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12/01/2012 10.45.30 - Articolo letto 7435 volte

Addio al progetto di riqualificazione di Piazza della Visitazione

il progetto di Llavador per piazza della Visitazione il progetto di Llavador per piazza della Visitazione
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Nessuno ha pensato di raccordare la nuova metro con l'ipotesi dell'architetto Llavador vincitore del concorso nel 2008
di GIOVANNI MARTEMUCCI
Matera Se dovesse essere realizzato il progetto di prolungamento della metropolitana leggera si potrà dire definitivamente addio a quello di riqualificazione di piazza della Visitazione, oggetto nel 2008, di un concorso internazionale riservato ad importanti nomi dell'architettura mondiale. L'ipotesi è concreta dal momento che nella redazione del progetto di massima per  la riqualificazione della nuova stazione Fal di Matera Centro non si è tenuto affatto conto del nuovo assetto della piazza anche in relazione al concorso di idee vinto dall'architetto spagnolo Llavador. Nessuno ha pensato di raccordare il progetto della metro con quello vincitore del concorso che dunque è destinato a rimanere sulla carta diventando l'ennesima incompiuta cittadina. Ma forse il non considerare quel progetto è una precisa scelta dell'Amministrazione dal momento che il concorso è stato bandito dall'allora giunta di centrodestra guidata da Buccico. Dunque se passa l'ipotesi del prolungamento della linea urbana della metro tramonterebbe definitivamente l'idea di ridare un volto nuovo a Piazza della Visitazione che attualmente si configura come uno spazio urbano di risulta e sulla cui riqualificazione si discute ormai da decenni. Tomas Llavador aveva vinto il concorso internazionale di idee (ad inviti) per la riqualificazione di piazza della Visitazione a Matera. Nel suo progetto l’architetto spagnolo rivoluziona l’attuale assetto della piazza che, da spazio residuale, “diventerà il nuovo luogo di rappresentanza di cui la città ha bisogno”. Elemento principale del progetto è il grande edificio che ospiterà il teatro, l’unico fuori terra, mentre l’intorno è gestito in un rapporto tra vuoti e pieni tipico dell’architettura scavata dei Sassi. La filosofia progettuale di Llavador parte da un attento studio sull’identità della città in relazione alla sua storia: l’obiettivo è quello di conservare quell’identità territoriale anche nella nuova immagine della piazza. Da qui scaturisce la distribuzione degli spazi che integra il vuoto urbano con la città esistente. Il progetto vincitore crea una nuova area di centralità urbana, un luogo di incontro e riconoscimento per i cittadini che si traduce in scelte architettoniche forti. Nella nuova piazza sparirà completamente il traffico, quindi l’attuale assetto di via Aldo Moro. Nel centro ci sarà il parco urbano con grande presenza di alberi ed essenze tipiche della macchia mediterranea. Il grande edificio che ospiterà il teatro da 1600 posti chiuderà centralmente la quinta visiva su via Matteotti, dialogando con l’edificio del Comune e del Tribunale. In questo modo Llavador delinea l’archetipo della piazza e nel contempo ricuce abilmente i brani urbani rimasti finora irrisolti. Si crea così uno spazio godibile che si sviluppa su una serie di “terrazzamenti” realizzati con una tecnologia sostenibile come quella dell’illuminazione incassata nella pavimentazione esterna. La forma dell’edificio che ospiterà il teatro si differenzia parecchio rispetto alle linee squadrate del Comune e del Tribunale: si tratta di una architettura organica che ricalca nelle funzioni l’organigramma dei Sassi. Nel progetto è stata dedicata particolare attenzione al problema della sostenibilità ambientale mentre nei rivestimenti si farà ampio uso di materiali locali. Nelle motivazioni che hanno portato alla vittoria del progetto di Llavador si legge che “significativo è lo studio della cantierabilità del processo realizzativo e della sostenibilità economico finanziaria”. Un aspetto non secondario per un’opera di queste dimensioni. Per realizzare il progetto sono necessari 24 milioni di euro ma facilmente i costi lievitano fino quasi a raddoppiare. Ma il problema evidentemente non si porrà se i fondi Pisus saranno utilizzati per il prolungamento della linea Fal. Dal canto suo l'Amministrazione Comunale precisa che il prolungamento delle Fal non pregiudica la realizzazione di un nuovo assetto della piazza "anzi l'eliminazione dell'edifico che attualmente costituisce l'ingresso della metro è il primo passo per liberare lo spazio urbano dalle superfetazioni e pensare al suo nuovo assetto".
Giovanni Martemucci



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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