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05/03/2009 22.12.57 - Articolo letto 6169 volte

Al via la seconda fase del Corso “I.C.T”

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Continua la formazione avviata la scorsa estate per i giovani di Maputo
di ANTONIO TRICASE
Matera

Tre volontari dell’Associazione Basilicata Mozambico “Padre Prosperino Gallipoli” sono in procinto di partire alla volta di Maputo, Mozambico, per dare vita alla seconda fase del Laboratorio di fotografia, video ed elaborazione digitale delle immagini, ideato dall'architetto materano Roberto Galante e avviato nel mese di luglio dello scorso anno.
Il Laboratorio è parte integrante del Corso “ICT - Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione”, che si innesta su una serie di iniziative finanziate nel quartiere di Hulene, a Maputo, dalla Onlus Basilicata Mozambico nell’ambito del progetto “Mamma discarica”, pensato da Padre Domenico Mirizzi, prosecutore dell’opera di Padre Prosperino Gallipoli e referente in loco dell’Associazione.
Il comune denominatore degli interventi approntati nel corso degli ultimi due anni in seno al vasto progetto, è quello di offrire un’alternativa dignitosa a migliaia persone che quotidianamente frequentano la gigantesca discarica del quartiere, traendone ogni forma di sostentamento. Ad esempio, l’accesso al microcredito finanziato dall’Associazione, ha permesso ad una sessantina di donne, in prevalenza vedove o abbandonate dai mariti, di creare una cooperativa per l’allevamento dei polli; la scuola “P. Prosperino Gallipoli” consente a circa 180 bambini di frequentare abitualmente le lezioni e di consumare pasti regolari presso l’annessa refezione scolastica; la costruzione di piccole case ha fornito alloggi ad anziani e a persone bisognose; è stata inoltre stipulata una convenzione con l'ospedale “Polana Cannizzo” per l’assistenza medica ed è stato avviato il progetto di un Centro di salute.
A partire dalla scorsa estate, infine, 20 ragazzi, di cui 14 abituali frequentatori della discarica, 6 provenienti “dalla città”, stanno seguendo il Corso biennale di I.C.T. - Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione. Il nome scelto dai ragazzi per il laboratorio, “A Mundzuku Ka Yina - Il nostro domani”,  rispecchia tanto le aspettative dei partecipanti quanto quelle dell’Associazione, che ha inteso finanziare il percorso nell’ottica di fornire alla popolazione locale strumenti di emancipazione e di progresso, tesi a rompere l’isolamento culturale acuito dalle difficoltà di accesso alle nuove tecnologie della comunicazione.
La prima fase del percorso ha visto la realizzazione di materiale fotografico, di un certo pregio e pregnante di umanità, che documenta la vita nella Lixeira (discarica) nei suoi diversi aspetti e pulsioni, e la vita del Bairro (quartiere). Sono state inoltre effettuate riprese video sia durante le lezioni, sia per le vie del quartiere, ma sopratutto all'interno della discarica.
Se in questo primo step il lavoro si è concentrato essenzialmente sull'inquadratura e la composizione, nel secondo – che partirà il 7 marzo e terminerà il 7 maggio - l’obiettivo è quello di lavorare sulla luce e i colori. Il tema di partenza, “Le pulsioni vitali all'interno della lixeira”, sarà sviluppato a partire da un'indagine preliminare sui gruppi di danza e musicali composti dai ragazzi della discarica.
L’équipe di volontari, composta oltre che da Galante, dall’informatico materano Giovanni Battista Maragno e dal grafico romano Daniele Testa, si recherà anche a Mocuba, dove l’Associazione Basilicata Mozambico sostiene l’opera d Don Stefano Angelo Ferdinando, sacerdote nativo del luogo e rettore del Seminario diocesano di Quelimane. Nel remoto villaggio, situato nel cuore della savana mozambicana, è quasi tutto pronto per la Casa di Accoglienza “Bambin Gesù”, struttura destinata ad ospitare ragazzi di strada, mentre è già stato terminato il rustico della scuola, che, a partire dal 5 marzo, accoglierà 450 bambini della zona, non ancora scolarizzati.

Per informazioni
Tel. 328 2837440




Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
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