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27/06/2012 14.34.10 - Articolo letto 4864 volte

Mappa della biodiversità, Basilicata contenitore di specie rare

Cicogna bianca in libertà nella Riserva Naturale di San Giuliano Cicogna bianca in libertà nella Riserva Naturale di San Giuliano
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I risultati di Rete Natura 2000 confermano le peculiarità di un territorio che riesce a conciliare antropizzazione, tutela dell’ambiente e sviluppo agricolo
Basilicata Va bene l’antropizzazione del territorio e quindi la crescita e lo sviluppo economico, purché ciò sia fatto nel rispetto degli habitat naturali, patrimonio di specie vegetali e animali che ereditiamo dal nostro passato. Stando ai risultati del progetto per la conservazione della biodiversità Rete Natura 2000, la Basilicata rappresenta un esempio positivo di sviluppo sostenibile. Lo rivela la mappa prodotta dal gruppo di ricercatori interdisciplinari che hanno lavorato per quattro anni a un progetto fortemente voluto dalla Regione Basilicata.
Con i suoi 50 siti di interesse comunicati (Sic) e le 17 zone di protezione speciale (Zps), la regione vanta un ambito territoriale “protetto” pari al 17 per cento del suo territorio (170.479 ettari). In questo spazio la Regione Basilicata conferma una pianificazione basata su un modello di sviluppo moderno, orientato a conservare territori, saperi, culture, produrre paesaggi, cibo, reti sociali, recuperare valori. L'ottica, come ha ricordato l'assessore regionale all'Ambiente Vilma Mazzocco, è quella mettere in rete un sistema di tutela e di conservazione della biodiversità basato sulla connessione e l'integrazione dei settori che generano sviluppo sostenibile.
Tanto è emerso questa mattina, durante un’iniziativa di rilievo nazionale organizzata a Roma all’Accademia dei Lincei, dalla Regione Basilicata, dal Forum Plinianum e dall’Enea. Durante il focus, introdotto dall’assessore all’Ambiente Vilma Mazzocco, dal sub commissario dell’Enea Piergiuseppe Maranesi, e dall'accademico dei Lincei Sandro Pignatti, sono emersi risultati considerevoli nel campo della salvaguardia degli habitat. Su 27 siti monitorati, 11 tipologie di habitat sono quelli di carattere prioritario, considerati di particolare valore grazie alla presenza di specie rare: in tutta Europa ne sono state individuate 34 tipologie diverse. Solo in Basilicata, dunque, vi è il 30 per cento di tipologie di habitat individuati nel continente, su cui insiste una biodiversità da salvaguardare prioritariamente.
Gli habitat di “nuova indicazione”, cioè l’insieme di porzioni di bosco, superfici, pascoli e parchi fluviali sui quali insistono specie animali o vegetali che non erano state censite nelle campagne di monitoraggio passate, sono 123. All’interno degli habitat di “nuova indicazione” sono state individuate 239 nuove specie. Nella sola Murgia di San Lorenzo, in Val d’Agri, presa da esempio, sono state indicate specie di uccelli mai censite prima come il “Coracias garrulus” e l’”Alcedo atthis” oppure specie vegetali come la “Stipa austroitalica”.
“Il catalogo dei risultati è ampio e grazie a questa mappatura – è stato detto stamani a Roma – sarà possibile conoscere lo stato degli ecosistemi in relazione alle principali pressioni ed impatti sul territorio, la definizione di misure di conservazione e piani di gestione per minimizzare gli impatti e garantire il mantenimento degli habitat e della biodiversità, un’occasione preziosa per salvaguardare un patrimonio di valore inestimabile”.

Rete natura 2000 – La scheda
 
La Basilicata nell’Europa da tutelare
Quale principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità, Rete Natura 2000 si identifica come una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. I nodi della rete sono costituiti dai Siti di Importanza Comunitaria (Sic) istituiti ai sensi della Direttiva Habitat che, una volta sottoposti a tutela mediante misure di tutela e conservazione o specifici  piani di gestione  diventeranno  Zone Speciali di Conservazione (Zsc). A questi si affiancano le Zone di Protezione Speciale (Zps) designate ai sensi della Direttiva “Uccelli” del 2009, e che identifica porzioni di territorio che ospitano popolazioni significative di specie ornitiche di interesse comunitario.
 
Sic e Zps, sigle di un patrimonio nascosto
In Basilicata sono stati individuati 50 Sic (Siti di importanza comunitaria) e 17 Zps (Zone di protezione speciale) su una  superficie pari al 17,1 per cento del territorio regionale,  per un totale di 53 Siti Natura 2000. Tali siti rappresentano un mosaico complesso di biodiversità dovuto alla grande variabilità di ambienti presenti sul territorio lucano, ognuno dei quali custodisce un peculiare patrimonio genetico. 
 
Natura e occupazione, i 150 giovani che vi hanno lavorato
La Regione Basilicata, per questo importante progetto di monitoraggio e gestione del patrimonio naturale, ha selezionato direttamente, non delegando a terzi, più di 150 professionisti con elevate competenze, in maggioranza giovani e tutti laureati, che hanno monitorato i siti di Rete Natura 2000 in Basilicata. La Regione ha scelto di seguire direttamente le varie fasi di implementazione del progetto Rete Natura 2000, investendo sul patrimonio umano locale, sull'attivazione di un senso di appartenenza che per primo determina gli orientamenti delle politiche territoriali. Rete Natura è stato finanziato con 5,4 milioni di euro in quattro anni.
 
Il paesaggio e gli ecosistemi in una “cabina di regia”
Per l’attuazione del progetto Rete Natura 2000, metodologicamente complesso, è stato attivato un gruppo di esperti denominato “cabina di regia” costituito da ben 15 istituzioni scientifiche (Università, Agenzie ed Enti di Ricerca, Associazioni Scientifiche).
Queste rappresentano le principali competenze/discipline scientifiche funzionali allo svolgimento dell’attività progettuale che comprendono la vegetazione, il paesaggio, la fauna, la geologia, l’agronomia, la zootecnia, le scienze forestali, l’architettura e pianificazione, le scienze del mare, l’analisi e la rappresentazione territoriale.

Rete natura, Mazzocco: Basilicata preparata a nuove sfide europee
Il 2012 anno importante in vista delle decisioni sul prossimo periodo di programmazione finanziaria dell’Unione europea per gli anni 2014–2020

“Il 2012 è un anno importante per la rete Natura 2000. Non solo è il ventesimo anniversario della Direttiva Habitat e del fondo Life, ma è anche l’anno in cui saranno prese importanti decisioni per quanto riguarda il prossimo periodo di programmazione finanziaria dell’Unione europea per gli anni 2014–2020. Decisioni che potrebbero avere un impatto importante sul finanziamento della rete in questa fase cruciale del suo sviluppo”. Così Vilma Mazzocco, assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, intervenuta in occasione del convegno nazionale “Rete Natura 2000: un patrimonio da conoscere, amministrare, promuovere e difendere”, tenutosi a Roma, all’Accademia dei Lincei.
“I siti che costituiscono la Rete Natura 2000 - continua la Mazzocco - sono riserve protette, inserite nel territorio circostante e dove le attività umane non sono escluse, elementi di una rete molto più ampia in grado di assicurare importanti funzioni ecologiche locali e globali e di interagire con la matrice territoriale che li contiene. Questa nuova impostazione di sistema si integra con la strategia del Consiglio d'Europa di promuovere un approccio più comprensivo e meno parcellizzato del governo del territorio che ha portato all’adozione della Convenzione europea sul paesaggio. La definizione della Rete Natura 2000 ha comportato per l’intera Comunità Europea uno sforzo conoscitivo ed organizzativo che rappresenta un buon esempio di applicazione della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità relativamente alla gestione delle risorse naturali.
La Basilicata – ha precisato l’assessore - ha affrontato il tema Natura 2000 con un approccio di sistema e multidisciplinare, considerando tutto il complesso dei siti comunitari regionali, dotandosi di un Programma articolato in tre fasi operative. L’obiettivo è quello di costruire una infrastruttura ambientale che connetta ambiti territoriali ad elevata naturalità, per contrastare in maniera efficace la frammentazione dei territori più fragili e degli ecosistemi più rari”.

Rete Natura, Maranesi: “Enea continuerà a salvaguardare ricchezze naturali”
Per le nuove ricerche, “saranno impegnate ulteriori risorse e ci si potrà avvalere del Centro ricerche Trisaia”

L'Enea, in virtù delle conoscenze acquisite in questi quattro anni di studi in Basilicata, continuerà il suo sostegno alla valorizzazione e alla salvaguardia delle ricchezze naturali in aree particolarmente ricche, come la regione Basilicata, impegnando ulteriori risorse e avvalendosi anche del grande Centro Ricerche della Trisaia". Così il sub commissario dell'Enea Piergiuseppe Maranesi, intervenendo stamane a Roa alla presentazione di Rete Natura 2000 Basilicata.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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