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04/07/2011 12.37.36 - Articolo letto 9408 volte

Prostituzione in un club privato di Matera

tre dei 4 arrestati (foto Martemix) tre dei 4 arrestati (foto Martemix)
La conferenza stampa dei Carabinieri (foto Martemix) La conferenza stampa dei Carabinieri (foto Martemix)
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I carabinieri arrestano 4 persone, anche 2 materani
di GIOVANNI MARTEMUCCI
Matera Una casa di appuntamenti a La Martella "travestita" da club privè.
Ai Carabinieri della Compagnia di Matera sono serviti meno di due mesi per ricostruire le reali attività che si celavano dietro la facciata di normale circolo privato adibito all’intrattenimento notturno adulto. Nel night club denominato “OZ”, infatti, i servizi offerti alla clientela non si limitavano a quelli pubblicizzati sul sito internet o sui numerosi volantini distribuiti (lap dance, champagneria, addii al celibato, spogliarelli), ma comprendevano anche la possibilità di consumare rapporti sessuali con le ragazze presenti all’interno.
L’attività di indagine condotta dai militari dell’Arma ha consentito di appurare che, purtroppo, proprio la mercificazione del corpo femminile costituiva la principale ragione alla base della numerosa affluenza di clienti “soci” che, specie nel fine settimana, affollavano il locale sino alle prime ore della mattina. I promotori ed organizzatori dell’attività delittuosa erano due coppie, una materana, l’altra napoletana, con compiti ben ripartiti. La coppia materana metteva a disposizione un intero immobile di proprietà, utilizzando l’ampio locale semi-interrato per l’allestimento del night e delle sue varie sale, nonché alcuni appartamenti posti ai piani superiori destinati ad ospitare la coppia napoletana e le ragazze chiamate a lavorare per più giorni consecutivi. Appartamenti che tramite la scala interna consentivano un collegamento diretto con il night. Anche la coppia materana abitava in un appartamento della palazzina, fatto che consentiva ai conviventi di avere un controllo costante e diretto su ogni movimento di persone e mezzi che si svolgesse all’interno ed all’esterno del locale e che potesse interferire con l’attività illecita. Tale controllo era agevolato anche dall’installazione di alcune telecamere, in particolare quella ubicata all’ingresso principale del night che serviva a verificare in anticipo la presenza esterna di controlli da parte dei Carabinieri e consentire di eludere gli stessi nascondendo rapidamente ogni traccia e riferimento all’esercizio della prostituzione all’interno del locale. Alla coppia napoletana, spettava invece il compito di reclutare le ragazze. In particolare la donna, G.M. in arte “Ambra”, già gravata da specifici pregiudizi di polizia, sfruttando gli innumerevoli contatti a disposizione nell’ambiente, assurgeva al ruolo di maîtresse occupandosi non solo di selezionare e far giungere a Matera le ragazze provenienti da tutta Italia, ma anche di gestirne le attività all’interno del night, decidendo le tariffe e le tipologie di prestazione, i luoghi e le modalità per i rapporti sessuali, oltre a fornire loro gli “strumenti” per la consumazione degli stessi (profilattici ed oggettistica erotica). Alle ragazze, contattate con la proposta di venire impiegate in qualità di ballerine di lap dance ed intrattenitrici, giunte nella Città dei Sassi veniva chiesto di appartarsi e prostituirsi con i clienti nelle salette privé del night, opportunamente allestite allo scopo, o all’esterno, in strutture alberghiere o in macchina in località appartate. Proprio dal rifiuto a compiere atti sessuali espresso in modo categorico da una ragazza nigeriana residente a Padova ed il conseguente pestaggio subito ad opera di due degli arrestati, coadiuvati da altre ragazze del night, è nata l’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Matera. Una pattuglia della Stazione Capoluogo, infatti, impiegata in servizio notturno di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione di furti di autovetture, notò nei pressi della fermata centrale delle F.A.L., la ragazza nigeriana in evidente stato di paura ed agitazione, con le vesti in parte strappate e sanguinante. Prontamente soccorsa, vinta la reticenza a parlare poiché intimorita di ripercussioni da parte dei suoi aguzzini, la ragazza ha raccontato la vicenda ai militari. In seguito, gli stessi Carabinieri hanno provveduto a che la ragazza fosse opportunamente medicata, nutrita e vestita, e potesse lasciare senza rischi il Capoluogo per raggiungere una località sicura. Quelle dichiarazioni hanno costituito, una volta verificatane in via preventiva l’attendibilità, l’incipit all’attività investigativa, condotta unicamente con tecniche tradizionali di indagine basate su mirati controlli del territorio, pedinamenti ed osservazione protratti per ore, ricerca di ulteriori contatti con altre potenziali fonti testimoniali, affiancati da un incessante lavoro di analisi dei dati informativi, volti a ricostruire i movimenti, sull’intero territorio nazionale, i legami associativi e le relazioni personali intercorse con tutti quei soggetti interessati perché utili, a vario titolo, alla realizzazione del disegno criminoso. L’epilogo dell’attività giunge in data 01 luglio 2011, allorquando i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Matera eseguono tre ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una in regime di arresti domiciliari nei confronti dei componenti le due coppie: F.P., anni 49, pregiudicato, S.A., anni 28, pregiudicato, G.M., anni 36, pregiudicata e F.B., anni 39, incensurata. I quattro arrestati sono responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso continuato tra loro.  La coppia napoletana risponderà anche di lesioni personali dolose in concorso. Al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso le Case Circondariali di Matera e Potenza. Le perquisizioni condotte contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti emessi dal Tribunale di Matera – Ufficio G.I.P., estese a tutti i locali in uso, hanno consentito ai Carabinieri operanti di rinvenire documentazione ed oggettistica ulteriormente probante l’attività di meretricio, oltre a sei piante di marijuana coltivata in due vasi. L’operazione trae quindi il nome dal locale stesso, richiamando allo stesso tempo il celebre romanzo illustrato per ragazzi di Frank Baum del 1900. Purtroppo, nella realtà i Carabinieri si sono confrontati con una versione negativa del Mago di Oz: non il vecchietto disponibile ad aiutare la piccola Dorothy a far rientro alla sua fattoria in Kansas, bensì un gruppo di individui votato allo sfruttamento di ragazze in eguale stato di difficoltà. Eppure qualcosa forse si poteva evincere dal regolamento del circolo dove si legge: "Il club è un circolo privato, trasgressivo, dove tutto è permesso,nei limiti del regolamento, e nulla è obbligatorio". Tutto era permesso compresso il sesso facile...
Giovanni Martemucci      



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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