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23/05/2011 0.51.59 - Articolo letto 4319 volte

I159 anni della Polizia

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Pattuglia della Polizia a Pisticci Pattuglia della Polizia a Pisticci
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Il discorso del Questore
Matera
Si celebra oggi a Matera come in tutta Italia il 159° anniversario della fondazione della Polizia.
Vicinanza, dialogo e scambio tra la Polizia di stato e i cittadini sono gli obiettivi promossi dal Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, che mirano a garantire la realizzazione di una sicurezze sempre più “partecipata” nell’intero contesto sociale.
Il compimento di un anno di attività offre l’occasione per delineare un consuntivo di quanto svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia, a partire dai dati sulla lotta alla criminalità fino ad approdare alle frontiere multimediali della comunicazione che offrono, tramite il sito istituzionale della Polizia di Stato, un dialogo in tempo reale con la società civile.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito alla bandiera della Polizia di Stato la medaglia d’oro al valor civile “per aver contribuito a mantenere alto il prestigio e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, confermando la mirabile tradizione dei valori al servizio della collettività, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della nazione tutta”.
Per consolidare il rapporto di vicinanza e collaborazione con la gente la Polizia di Stato celebra il suo 159° anniversario con lo slogan “c’è più sicurezza insieme”.
Quest’anno si celebra anche un altro anniversario, quello dei 30 anni dalla sua smilitarizzazione. La legge di riforma del 1981 ebbe un lungo iter parlamentare iniziato sin dal 1974 e che porto cambiamenti epocali nell’apparato della sicurezza italiano. Erano gli anni del terrorismo e della richiesta di una maggiore professionalizzazione per essere al passo con le sfide che quei tempi difficili imponevano.
La smilitarizzazione e la conseguente ridefinizione dei ruoli professionali costituivano già una rivoluzione nel sistema di gestione delle forze di polizia su cui si inserì anche il riconoscimento di un ruolo a tutto campo delle donne in divisa.

Il discorso del Questore

Autorità civili, religiose e militari, Signor Prefetto, Monsignor Liborio, Signori Sindaci, Signori Parlamentari, cittadine e cittadini di Matera, colleghi in servizio ed in quiescenza, sono particolarmente lieto di esprimere a titolo mio personale ed a nome della Polizia di Stato della provincia di Matera, il mio cordiale saluto ed un sentito ringraziamento per essere intervenuti qui, in questa meravigliosa terrazza che affaccia sul cuore della Murgia materana, ad onorare con la vostra presenza, il 159° anniversario che la Polizia di Stato oggi celebra in tutta Italia.
Anniversario questo, reso ancora più solenne dalla concomitanza con il 150° dell’unità d’Italia che quest’anno ricorre e che insieme abbiamo già celebrato il 17 marzo scorso.
I valori dell’unità e della democrazia che il nostro Paese è riuscito a conquistare in questi centocinquant’anni, sono gelosamente custoditi e difesi anche dalla Polizia di Stato, molti dei cui uomini eroicamente non hanno esitato a sacrificare la loro stessa vita in nome proprio di quegli ideali.
Nel primo pomeriggio odierno, in loro memoria, è stata deposta una corona di alloro al cippo eretto nel cortile della Questura per commemorare i caduti della Polizia di Stato ai quali va il nostro commosso ricordo e la nostra perenne riconoscenza.
Un’ulteriore ricorrenza si aggiunge infine alle altre ed è quella dei trent’anni della legge di riforma della Polizia di Stato, una legge, la 121 del 1981, “lungimirante e coraggiosa” coma l’ha definita il nostro capo Prefetto Antonio Manganelli che ha dato al Paese una Polizia, smilitarizzata, europea, moderna e professionale.
 
Da quasi un anno ormai ho assunto, per la mia prima volta, con grande orgoglio, l’incarico di Questore in questa meravigliosa provincia che sto imparando a conoscere ed alla quale sento già di essere  legato da vincoli indissolubili.
Lo slogan che quest’anno la Polizia di Stato ha prescelto per sintetizzare la strategia di un percorso già da molto tempo ormai avviato, è: “C’è più sicurezza insieme”.
E questa città e la sua provincia hanno saputo coniugare nella maniera migliore la filosofia che sottende a questo messaggio se è vero come è vero che anche per quest’anno Matera è stata collocata nelle classifiche nazionali nei primi posti tra le città più sicure d’Italia.
E’ un dato questo sul quale vale la pena soffermarsi per valorizzarlo massimamente con riferimento alle implicazioni sociali ed economiche che esso ha, anche in prospettiva futura.
La sicurezza è infatti uno dei principali cardini della convivenza civile e democratica, elemento indispensabile per il libero esercizio delle attività economiche e fondamentale volano per l’imprenditoria e  per il turismo, ma sopratutto propedeutica agli auspicati investimenti esterni che qui possono essere operati in totale serenità.
E non è affatto un caso se nel susseguirsi degli anni,  Matera e la sua provincia hanno saputo consolidare questo prestigioso riconoscimento il cui merito va innanzitutto attribuito alla stupenda gente che abita queste terre che, nonostante siano di fatto accerchiate da aree geografiche sicuramente, da questo punta di vista, più problematiche, ha saputo accuratamente immunizzarsi dal pericoloso contagio che pure ne poteva derivare.
Una cittadinanza dunque attenta, vigile, solerte, non disposta a subire in silenzio soprusi o sopraffazioni, che ha imparato a fidarsi e a confidarsi con il poliziotto il quale a sua volta ne è riuscito, nel tempo, a conquistare la fiducia.
Ed è in questo spirito, che anche per quest’anno, è proseguita l’attività di educazione alla legalità svolta nelle scuole primarie e secondarie per concorrere all’importante compito di formare i cittadini del domani.
Mi piace infatti pensare che al raggiungimento di questi confortanti standard di sicurezza, hanno saputo offrire un forte contributo anche le Forze di Polizia che operano in questo territorio e tra esse naturalmente la Polizia di Stato che oggi assieme, stiamo celebrando.
La squadra di donne e di uomini che vigila sulla sicurezza dei cittadini a Matera e nella sua provincia è costituita, mi sia concesso dire, da elementi dotati di elevate capacità professionali, di alto senso del dovere e di un non comune spirito di sacrificio come tra l’altro è recentemente emerso anche nelle attività di soccorso pubblico prestate durante le gravi esondazioni che hanno duramente colpito Matera e la sua provincia con particolare violenza nelle zone del metapontino.
Sono gli uomini delle Volanti e della Squadra Mobile, della Digos e dell’Anticrimine, dell’Ufficio Gabinetto e dell’Amministrativa, dell’Immigrazione, dell’Ufficio Personale, dell’Ufficio Sanitario; gli uomini della Scientifica, quelli dei Commissariati distaccati di Pisticci e Scanzano Jonico delle specialità della Polizia di Stato, prima tra tutte la Polizia Stradale di Matera e Policoro, la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni che opera con particolare perizia nei nuovi ambiti della criminalità informatica, e la Polizia Ferroviaria presente a Metaponto con un piccolo ma efficiente nucleo di uomini che garantiscono la sicurezza a bordo dei treni in transito sulla linea ionica.
Accanto a loro, con compiti altrettanto importanti per il buon funzionamento complessivo dell’apparato organizzativo opera il personale civile dell’Amministrazione dell’Interno.
A questi uomini ed a queste donne va il mio sincero ringraziamento per quanto hanno fatto e per quanto continuano a fare per garantire la sicurezza e la pace sociale di questa provincia.
E se le capacità professionali sono valse ad assicurare sempre, risposte adeguate alle esigenze che la pur complessa realtà sociale hanno proposto, credo che la chiave del successo passi anche attraverso gli eccellenti rapporti esistenti tra le istituzioni locali e tre esse e le forze dell’ordine.
Da tempo ormai la sicurezza non è più un problema delle sole Forze di Polizia ma onere condiviso anche dagli Enti Locali, Comuni, Provincia e Regione che a vario livello operano anche in questo settore  attraverso, innanzitutto, l’ottimale espletamento dei servizi di rispettiva competenza.
I Sindaci dei trentuno Comuni, e tra essi quello di Matera Sen. Adduce che per tutti ringrazio, svolgono in questo senso una preziosissima opera di governo attraverso le loro Polizie municipali sempre più coinvolte anche nelle attività di controllo del territorio, e con una crescente attenzione al disagio sociale, al degrado ed alla cura persino dell’arredo urbano, fattori che così tanto incidono nella percezione di sicurezza dei cittadini.
Sotto questo profilo desidero ringraziare anche il Presidente della Provincia Franco Stella per il patrocinio offerto alla pubblicazione di una serie di consigli per la sicurezza che da oggi sono in distribuzione alla cittadinanza, consigli rivolti in particolar modo alle fasce più deboli della nostra comunità perché una buona prevenzione passa attraverso anche la conoscenza dei rischi e dei pericoli che la vita quotidiana purtroppo ci riserva.
Ma è soprattutto la sapiente ed esperta guida che S.E. il Prefetto Giovanni Monteleone ha saputo esercitare, per la quale gli siamo tutti particolarmente grati, che ha garantito la proficua e costante armonizzazione delle risorse in campo, cosa che non sempre e non dappertutto appare così scontata.
L’efficace coordinamento dell’azione investigativa operato dalla Procura della Repubblica ha consentito di fornire sempre adeguate risposte alle sfide che la criminalità, nonostante tutto, ha voluto lanciare.
I dati statistici, al cui esame complessivo rimando per chi ne avesse interesse, ci confortano: il numero degli arresti è aumentato passando da 76 a 96, quello delle persone deferite in stato di libertà da 312 a 405.
In aumento purtroppo i furti, con riguardo soprattutto a quelli in appartamento ed a quelli in rame, materiale quest’ultimo particolarmente appetito dalla criminalità straniera, lo spaccio di stupefacenti e lo stalking.
In questo caso però non tanto per l’effettivo aumento dei casi quanto piuttosto per la progressiva emersione del fenomeno, rimasto per anni sommerso nei c.d. “numeri oscuri”, quei delitti cioè non denunciati, per timore di ritorsioni o per semplice sfiducia.
La soglia di attenzione non deve dunque mai essere abbassata.
 Basterebbe poco infatti a disperdere i soddisfacenti risultati conseguiti.
I gravi episodi purtroppo verificatisi nel corso dell’anno ne sono la drammatica testimonianza: il duplice omicidio avvenuto il 27 giugno scorso, brillantemente risolto dai militari dell’Arma dei Carabinieri; il tragico assassinio di Anna Rosa Fontana avvenuto nello scorso Dicembre con l’immediato arresto da parte delle volanti del responsabile; la cattura, ad opera della Squadra Mobile, della pericolosa banda del rame che tanto disagio aveva causato ai cittadini per l’interruzione prolungata di essenziali servizi, il sequestro di ingenti quantitativi di droga, e gli arresti per spaccio, gli ultimi della settimana scorsa, sono solo alcuni dei sintomi di  fenomeni che covano sotto traccia e che potrebbero dilagare rapidamente se venisse solo allentata l’attività di prevenzione e repressione che la Polizia di Stato esercita con il forte sostegno della comunità civile.
Al nostro fianco, in questo impegnativo compito le altre Forze di Polizia, prima tra tutte quella a competenza generale, l’Arma dei Carabinieri che con le sue numerose Stazioni assicura la presenza dello Stato anche nelle comunità più piccole. La Guardia di Finanza, che esercita la sua particolare competenza anche nel contrasto dell’evasione fiscale e dei reati della pubblica amministrazione, il Corpo Forestale dello Stato per la tutela e la salvaguardia del territorio e la repressione dei  reati ambientali ed agroalimentari, la Polizia Penitenziaria le cui proiezioni verso l’esterno degli istituti carcerari va sempre più aumentando, le Polizie Municipali che ho già ricordato per le loro molteplici e crescenti competenze e la Polizia Provinciale sempre disponibile a fornire il proprio generoso concorso anche in settori di non stretta pertinenza.
A tutti loro nei cui confronti ci lega quel rapporto di vicinanza che solo la strada sa creare, va il nostro sentito e sincero ringraziamento.
Ed è assieme a loro che abbiamo potuto garantire anche il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica nel corso delle molteplici manifestazioni, politiche, sportive, civili e religiose che durante l’anno sono state oltre 2000 e il cui peso organizzativo è gravato sull’Ufficio di Gabinetto a sulla Digos che qui sento il dovere di ringraziare. L’attenta pianificazione delle manifestazioni e la loro sapiente gestione, passata anche attraverso il dialogo costante con le parti sociali, ha garantito sempre, pur in circostanze  difficili, il libero esercizio del diritto di manifestare, in un contesto però di stretta legalità.
L’immigrazione, fenomeno ormai strutturale alla società contemporanea, anche nella nostra provincia ha registrato un lieve ma costante aumento. Infatti la comunità straniera residente a Matera e provincia conta ad oggi circa 2.800 persone, con prevalenza di albanesi, cinesi e marocchini.
Si tratta comunque di comunità ben integrate e per la quasi totalità inserite nel mercato del lavoro anche se  il disagio sociale connesso alla crisi economica in atto, ha fatto registrare, in alcuni casi, il loro coinvolgimento nei reati c.d. da strada.
 
L’Ufficio Immigrazione della Questura, preposto alla vigilanza su questo delicato settore, da un lato ha assicurato  una pronta risposta alle legittime richieste amministrative della comunità straniera abbattendo drasticamente i tempi di attesa e garantendo in alcuni casi anche l’apertura domenicale per venire incontro alle esigenze dei lavoratori stranieri, dall’altro però ne ha garantito il controllo di legalità provvedendo in 75 casi ad emettere decreti di espulsione.
 Alle nostre Organizzazioni Sindacali va il mio sincero ringraziamento per l’intelligente opera di critica costruttiva che hanno esercitato sempre volta all’individuazioni delle soluzioni migliori per contemperare le giuste esigenza del personale con le prevalenti responsabilità connesse all’esercizio dei nostri compiti istituzionali.
Ai nostri pensionati, che attraverso periodi sicuramente più difficili hanno saputo passarci il testimone dei valori di legalità e democrazia, va il mio affettuoso saluto riconoscente.
Ai rappresentanti dei mezzi di informazione, la mia gratitudine per l’attenzione riservata ai fatti di cronaca, non solo per raccontare le operazioni di servizio giunte a felice conclusione ma anche per richiamare la nostra attenzione nei confronti di quelle istanze raccolte dai cittadini delle quali si sono fatti solerti interpreti stimolando positive soluzioni.
Ed è con l’auspicio che il percorso segnato possa trovare, per il tratto a venire, positive conferme e che la legalità e la pace sociale siano valori sempre più condivisi nella città di Matera, mi avvio alla conclusione ringraziando ancora voi tutti per la cortese attenzione prestata.
Viva la Polizia di Stato, viva l’Italia.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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