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25/11/2011 18.16.25 - Articolo letto 3383 volte

Open Days, Pittella: Matera 2019, una sfida per tutto il Sud

Open Days 2011 a Matera Open Days 2011 a Matera
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Giornata tutta materana per il vertice del Parlamento europeo
Matera Giornata tutta materana per il vertice del Parlamento europeo, in città per partecipare agli Open Days, la manifestazione organizzata dalla Regione Basilicata, dal Po Fesr con il supporto del Comitato Matera 2019 e dedicata alla cultura come fattore strategico per lo sviluppo. In mattinata, Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento europeo e Doris Pack, presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo, accompagnati dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e dal direttore di Matera 2019, Paolo Verri, hanno fatto colazione, in un bar della città, in compagnia di alcuni studenti del Commerciale Loperfido, dell'Istituto industriale e del Liceo classico. "Questa, per l'istituzione europea - ha detto Pack - è una straordinaria occasione perchè ci consente di conoscere da vicino lo sguardo dei giovani su questa sfida lanciata da Matera di candidarsi a capitale europea della Cultura. Si tratta di una sfida, infatti, che deve passare necessariamente dalle ultime generazioni perchè sono loro che dovranno avere consapevolezza di questo percorso".
Gli studenti, quindi, fra un caffè e una briosche, in in clima cordiale e informale, hanno fatto domande a Pittella ed a Pack sulla situazione attuale dell'Unione europea e sul ruolo che il Sud Italia e il mondo della scuola possono avere per superare il difficle momento che sta vivendo.
Pittella, subito dopo, si è recato a Palazzo Lanfranchi per aprire la seconda giornata degli Open Days. "Noi - ha detto il vicepresidente del Pe - partiamo da una grande ricchezza presente a Matera, per trasformare la città, la Basilicata, il Mezzogiorno in una grande opportunità per l'Europa. Sta a noi istituzioni, ad ogni livello, favorire tali dinamiche e a costruire un ambiente amico dello sviluppo. Sta a noi offrire strumenti, strategie, vision, regole affinchè tali spunti offerti nel corso degli Open Days di Matera si trasformino in realtà operanti nel cuore del Mezzogiorno. Non esiste un Sud, ma esistono tanti Sud. Matera, con questa sfida, deve rappresentare quel Sud migliore, che funziona, quel Sud capace di unire alla sua ricca storia una nuova prospettiva di futuro. Questo significa anche partenariati pubblico - privato, nuovo ruolo del credito, internazionalizzazione, attrazione di investimenti. Insomma, un territorio capace di guardare avanti, ridisegnarsi, inventarsi una nuova mission dove creatività, innovazione, crescita economica possono fare da perimetro ad una nuova idea di città su cui impegnare le risorse migliori e chiamare a raccolta tutte le forze vive, produttive, sociali, universitarie, dell'associazionismo".
Due i workshop svoltosi in mattinata. Il primo "Europa 2020: l'abitare e la sostenibilità ambientale. L'apporto della creatività e della cultura alla crescita sostenibile" è stato moderato da Armando Sichenze, docente della Facoltà di architettura dell'Università della Basilicata.
"La città di Matera - ha detto Sichenze - ha avviato un cammino e, in fondo, sta già cambiando. Non passa settimana che non ci siano iniziative culturali di un certo livello. Matera è una città che produce emozioni, attrazioni, sensibilità, esperienze. Ma dove produce? Qui e nel mondo. Attraverso l'eterotopia, l'unione di cose che apparentemente non stanno insieme, è possibile raccontare la nostra città e quello che sta accadendo".
Cose che apparentemente non stanno insieme, come l'artigianato e la cultura digitale. Di artigiani del digitale ha parlato Andrea Granelli, Ceo di Kanso, che si è soffermato sul concetto di cultura: "La cultura è di per sè un oggetto di valore che nasce da diverse fonti. La fonte di ispirazione, ad esempio, ma anche la fonte come sperimentazione. Ci può essere una via italiana alle città fatta di tecnologia e di creatività. La vera sfida è quella di trasformare le polarità, le contrapposizioni, in strumenti di crescita".
Subito dopo sono intervenuti Marina Wallace, dell'università delle arti di Londra, che ha illustrato i suoi progetti in cui arte e scienza si contaminano per offrire un nuovo sguardo sul mondo, e Rocco Colangelo, presidente della Società energetica lucana. Colangelo, in particolare, si è soffermato sul rapporto fra Europa e la Basilicata. "L'idea dell'Europa ha rappresentato per la Basilicata una via d'uscita dalla secolare marginalità. Fin quando l'idea di Europa è stata forte, la Basilicata ha espresso concretamente una straordinaria azione di rinnovamento e di avanzamento. La curva discendente degli ultimi anni è stata dovuta non solo alla crisi economica globale, ma anche e soprattutto all'indebolimento delle politiche europee".
Infine, Giuseppe Bianco, del centro spaziale di Matera, ha illustrato le attività dell'Asi, mentre Pietro Laureano, del Comitato scientifico Matera 2019, ha espresso la necessità di "recuperare la doppia personalità di Matera per costruire un futuro sostenibile. Dentro la nostra storia ci sono i segreti per un futuro migliore".
Tema del secondo workshop "Europa 2020: nuovi spazi per la cultura". A moderare l'incontro Antonio Calbi, del comitato scientifico di Matera 2019. "L'arte - ha detto Calbi - è sempre legata alla tecnologia. Gli spazi non sono sempici contenitori, ma sono soprattutto portatori di senso. Dobbiamo affrontare la sfida che abbiamo davanti muovendo la forza che ci arriva dal passato. Non ci servono eventi, ma produzione culturale capace di rimettere al centro il Sud geografico, ma anche il Sud del pensiero, il Sud dell'anima".
Subito dopo sono intervenuti Ada Arduini, che ha illustrato la rete europea di luoghi della cultura nati in spazi di archeologia industriale, e Giovanni Padula, CityO, che ha illustrato progetti di centri culturali rimasti vuoti e privi di contenuti. "Prima di realizzare metri quadrati - ha detto Padula - occorre sapere cosa fare e il primo compito di Matera 2019 è quello di immaginare innanzitutto cosa metterci dentro". Marta Ragozzino, Soprintendente per i Beni storici e artistici della Basilicata, si è soffermata sull'importanza dei musei come leva strategica per la rigenerazione urbana. "Ma occorre che i musei, come stiamo facendo noi con Palazzo Lanfranchi, diventino una casa di tutti, capaci di vivere. In questo modo siamo passati da 10 mila a 20 mila visitatori all'anno".
A chiudere la prima giornata l'architetto Tonio Acito, che ha presento i cinque contenitori della creatività realizzati nell'ambito del progetto "Visioni urbane" della Regione Basilicata, e Emmanuele Curti, dell'Università della Basilicata che ha rilanciato la proposta di utilizzare i borghi agrari, come Taccone, in spazi museali vivi, in luoghi della produzione culturale.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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