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06/02/2012 13.28.54 - Articolo letto 5819 volte

Francesco Vespe contro Miracolo Lucano e Isaia Giannetti

Estrazione del petrolio Estrazione del petrolio
Media voti: Francesco Vespe contro Miracolo Lucano e Isaia Giannetti - Voti: 2
No allo stututo speciale per la Basilicata
Matera "Sono tornato da poche ore dalla riunione che “Miracolo Lucano” ogni tanto organizza qui a Matera sul tema del Petrolio in Basilicata. Avevo incontrato pochi giorni prima il suo predicatore televisivo “pentecostano made in USA” che mi aveva aggredito verbalmente accusandomi di non sostenere il suo movimento. Così per manifestargli la mia curiosità ed interesse per il suo movimento avevo deciso di presentarmi alla conferenza. A parte l’approssimativa e lacunosa  conoscenza della storia e della cultura italiana e lucana ed il suo arrogante e fastidioso, al limite del villano, tentativo di insegnarci le sue inesattezze cognitive, molte cose del suo ragionamento che ho seguito con malcelata impazienza, poi degenerata, una volta provocato, in ira distruttiva (di questo devo chiedere scusa soprattutto  ai ragazzi presenti al sermone di Padre Isaia ai quali ho dato cattivo esempio), meritano attenzione e risposte. Al netto delle tare comportamentali e delle volgari provocazioni  il suo messaggio è stato molto semplice e ragionevole. Lui ha scoperto che le royalties del petrolio concesse al territorio lucano sono una vera e propria miseria e sarebbe il caso di chiederne un significativo aumento alle compagnie petrolifere. La cosa più interessante però, e su questo chi scrive sta inondando da anni  con articoli  e interventi giornali e televisioni, è l’aver avvertito da parte sua l’importanza di trasformare un bene effimero e volatile come il petrolio in beni e servizi permanenti. Ricerca innovazione, new economy, infrastrutture sono le monete di scambio perché il petrolio possa diventare bene durevole a dirla con il predicatore. Sono le stesse argomentazioni trattate in modo  però molto più articolato e ricco  in libri come “ La Città Possibile” scritto a più mani in occasione della campagna elettorale comunale del 2007   e “Diario di una battaglia Civile” scritto da un  anonimo Materano l’anno successivo. Tutti e due sono parto delle  edizioni Altrimedia. Sarebbe opportuno che il predicatore se li leggesse se non altro per evitare che  si  illuda di star seminando un verbo nuovo a noi poveri ottentotti. Conoscerebbe fra l’altro come e perché  è nata la sua Silicon Valley.  La cosa invece per la quale la sua predicazione diventa inaccettabile è quando ci  propina la necessità di fondare un partito localistico sul  modello dell’Union Valdotaine e di dare uno statuto speciale alla nostra Regione. Non conosce infatti che le poche cose buone sono state fatte in Basilicata quando è intervenuto un potere lontano. Al contrario quando la gestione è stata affidata ai poteri “vicini” dei quali il nostro predicatore stoltamente invoca il loro rafforzamento, sono accaduti disastri. Giusto un esempio: il meglio a Matera è stato fatto negli anni 50 e 60 quando intervenne lo Stato per far uscire i suoi abitanti dai fatiscenti Sassi e fu ri-progettata una nuova città con il concorso dei più grandi urbanisti e sociologi  del mondo. Quando i riflettori nazionali ed internazionali su Matera si spensero negli anni 80 la bella struttura urbana della città nuova è stata completamente devastata da quartieri indecenti e invivibili. Tornando alle royalties, se non ignorasse questa storia della nostra terra, “Miracolo Lucano” capirebbe che il problema dell’innalzamento delle percentuali delle royalties non risolverebbe i nostri problemi. Il vero problema è chi e come  devono essere gestite le royalties. Senza lo scioglimento di questo nodo esse finirebbero per rafforzare ulteriormente l’onnipotenza degli assessori sceicchi. Infine un freno allo sviluppo di noi lucani, autolesionisti come siamo, è la malattia dell’esterofilia che ci affligge ! Non si capisce perché a chi parla l’”italianish” o eloquio flemmatico in stile “Della Valle” si tributa credibilità, autorevolezza ed ascolto; mentre disprezzo, emarginazione ed irrisione sono spesso la moneta con la quale viene ripagata l’eccellenza locale. Il proverbio evangelico “nessuno è profeta in patria” a Matera pare che  debba essere declinato in modo ancora più restrittivo: “è severamente vietato essere profeti in patria”. In verità pochi sanno che esportiamo cervelli; mentre  imbarchiamo gli “sconfitti”. Arriva cioè gente che fuori non ce l’ha fatta a realizzarsi e che spesso viene ad accrescere il  disagio sociale e mentale nella nostra terra. Sarebbe il caso di capire veramente se questi nostri nuovi cittadini, cui tributiamo spesso aurea profetica, portino realmente valore aggiunto alla nostra comunità, oppure se sono parte di questo manipolo di immigrati che ha solo bisogno di lenire il proprio disagio psico-sociale.
Io nel dubbio preferisco a “Miracolo Lucano”,  per quanto riguarda la battaglia  delle royalties  sul petrolio, le azioni del mio amico Michelangelo Leone del quale almeno ho profonda conoscenza della sua lucida follia!   Della Mia Matera e del mio Sud permetto di parlarne male a chi ne è amante ferito non certo a chi disprezza senz’”anima”."



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




lucano doc
Il 15/02/2012, lucano doc ha scritto :
Sig. Vespe, conosco discretamente Giannetti, per niente Lei anche se, dopo la filippica esternata col suo articolo del 6 febbraio u.s., posso ritenere di sapere il suo modo di giudicare il prossimo. Di una cosa mi rammarico! Mi riesce difficile capire il motivo (almeno credo) di uno scontro tra propugnatori di idee che dovrebbero invece convogliare in una propositività unica determinata e unanime della regione dove Lei, io e Giannetti ne calpestiamo il suolo. Personalmente non pugnaleri MAI chi sta nella mia stessa trincea. Veramente poi appare colossale la  stranezza, quando si afferma che ha visto la Lucania risollevata per miracoli provenienti SOLO da lontano, dove il nostro "benessere" o meglio dire: mancato benessere lo dobbiamo al disinteressato intervento di ipotetici benefattori esterni e non di squallidi approfittatori che, come rapaci si sono avventati sul nostro povero martoria territorio, se vogliamo ricordare la storia solo degli ultimi 150anni. Eppure è persona che denota cultura e non giudicabile come "un bastian contrario" purtroppo e, non si capisce perfettamente il motivo: sembra il componente di una banda musicale che stecca paurosamente. Se Lei è veramente un LUCANO DOC non deve offendere chi, con modi diversi esterna la necessità di una Lucania migliore, oggi come ieri e si spera non domani, sotto il tallone di una "finta democrazia". Non serve giudicare se Giannetti esprime LE IDEE in un modo che a Lei non piacciono, perchè lo ritiene poco intellettuale. Sono idee e vanno solo migliorate, idee a cui mettere le gambe, idee che scaturiscono dalla necessità di una condizione che degenera continuamente, chi ha occhi e vede con quelli propri, si guarda intorno e NON POTRA' MAI DIRE, perchè sarebbe un disonesto intellettuale, definire che le poche cose buone avveratesi in questa Regione sono pervenute dal potere lontano. Se Giannetti, a cui va almeno il riconoscimento del coraggio nel gridare il disagio di questo territorio e non lo fa con i canoni da piacere a qualche effimero potente, pazienza. Affianchiamoci al suo sforzo, aiutiamolo con la nostra intelligenza, senza offenderlo con frasi del genere: "predicatore pentecostano made in USA". Lo vogliamo impiccare e bruciare in piazza come Girolamo Savonarola, perchè da profeta disarmato si mostra disgustato della corruzione dilagante che scopriamo ogni giorno fatta a nostro danno? Cosa dice Giannetti di tanto irritabile da far a sua volta irritare persone come Francesco Vespe? Chiede lo Statuto speciale della Basilicata, chiede un riconoscimento di sesta Regione autonoma e per questo va disprezzarlo o additabile alla pari di chi è dedito alla stregoneria e isolare e punire alla pari di una certa Pulzella d'Orléans che lottava per una Francia libera, denigrabile solo perchè non accetta questo secolare buio della Lucania? Lei Vespe e spero ardentemente sia portatore sano di sentimenti anche rabbiosi espressi nei confronti di Giannetti, perchè se così non fosse si capirebbe subito la provenienza del suo astio. Che Lei non condivida un progetto e, nella fattispecie, la infastidisce la possibilità della nascita di un partito " usando la sua frase "localistico" alla pari dell'Union Valdotaine, potrebbe essere un suo civile problema, se lo esprimesse argomentandolo e non rivendicando primogeniture su idee che GLIELO ASSICURO sono nel sentimento di tutti i VERI LUCANI DOC. Il progetto di Giannetti è portare la politica nella gestione del popolo e toglierlo ai finti rappresentanti politici che gestiscono da padroni. Sicuramente, sig. Vespe, queste verità le saranno scivolate sotto la sua attenzione, veda l'ultimo esempio alla regione, pare un ballo tipo quadriglia e chi si trova fuori spesso ricorre alla formula "sono indipendente con le mie idee" . Di questi indipendenti anche il Parlamento italiano, ne ha mostrato i fieri volti, salvo poi vedere dove e quando si schieravano in nome di una convinzione spesso scoperta prezzolata. Questa è il degrado della politica odierna, questa politica che Lei difende ha portato l'Italia al coma, sperando non irreversibile. Caro signore, gli altri hanno rubato ed il povero diavolo deve mettere le mani in tasca per fronteggiare una crisi di cui non ha nessuna colpa. Le pare bello noi del Sud, pagare le stesse tasse che pagano nel resto dell'Italia e fruire servizi di serie B? Un alluvione nel Veneto è stato risarcito dopo pochi mesi ed i nostri nel metapontino a quasi 12 mesi stanno ancora aspettando. Le sembra onesto che al Sud dobbiamo importare prodotti agricoli scadenti in qualità provenienti dai paesi arabi ed africani, perchè dobbiamo compensare le esportazioni del Nord. E Lei si dice non daccordo sull'autonomia della Lucania! Perchè questo suo modo di comportarsi? Concludo, pescando dalla montagna delle mie perenne incertezze, l'unica cosa di cui sono certo, con la solita frase della mia vita: perchè! Ancora uno. Noi Lucani abbiamo tanti problemi e come i capponi di Renzo ci becchiamo tra noi; Il territorio Lucano è diventata una pattumiera e noi ci dividiamo nel cretino distinguo se la spazzatura (compreso quella nucleare) proviene dalla Francia, dai territorio del Nord Italia o da altrove; se il primato dei tumori in Lucania è solo frutto di siti pericolosi: Melfi, Rotondella, Val D'Agri, oppure se questo millenario popolo lucano lo conserva nell'acido nucleico contenente le informazioni genetiche ammalate per cattiva sorte. Vogliamo alzare la testa e non tenerla china con il cappello in mano? Egregio sig. Vespe, un Giannetti, anche se parla in modo che a Lei non piace, non incide molto, peggio ancora se combattuto. Facciamo sì che di Giannetti ve ne siano a migliaia e, tutti coloro capaci e di buona leale volontà, sentano di dover dare il proprio impegno, farlo remando dallo stesso verso tale da poter ricavare di più. Lo facciano non in competizione e senza reclamare copyright, serve a poco se lo si fa per primeggiare. Sig. Vespe Le chiedo un'altro perchè, mi serve per capire meglio. Lei, in conclusione del suo articolo dice: della Mia Matera e del mio Sud, etc, etc. E', il suo, un lapsus freudiano, dove manifesta un conflitto tra l'intenzione coscente e la tendenza inconscia per un ovvio desiderio inconscio oppure è un lucido diverso segno. Io orgogliosamente lucano, sono Potentino di nascita ma nel mio cuore vi è spazio per Matera ed i rimanenti 129 comuni di questo territorio. Il dubbio amletico di quel dire "Mia Matera" a me rimane sperando che non sia volgare campanilismo alla pari di 22 giovanotti che rincorrono un pallone di cuoio in un campo sportivo.
 Antonio Bove.         


sei lucano?
Il 14/02/2012, basilisc ha scritto :
Sig. Francesco se sei Lucano come credo, allora e ora di fare qualcosa per cambiare la rotta di questa nostra terra anche se mi sembra già tardi, tutte queste iniziative sorgono per il troppo immobilismo dei nostri governatori mi sai dire che cosa funziona nella nostra regione con queste risorse a disposizione? (NULLA)
nemmeno il famoso detto (cosa vuoi più dalla vita ) potremo pronunciare di questo passo, (la regione a più alto tasso di tumori) fino a ieri era l'isola felice del paesaggio oggi una discarica totale con inquinamenti ovunque, allora ben venga Isaia
anzi 100 Isaia purchè non si rimare spettatori impotenti di questo
disastro sulla nostra pelle potremo vivere in modo migliore invece dobbiamo soffocare nella melma del reticolo clientelare
non vi è futuro ci stanno distruggendo sotto ogni aspetto possibile che ancora non ci accorgiamo di questo?
allora se sei lucano vedi di reagire a queste porcherie.
ce la possiamo fare se uniamo l'intento di cambiare.


 
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