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15/03/2012 8.32.24 - Articolo letto 3732 volte

All'università si discute sul ruolo dell'architettura, Matera, caso emblematico

La vita delle opere e l´incontro delle culture La vita delle opere e l´incontro delle culture
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Seminario: La vita delle opere e l’incontro delle culture
Matera La facoltà di architettura dell’Università della Basilicata, con sede a Matera, organizza un seminario di studi, sulla capacità di visione, per discutere sul ruolo dell’architettura nell’incontro delle culture di cui Matera, candidata ad essere capitale della cultura 2019, è un caso emblematico.
La storia plurimillenaria di questa città si presenta oggi come una eredità, quanto mai articolata e complessa, dove l’indicazione più significativa, per questo seminario, sta nel “cambiamento di stato” di una marginalità, ossia nella trasformazione di un limite in uno spazio di rigenerazione. In tale fenomenol’incontro tra le culture assume una posizione strategica che assegna all’architettura un ruolo progettuale, pertrasformare le barriere che dividono luoghi, culture e pratiche in nuovi spazi esistenziali e di senso.
 
Alla breve presentazione di Armando Sichenze, presidente del comitato ordinatore della facoltà, seguirà la relazione di Vieri Quilici, ordinario di composizione architettonica a Roma Tre, autore del libro La vita delle opere, una riflessione e vari pretesti sulla durata in architettura (Palombi editore, Roma 2011).
Quilici inizia chiedendosi: “quanto dura materialmente l’architettura e quanto dura il senso e il significato delle sue opere?
Quanto a lungo si conserva il senso e il significato del progetto?”
Forse l’incontro tra le culture che attraversa la vita delle opere nelle loro molteplici e talvolta imprevedibili esistenze, fornisce una delle risposte a queste domande. Un occhiello del libro tratto da Remo Bodei così recita «Le cose stabiliscono sinapsi di senso sia tra i vari segmenti delle storie individuali e collettive, sia tra le civiltà umane e la natura».
All’apertura di campo, molto vasta, di Quilici si affianca, nei lavori del seminario, la relazione del giovanissimo Ramon Rispoli che attualmente insegna alla Bau di Barcellona. Ramon, già dottore al Politecnico di Torino, si rivolge al nostro dottorato internazionale in Architecture and urban phenomenology, per illustrare anzitutto la sua esperienza dottorale. Ramon ricostruisce la trama complessa dei rapporti tra cultura architettonica italiana (da Rossi a Tafuri) e americana (MoMA, Cornell, MIT) nel corso degli anni Settanta. L’incontro, non privo tra l’altro di contraddizioni, ha il suo focus nell’IAUS (Institute for Architecture and Urban Studies) di New York, che nasce nel 1967 e si afferma, sotto la direzione di PeterEisenman, come luogo d’eccellenza della cultura architettonica del progetto.
Questo momento felice dell’elaborazione teorica dura fino agli inizi degli anni Ottanta, ed è sicuramente più ricco e intrecciato dell’“assalto al cielo” con cui si suole semplificare la linea “anticonica” del formalismo, nata dalle ricerche di Eisenman.
Dopo trent’anni sono probabilmente altri i fili e le reti connettive, come vedremo, in un mondo sicuramente più sconvolgente di allora, ma quella fase del dibattito culturale resta un nodo genealogico ancora denso di spunti problematici.
D’altra parte la fine del tempo delle Grandi Narrazioni, soprattutto europee, e lo spostamento dei centri di interesse progettuale dall’Europa ad altre aree del pianeta apre notevoli problemi, di vario genere, nel confronto tra le culture. È anche molto difficile, se non impossibile, trovare un punto di riferimento, come fu per esempio lo IAUS di NY negli anni Settanta. Perciò, muovendo da questi spunti problematici, Biagio De Giovanni, noto esponente della cultura attiva, come “italiano del sud” al parlamento europeo, a partire quindi da un osservatorio privilegiato, illustrerà lo scenario attuale complesso e soprattutto dinamico di un più generale incontro tra le culture in campo europeo. Le differenze, i conflitti, gli scambi, le mescolanze e le convivialità che movimentano e agitano la scena europea ci interrogano sul futuro dell’umanità, sulle scelte che conteranno, anche nel campo dell’architettura, nelle città e nei territori, del nord e del sud.
Abbiamo chiesto a De Giovanni, sulla base della sua notevole esperienza, di provare a disegnare un orizzonte possibile su cui proiettare il senso delle nostre attività, di concludere poi il seminario aprendo una discussione sul quadro complessivo scaturito dai lavori.
Hanno assicurato la loro partecipazione al dibattito Franco Iacono, già europarlamentare, Giovanni Longobardi, architetto e professore a Roma 3 e poi Marta Ragozzino sovrintendente e Ina Macaione architetto e professore Unibas, curatrici della mostra EX.0 CAMBIAMENTI DI STATO.

16.03.2012
ORE 16,30
 
FACOLTÀ DI ARCHITETTURA_MATERA
UNIVERSITÀ DELLA BASILICATA
AULA MAGNA
VIA LAZAZZERA _MATERA
 
Seminario 16.03.2012

 



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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