il regista, Antonio Montemurro, usa sapientemente e che mette al riparo la rappresentazione dalle pericolose cadute di stile che spesso affliggono gli adattamenti in vernacolo dei grandi autori, quando realizzate semplicisticamente o con il solo fine di suscitare ilarità. Far ridere usando in maniera “strumentale” il dialetto ricorrendo copiosamente alla volgarità nell’architettura del testo originale è facile. Talia Teatro sceglie una strada diversa, innovativa, e dimostra che pur senza ricorrere alle facili battute, ma attenendosi quasi integralmente alla traccia di Moliere, autore oggettivamente non facile da rappresentare, il risultato è quello di una commedia brillante in cui il ruolo del dialetto ne esce nobilitato poiché funzionale alla messinscena. Non a caso, nella trasposizione in materano del testo, Montemurro conserva tutti i nomi originali dei personaggi evitando di trovare (a tutti i costi) un loro corrispondente nella tradizione della Città dei Sassi. Sul palco la recitazione di Antonio Montemurro, Franco Burgi e Saverio Mastronardi che meglio conoscono il dialetto (non fosse altro che per motivi anagrafici) fa risaltare ancora di più la potenza del vernacolo a cui si contrappone la recitazione in italiano degli altri attori con una piacevole incursione nella lingua originale del testo, il francese, magistralmente eseguita da Domenico Orlandi. Un vero tocco di raffinatezza che ha contribuito a rendere ancora più gradevole il testo ma senza intaccare quella verve che Montemurro imprime ai testi e che lui stesso interpreta in maniera impeccabile. Sulla scena gli opposti diventano complementari e lingue così diverse come il francese e il dialetto finiscono per trovare nella sceneggiatura del Moliere materano un loro perché permettendo al protagonista Arpagone (Montemurro) di replicare, in vernacolo, all’aulico personaggio transalpino di Anselmo (Orlandi). In questa giustapposizione di poesia e genuino divertimento sta l’originalità della sceneggiatura proposta da Antonio Montemurro che riesce a catturare il pubblico senza lasciare respiro. La proposta teatrale di Talia è la prova di come la drammaturgia possegga risorse tali da rendere ancora nuova e coinvolgente anche una trama antichissima rivisitata in dialetto materano.

Giovanni Martemucci




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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