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28/08/2012 17.32.52 - Articolo letto 7425 volte

Commento al libro ”elogio dell’imbecille” di Pino Aprile

"elogio dell´imbecille" di Pino Aprile "elogio dell´imbecille" di Pino Aprile
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Nota di Francesco Vespe
Matera "Questa  estate l’ho dedicata alla lettura del libro di Pino Aprile: “Elogio dell’imbecille”. Non nascondo che il suo libro “Terroni” mi ha fulminato sulla via  di Damasco due estati fa. E da allora divoro tutte le sue opere     che mi fanno puntualmente compagnia sotto l’ombrellone. Sono libri che ci dicono cose mai banali. Questo porta avanti la tesi, al limite del paradossale, che l’uomo, affermatosi nella dura lotta per la sopravvivenza grazie alla sua intelligenza, oggi  non abbia più bisogno della sua materia grigia che,  al contrario,  non sembra essere più utile per garantire la sua continuità evolutiva. Anzi nociva! A dimostrazione della sua tesi porta prove apparentemente decisive con le quali (crede) di mettere in difficoltà un filosofo amico di Konrad Lorenz. La cosa però più paradossale è che fa l’elogio dell’imbecille giustificandolo con il fatto che ormai è prevalente per l’uomo non  più l’ evoluzione naturale ma quella culturale. Ormai la vita, le norme ed il suo stesso sviluppo anche biologico sono sempre più legati ad elementi storico-culturali che si intrecciano in modo a volte inestricabile con quelli naturali. Già questa prima evidenza rimarcata da Aprile ci fa intuitivamente sospettare che  forse , a maggior ragione, oggi è  poco saggio abbandonare l’uso della nostra cara materia grigia.  Fra l’altro molti esempi e casi che l’autore fa circa il trionfo dell’imbecillità fanno parte in verità  di strategie intelligenti per evitare o risolvere problemi drammatici ben espressi fra l’altro dal leggendario ed aulico detto popolare “fa il fesso per non andare alla guerra!” Dopo queste premesse vorrei esprimere due obiezioni alle sue tesi, forse troppo debolmente e troppo gentilmente contestate dal suo interlocutore filosofo. Una prima considerazione riguarda la sfera morale. Ignora nel suo argomentare che l’uomo non  è fatto solo di un impasto di elementi naturali e culturali ma anche di bene e di male, di luce e di oscurità, di chiaro e di scuro, di ordine e disordine. Il male prodotto dall’uomo è stato immancabilmente accompagnato ed innescato da una straripante dose di imbecillità. Il caso Hitler, invocato solo per dimostrare un corollario della sua teoria, sta a testimoniare che il male si coniuga immancabilmente ed indissolubilmente con l’idiozia e l’imbecillità umana. Già questo ci dovrebbe far desistere dall’elevare lodi all’imbecillità che invece a mio sommesso parere va scovata e distrutta senza pietà! Se si fosse combattuta di più nella storia avremmo oggi sicuramente società e scienze più evolute.

Dal punto di vista scientifico invece l’obiezione è ancora più forte. Il suo elogio viene celebrato all’ombra della teoria sull’evoluzione naturale Darwiniana contaminata da quella culturale. In verità se si estendesse la riflessione a discipline scientifiche che  studiano i mattoni dell’universo e della convivenza umana, al di là delle appariscenti architetture, si scoprirebbe non solo che abbiamo ancora estremo bisogno della nostra intelligenza, ma che essa è via obbligata per la sopravvivenza del nostro mondo. La legge sull’entropia che la Fisica ci porge ci mette in guardia sul fatto che nel nostro mondo alla fine è il disordine che finirà per prevalere   sull’ordine e sulla vita. La biologia invece ha permesso alla materia “miracolosamente” di organizzarsi ed ordinarsi secondo forme sempre più complesse e meravigliose. L’evoluzione ha adottato  l’”intelligente” strategia di dare priorità alla continuità della specie sull’individuo  per prolungare il più possibile il provvisorio dominio dell’ordine sul caos.   Tuttavia la nostra resa al caos ed alla morte è ineluttabile. Insomma per quanto noi ci affanniamo, dal nostro mondo terribile  non se ne esce vivi! Come dicevamo la biologia fino ad oggi ha imbastito strategie intelligenti, come quello della specie, per poter ritardare il più possibile la propria resa. L’apparizione dell’uomo con la sua intelligenza e la sua evoluzione culturale che ha prodotto un bagaglio straordinario di informazioni su come il cosmo funziona, può oggi invece ulteriormente allontanare il tempo della capitolazione. Anzi l’ambizione prometeica è quella di rendere eterni i tempi del proprio decadimento. Non è velleitario, grazie alla nostra intelligenza, proporsi perfino l’obiettivo di scavallare finanche la catastrofica fine del nostro sistema solare con la speranza che per quei tempi si possa  migrare verso     nuovi sistemi  e nuove Terre.  Sempre che un imbecille non schiacci prima il bottone dell’olocausto, ambientale o nucleare che sia!

Anche le società umane sono preda delle leggi entropiche delle quali l’imbecillità ne è potente strumento!   Vero e proprio virus iniettato fra gli uomini per irretire la sua intelligenza e frenare la sua corsa verso l’ ”immortalità”. Quindi nei suoi confronti non possiamo permetterci alcuna indulgenza. Va combattuta come un male, a tratti diventato “assoluto” nel corso della storia. Il problema vero è che essa, come la zizzania, cresce purtroppo confondendosi con il grano!  

Francesco Vespe"




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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