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14/12/2012 15.33.26 - Articolo letto 3695 volte

"Non mi candido per le parlamentari", le ragioni di Mimmo Savino

Mimmo Savino Mimmo Savino
Media voti: "Non mi candido per le parlamentari", le ragioni di Mimmo Savino - Voti: 0
Ex candidato sindaco per Matera del Movimento 5 Stelle
Matera Nella conferenza stampa di oggi, svoltasi presso il Caffè Mulino, Mimmo Savino del Movimento 5 Stelle ha spiegato i motivi per cui continuerà a sostenere il movimento ma non si candiderà per il Parlamento. Ecco le motivazioni:

"La mia partecipazione al M5S Sono regolarmente iscritto al M5S e non ho intenzione di abbandonarlo. Recentemente avevo dichiarato la mia uscita dal M5S, una forma estrema di dissenso, che molti non hanno voluto a suo tempo comprendere, rispetto a due questioni fondamentali e tuttora irrisolte nel M5S: democrazia interna e obiettivi deboli (la casta, il sistema dei partiti). Non ho mai pensato di aver aderito ad una caserma. Sono rientrato perché rassicurato dall’organizzazione del M5S sull’imminente utilizzo di un software che avrebbe consentito la partecipazione democratica interna e la possibilità di modifica e/o integrazione del programma, e sulle elezioni interne dei candidati in Parlamento. In ottica locale, la mia partecipazione al M5S va nella direzione di stimolare la partecipazione di tutte le forze realmente civiche, associazioni o singoli cittadini, libere dal sistema dei partiti, con cui costruire un M5S locale forte, rigenerato, in grado di imporsi sullo scenario politico locale innanzitutto sotto il profilo culturale ed etico e ottenere ampio consenso per i prossimi appuntamenti elettorali. In questo senso ho apprezzato e accolto con molto favore, per quanto riguarda la mia città, l’ingresso nella file del M5S locale degli iscritti di Matera Cambia e di tutti coloro che in questi giorni stanno aderendo al M5S.
Il mio rifiuto della candidatura in Parlamento A seguito delle elezioni “parlamentarie” interne, sono risultato persona candidabile alla Camera per il M5S e per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e che hanno comunque scelto di particpare. Le  parlamentarie sono state un primo importante e apprezzabile esperimento di votazioni interne online, anche se le adesioni non hanno corrisposto alle aspettative e la trasparenza dei dati è risultata essere inspiegabilmente un tabù. Ho però deciso di rifiutare tale possibilità di candidatura a seguito dei gravi fatti emersi alla ribalta nazionale negli ultimi giorni: la “sospensione” della democrazia interna, implicitamente ammessa da Beppe Grillo, nel suo ultimo video‐comunicato dell’11 dicembre scorso e le conseguenti ulteriori “epurazioni”, dopo quelle dei gruppi di Ferrara e Cento e di Tavolazzi, dei consiglieri eletti Favia e Salsi. Fatti e decisioni che non trovano alcuna giustificazione nelle regole previste dal “non‐statuto” del M5S e che contrastano con il senso apparente di quanto mi era stato appena assicurato. Dunque, per quanto mi riguarda non ci sono le condizioni per poter accogliere serenamente una decisione così importante come quella di accettare di candidarsi per il Parlamento. Mi auguro che si torni alla visione originaria del M5S, ognuno vale uno, motivo essenziale per cui centinaia di migliaia di italiani hanno deciso di aderirvi. Gli italiani non hanno bisogno di ulteriori sospensioni della democrazia. “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.” (art. 4 del “NonStatuto”) Fonte: http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/RegolamentoMovimento5Stelle.pdf
Il mio impegno futuro Continuerò la mia attività nel M5S, cercando di portare al centro dell’attenzione della politica locale questioni solo apparentemente relegate al piano nazionale. Il recupero delle sovranità (politica, economica, fiscale, monetaria) del nostro Paese è condizione essenziale per poter realizzare efficaci politiche di risposta alla “crisi” delle economie locali (famiglie e imprese). Se il  Paese ha le mani legate, né le Regioni né i Comuni possono da soli risolvere i loro problemi. Bisognerebbe partire da queste considerazioni. Nel mese di aprile organizzerò a Matera, insieme a tutti coloro che vorranno liberamente collaborare, un incontro sulla questione Euro con il Prof. Alberto Bagnai, Professore Associato di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Pescara, autore del blog www.goofynomics.it, che ha recentemente pubblicato un libro dal titolo “Il tramonto dell’Euro”. Spero che tanti miei concittadini vorranno fare uno sforzo per superare la retorica del “lu
ogocomunismo”. Non vedo altra via di uscita."



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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