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10/09/2011 12.00.49 - Articolo letto 4801 volte

Continui disturbi alla quiete pubblica ed al riposo notturno

Sassi di Matera Sassi di Matera
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I disagi nel centro storico e nei Sassi sono avvertiti anche dagli ospiti delle strutture ricettive
Matera Da parte di numerosi residenti in diverse zone del centro storico sul piano e nei Sassi viene sollecitato l’intervento delle nostre associazioni per porre termine ad una situazione non più sostenibile per loro a causa dei continui disturbi alla quiete pubblica ed al riposo notturno, provocati in particolare da schiamazzi di avventori utenti degli spazi attrezzati all’esterno di numerosi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande,  a cui si aggiungono spesso rumori  prodotti da musica live o dall’impiego di strumenti sonori collocati sia dentro che fuori dei locali in questione.
I residenti lamentano che detti fenomeni, estremamente  fastidiosi, che mettono a serio repentaglio la loro salute, si protraggono nelle ore notturne anche fino all’alba.
I residenti, pur comprendendo le giuste ragioni degli operatori economici per un corretto svolgimento delle attività di questi ultimi, nondimeno ritengono che vadano rispettati di pari merito i loro vitali diritti ed altresì l’immagine stessa di una Città che vuole qualificarsi città d’arte e di cultura internazionale.
I disagi sopra riferiti, segnalati dai residenti nel centro storico e nei Sassi, sono avvertiti con fastidio anche dagli ospiti delle strutture ricettive, a partire da quelle numerosissime di “b&b”, presenti in particolare in dette zone, e potrebbero indurli a non prolungare la permanenza in Città, rendendo così vani tutti i buoni propositi di contrastare il turismo mordi e fuggi.
L’impressione che ricavano visitatori e turisti è  quella di   trovarsi in un contesto di vita urbana  contrassegnato molte volte dal mancato rispetto delle norme, dalla deficienza nella cura del decoro e della buona disciplina civica, nonché dall’assenza di vigilanza e di sanzionamento per chi non rispetta le disposizioni.
Si pensi, ad esempio, al caos creato dall’impazzire del traffico automobilistico che assale i varchi di accesso al centro storico allorquando i vigili sospendono il loro servizio dopo le 22,00 nei giorni pre e festivi ed al contestuale parcheggio selvaggio nelle piazze e vie cittadine (per non dire della situazione dei Sassi, dove piazze, slarghi e marciapiedi sono in più punti completamente invasi da automobili); o al mancato controllo della taratura della strumentazione sonora; o alla mancata disciplina dell’occupazione degli spazi pubblici relativamente al posizionamento dei tavolini e strutture mobili; al mancato rispetto della disciplina relativa alla pulizia degli spazi pubblici al termine dell’attività lavorativa quotidiana; alla mancata conformazione a standard di qualità delle strutture mobili all’aperto nel rispetto del valore urbanistico e paesaggistico dei luoghi, ecc.).
Si potrebbe continuare a segnalare altre deficienze nei comportamenti di esercenti (con particolare attenzione alla civiltà dell’accoglienza e al contenimento dei prezzi), cittadini e poteri pubblici, ma quanto prima evidenziato  è già molto eloquente nel richiamare l’attenzione per il rischio che ne potrebbe derivare per il rilancio dell’offerta turistica di qualità e per la stessa candidatura di Matera per l’appuntamento tanto reclamizzato del 2019. La Cultura di una città è espressa innanzitutto dalla civiltà dei comportamenti privati e collettivi dei suoi abitanti e dal decoro dei luoghi pubblici affidato alla premura dei suoi abitanti e alla vigilanza delle pubbliche istituzioni locali.
Quindi gli stessi operatori economici dovrebbero avvertire la necessità di fissare regole da rispettare rigorosamente e di imporsi comportamenti di autodisciplina, che potrà essere supportata da una  ordinanza sindacale che tutti si impegneranno a rispettare, anche in considerazione di quanto disposto dall’art. 659 CP che sanziona pesantemente, anche con la reclusione, quanti disturbano con schiamazzi o rumori emessi da strumentazione sonora il riposo notturno. I pubblici esercenti dovrebbero in tal senso farsi carico di invitare gli utenti ad un civile comportamento.
In vista dell’auspicata emanazione di una sua nuova ordinanza si imporrebbe una convocazione da parte del Sindaco di una riunione per esaminare la questione con la partecipazione di rappresentanti  di prefettura, forze dell’ordine, polizia municipale, associazioni degli esercenti, dei residenti (inquilini e proprietari), dei consumatori e delle associazioni civiche.
Il Comune intanto dovrebbe da parte sua verificare le possibilità di prolungare il servizio di vigilanza nelle ore notturne della polizia municipale, essendo Matera città d’arte e di cultura e prestigiosa località di turismo internazionale. A parere delle scriventi associazioni il Comune dovrebbe inoltre riprendere le disposizioni dell’Ordinanza del Sindaco Minieri n.14 del 5.2.2002 peraltro mai abrogata.
Infine le medesime associazioni invitano il Sindaco di Matera a concordare con la Prefettura le modalità più opportune per fronteggiare il problema della vigilanza che l’attuale orario di servizio della polizia municipale non è in grado di garantire nelle ore notturne stanti le note carenze di bilancio.
Va tuttavia sottolineato che oculate politiche di bilancio,  attente alla rilevanza economica del turismo per la città, dovrebbero vedere le forze politiche e sociali convergere nel trovare i mezzi finanziari per assicurare la vigilanza notturna così come avviene in molte città d’arte e di cultura e in molte località turistiche.

p. Diritti di Cittadinanza Angelo Bianchi
p. Fed. Prov. Federconsumatori Giuseppe Cotugno
p. Fed. Prov. Sunia Franco Casertano
p. Apu Domenica Rienzi
p. Assocasa  Giovanni Tortorelli
p. APPC Valerio Appio




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




Adesso vi lamentate ?
Il 10/09/2011, tony ha scritto :
Nell'italia dove si rispettano le leggi i problemi come quelli enunciati nell'articolo sono risolti ancor prima che si presentino.
Esiste una legge quadro sull'inquinamento acustico: la 447/95, peccato che nella nostra città quasi nessuno ne conosca l'esistenza..(specie nelle istituzioni). Eppure basterebbe davvero poco per far convivere luoghi di divertimento e aggregazione con strutture più inclini a favorire la quiete...

 
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