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12/09/2011 9.12.34 - Articolo letto 3822 volte

Il Dipartimento universitario a Matera va costituito senza indugi

Università di Matera (foto Gianni Cellura) Università di Matera (foto Gianni Cellura)
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Si torna a parlare dell’ateneo materano dell’Università di Basilicata
Matera Con scadenze periodiche si torna a parlare dell’ateneo materano dell’Università di Basilicata. Questa volta non è in discussione la realizzazione delle strutture del Campus Universitario che  ricordiamo sono in fase di realizzazione nell’area del vecchio ospedale. E’ in fase di riqualificazione il padiglione Plasmati, un totale di 13.000 mq circa, in cui saranno realizzate le aule, i laboratori, gli uffici, gli studi e i servizi,  utilizzando 18 milioni di euro provenienti dall’ art.28 legge Reg. Bas. n.5 del 27.1.2005 che ha assegnato all’Università di Basilicata un totale di  24,6 milioni di euro dai fondi FAS delibera CIPE n.20 del 20 settembre 2004 per interventi infrastrutturali per Macchia Romana e alla realizzazione del Campus Universitario nell’area  ex ospedaliera di Matera.  A breve partiranno anche i lavori di ristrutturazione del padiglione Stella(12 mln di euro tra fondi regionali e fondi MIUR)  in cui sarà realizzata la  Casa dello Studente con residenze, biblioteca, impianti sportivi e mensa. Infine sarà riqualificata l’intera area con una previsione di ulteriori 7 milioni di euro con altri impianti sportivi ed un parcheggio sotterraneo. Un intervento infrastrutturale  in cui la Regione Basilicata ha profuso e sta profondendo un notevole impegno finanziario. Ci auguriamo che l’intervento proceda celermente, senza ulteriori intoppi e perdite di tempo e rispettando la scadenza dichiarata dall’assessore Rosa Gentile del 13 aprile 2013. Ricordiamo inoltre la legge regionale n.12 del 24/7/2006 per il “Sostegno all’Università degli Studi di Basilicata per la promozione di uno sviluppo regionale di qualità” modificata con legge regionale n.34 del 30/12/2010 che  stanzia 30 milioni di euro per il triennio 2010/2012, che prevede inoltre un impegno dodecennale 2011/2022 in via di elaborazione  e successiva approvazione che impegnerà la Regione in un sostegno di lungo periodo del programma di riorganizzazione dell’Università di Basilicata. Infine ricordiamo  l’Accordo di Programma sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’Università di Basilicata e dalla Regione Basilicata, finalizzato al miglioramento della qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionali, a ottimizzare l’utilizzazione delle strutture e delle risorse, nel rispetto dei principi ispiratori della recente riforma di cui all’art. 1 della Legge 240/2010 e delle finalità e obiettivi delle legge n.12/2006 e s.s.m. della regione Basilicata. Un impegno finanziario e politico di tutta la comunità non indifferente.   
La legge 240 del 2010  di riforma dell’università prevede all’art. 2 (Organi e articolazione interna delle università) comma 1 “Le università statali, nel quadro del complessivo processo di riordino della pubblica amministrazione, provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare i propri statuti in materia di organizzazione e di organi di governo dell’ateneo… ecc.”. Sull’aspetto dell’organizzazione la legge prevede la istituzione dei Dipartimenti con autonomia amministrativa e contabile, con funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative e a favorire la dimensione internazionale delle attività di ricerca e di formazione. Sul sito dell’Università di Basilicata è pubblicato la bozza del nuovo Statuto dell’università in cui all’art. 1 comma 4 è scritto che l’Università ha sede legale a Potenza e persegue i medesimi obiettivi nelle sedi amministrative di Matera e di Potenza.
L’Ateneo materano ha dimostrato in tutti questi anni di avere grandi capacità trainanti e attrattive per un vasto bacino di utenza che non è solo provinciale ma che coinvolge i grossi comuni della vicina Puglia e i numeri e i risultati lo dimostrano in maniera evidente e inequivocabile. Per tutti i motivi che sono stati evidenziati la città di Matera non può essere priva di quelli che oggi la nuova riforma chiama Dipartimenti, che rappresentano il fulcro fondamentale dell’Ateneo, centri che gestiscono la didattica, la ricerca e tutto quello che compete la reale azione universitaria che ricade sugli studenti e sulla crescita culturale ed economica del territorio. Matera, per il suo ricco patrimonio artistico, culturale, storico e archeologico e avendo alle spalle un esempio unico di laboratorio di urbanistica che può essere recuperato e rivitalizzato con la presenza  della facoltà di architettura, rappresenta le sede naturale di un dipartimento di architettura, beni culturali e del paesaggio.Le ultime preoccupanti notizie, riportano alla ribalta questa volta il problema del riassetto organizzativo e dei contenuti dell’Università di Basilicata e, in particolare e specificatamente, il destino del polo Materano. I dipartimentiad oggi, da quelle che sono le proposte progettuali in discussione, sono cinque per la sede di Potenza e uno per la sede di Matera. Proposte che potranno dare nuovo ed equilibrato impulso alla nostra università, annullando, finalmente e definitivamente, le eccessive, e inspiegabili disparità riscontrate sino ad oggi tra le due sedi.
La decisione spetterà al  Senato Accademicoche è composto dai seguenti docenti:Prof. Michele Perniola, Prof. Faustino Bisaccia, Prof. Ignazio M. Mancini, Prof. Pasquale Frascolla, Prof. Onofrio M. Di Vincenzo, Prof. Gianpaolo Ricciardi, Porf.ssa Caterina Di Maio, Prof. Francesco Panarelli, Prof. Andrea Rando, Prof. Carmine Serio, Prof. Giansalvatore Mecca, Prof. Severino Romano, Prof. Luigi Stanzione, Dott. Valerio Tramutoli, Prof. Cristos Xiloiannis, Prof. Vitantonio Copertino, Prof. Francesco Sdao, che entro fine mese dovrà approvare, e noi ci auguriamo all’unanimità, i sei progetti di costituzione dei dipartimenti, mostrando senso di responsabilità per uno sviluppo equilibrato e imparziale dell’Università di Basilicata. Le prossime settimane rappresenteranno un passo importante per il vero decollo e il futuro della sede Materana. Come associazioni seguiremo con estrema attenzione gli sviluppi della situazione monitorando e divulgando tutto ciò che accadrà in positivo o in negativo. Ci rivolgiamo al Rettore Prof. Mauro Fiorentino, che  ci risulta essere convinto della costituzione del dipartimento nell’ateneo materano, di profondere tutte le energie e l’autorità che gli competono per il raggiungimento del risultato annullando e superando qualsiasi ostacolo e opposizione, da chiunque e da qualunque parte vengano posti e sollevati. Il suo ruolo è determinante.
Dato l’enorme impegno finanziario, politico e della società civile  profuso per la realizzazione del campus, il dipartimento è il naturale corollario alla realizzazione di un ateneo universitario materano di qualità. Non raggiungere il risultato della sua costituzione  rappresenterà per Matera, per l’intera provincia e per il territorio un danno economico consistente e  un ostacolo ad una crescita culturale qualificata e ricca di opportunità. Tutti i componenti del Senato Accademico non sono avulsi ed estranei  rispetto alla  comunità in cui operano e si assumono, quindi, una grossa responsabilità. Pertanto verrà chiesto loro pubblicamente di render conto e motivare le proprie decisioni.
Come associazioni proclamiamo sin da ora la nostra mobilitazione.
Infine ci rivolgiamo al presidente della Regione Vito De Filippo, ai Consiglieri regionali, ai Parlamentari lucani, al Presidente della Provincia di Matera Franco Stella, al Sindaco di Matera Salvatore Adduce, ai Consiglieri comunali e provinciali di Matera, ai Sindaci della Provincia di Matera di intervenire in maniera determinata sulla vicenda.
 
CITTA’ PLURALE
LEGAMBIENTE
AIART Associazione Spettatori Onlus Matera
ASSOCIAZIONE LIBERA
ASSOCIAZIONE SUIGENERIS
ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA
MUTAMENTI A MEZZOGIORNO



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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