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25/11/2011 18.13.00 - Articolo letto 4059 volte

Giornata contro la violenza sulle donne, l'intervento di Nunzia Antezza, presidente commissione politiche sociali

Molestie Molestie
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Costruire nuovi rapporti di genere
Matera "Abbiamo lavorato in Commissione Politiche Sociali per preparare i lavori di questo importante Consiglio anche in ossequio al solenne appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Appello che da questa sede rilanciamo nel suo alto contenuto, offrendo la nostra riflessione, alla comunità materana, alle sue associazioni, alle sue istituzioni per fare della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne non soloun momento di comune e concreta riflessione, ma, anche una linea di azione per la promozione della cultura, del rispetto, delle parità e dei diritti delle donne". Lo ha detto Nunzia Antezza, presidente della commissione consiliare alle Politiche sociali, nel corso del suo intervento al Consiglio comunale di Matera dove stamane si è discusso l'unico punto all'ordine del giorno "Giornata contro la violenza sulle donne".
"Parto dalla considerazione - ha continuato Antezza - che la violenza usata rappresenta l’aspetto più drammatico di una violazione dei diritti umani e di una riduzione dell’opportunità di vita delle donne. La donna che lavora deve garantire la "doppia presenza". Questa doppia presenza la realizziamo a prezzo di enormi sacrifici.Noi donne dobbiamo acquisire la complessa e difficile capacità di abitare mondi molto diversi e logiche temporali assai differenti tra di loro. Questo transito è tanto più difficile al Sud Italia dove i servizi per la conciliazione, sono, dove più e dove meno, carenti.
Dico questo sapendo che la situazione sta migliorando. Resta presente il divario di genere nella rappresentanza politica che non tende affatto a diminuire, anzi. Così come nella conduzione delle imprese, anche, se la Basilicata ha numeri abbastanza buoni nello sviluppo dell’impresa donna. Come dice l’odg, prodotto per l’odierno consiglio, desideriamo sottolineare la necessità di tener alta l’attenzione sul tema della violenza di genere per promuovere una cultura del rispetto della dignità femminile. Desidero innanzitutto ricordare un po’ di storia.
Ricordare che, solo trent’anni fa, nel 1981, non vi erano gli strumenti giuridici di tutela che oggi abbiamo contro la violenza.
Oggi non è più così, grazie alla battaglia delle donne e dei progressisti che portò all’approvazione della legge 442 del 1981, legge che, dopo quella sul divorzio, sul nuovo diritto di famiglia e il referendum sull’aborto, cancellò l’articolo 584 del Codice Penale e, con lui, il cd «delitto d’onore». Ma il fenomeno della violenza di genere, superato in parte dal punto di vista legislativo,ancora oggi appare in tutta la sua drammaticità.
Le donne uccise in sei anni sono state 650. Negli ultimi due anni le donne uccise costituiscono l’82% delle persone uccise. Ricordo anche che nel 75% dei casi di omicidio ci sono state precedenti  violenze dell’uomo sulla donna. Inoltre se si pensa che delle donne che subiscono maltrattamenti solo il 18,2% considera la violenza subita in famiglia un reato e il 45,2% di chi subisce violenza dal partner attuale non ne parla con nessuno.
Ciò è molto grave e fa emergere che il fenomeno della violenza è molto più diffuso di quanto si sappia, considerando anche che circa il 90% delle violenze causate da un partner non viene denunciato.
Di fronte a queste considerazioni è opportuno qualificare ulteriormente, anche, le iniziative dedicate all’ordine e alla sicurezza.
Perciò il Consiglio comunale ritiene indispensabile contrastare la violenza contro le donne assumendola come priorità culturale e richiama l’attenzione della città e delle sue istituzioni sulla necessità di: 
fornire aiuti alle vittime a tutti i livelli (giuridico, sanitario, psicologico, professionale e finanziario);
creare sezioni specializzate presso i Tribunali ( con competenze civili e penali)dedicati alla lotta contro la violenza di genere;
implementare un sistema che consenta meccanismi facilitati per impedire la diffusione di pubblicità sessiste e discriminatorie;
progettare interventi formativi di sensibilizzazione all’uguaglianza e contro la violenza di genere e sostenere l’importanza dell’educazione  all’affettività e alla relazione nei programmi scolastici e sui luoghi di lavoro pubblici e privati;
potenziare i centri antiviolenza che aiutano le donne in difficoltà, (anche utilizzando appositi bandi ministeriali o comunitari);
 
Penso che noi donne presenti nel consiglio, insieme ai colleghi, dobbiamo impegnarci perché il  parlare di politica delle donne riguadagni il senso e la centralità che merita.
Soprattutto per quanto riguarda la ricerca di momenti e di linguaggi comuni tra esperienze, generi e posizioni politiche diverse.
 
Che questo nuovo modo di essere in politica e nelle istituzioni anche a Matera rivitalizzi le associazioni femminili potendo contare sulle azioni che l’amministrazione intende avviare per dare valore e forza alle donne ed al loro contributo per lo sviluppo di questa nostra terra.
 
Un impegno di lavoro essenziale in un momento di così grande frammentazione sociale. Un impegno delle donne basato su una autonomia autentica, ma, non di autosufficienza, che rafforza la ricerca di trasversalità e sinergie attraverso il rispetto e l’ascolto reciproco.
Ripartire dal ricco e articolato mondo delle donne, capace di migliorare il dialogo tra i generi e quello tra le generazioni.
Invochiamo una gestione politica che sappia valorizzare le differenze in modo da unire la società materana e non dividerla.
Perciò dobbiamo saper parlare in modo nuovo di autodeterminazione, della condivisione dei lavori di cura e della gestione famigliare, del lavoro e della sua precarietà, della salute, della necessità di sviluppare i servizi e di renderli sostenibili.
Con e insieme agli uomini dobbiamo saper parlare di come ridurre la violenza presente nelle relazioni tra i generi prodotta, spesso, dal carico di negatività ancora presente nella cultura maschilista e veicolato dai mass-media più attenti all’immagine che al messaggio.
Concludo ringraziandovi dell’attenzione e con l’impegno a costruire in città una nuova fase nei rapporti di genere e di generazione, attraverso un piano di lavoro che possa essere pienamente condiviso e quindi realizzato, tutti insieme.

Nota del consigliere del PD Bruna Rondinone
"Impariamo a riconoscere la violenza che viene esercitata sulle donne a qualunque livello e soprattutto tra le mura domestiche , quella che
viene percepita nello spirito , nella mente e sul corpo delle donne. Ad esercitarla non è come spesso si pensa un soggetto affetto da disturbi psichici o del comporartamento, ma un uomo qualunque  uno di noi che ce l'ha nel suo Dna, e che contestualmente colpisce non solo la donna, ma da atto ad una violenza assistita esercitata sui figli. Sono daccordo con l'OMS quando definisce la la violenza sulle donne come un problema di sanità pubblica per le implicazioni strettamente mediche e di impatto sociale che questo fenomeno provoca, basti pensare alle implicazioni sulla salute mentale  che spesso accompagnano chi subisce tali violenze. E' compito di tutti noi far sì  che vengano tutelati i diritti e rispettate le intelligenze delle donne a tutti i livelli".



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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