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OMAGGIO A TADEUSZ KANTOR

Attivo da sabato 17 marzo 2012 a venerdì 11 maggio 2012
OMAGGIO A TADEUSZ KANTOR OMAGGIO A TADEUSZ KANTOR
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Presso le sale del MUSMA
Matera Sabato 17 marzo, alle ore 17.30, a Matera, nelle sale del MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea. Matera e, a seguire, in Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, nell’ambito dell’ormai tradizionale processo condiviso di promozione culturale della città, si inaugura la mostra Omaggio a Tadeusz Kantor. Intervengono Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, Marta Ragozzino, Soprintendente per i Beni storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, Raffaello De Ruggieri, Presidente Fondazione Zètema, Romano Martinis [fotografo], Achille Perilli [pittore], Enrico Pulsoni [scultore], Ludmila Ryba [attrice teatro Cricot 2]. Dipinti, sculture, disegni, immagini e documenti [lettere, cartoline, fotografie, manifesti, cataloghi, impaginati originali, libri, riviste] dal 1955 al 1977 allestiti al MUSMA [insieme alle fotografie di Romano Martinis relative a La poule d'eau 1969, Le bellocce e i cercopitechi 1974, La classe morta 1975] e dal 1978 al 2010 esposti a Palazzo Lanfranchi [insieme alle fotografie di Romano Martinis relative a Où sont les neiges dantan 1978, Wielopole-Wielopole 1980, Q'ont crevent les artistes 1985, Qui non ci torno più 1988, Oggi è il mio compleanno 1990], ricostruiscono la storia di Kantor e i rapporti con l’Italia, soprattutto con Achille Perilli la cui amicizia fu fondamentale per l’affermazione di un teatro nutrito alla fonte dei movimenti avanguardistici del XX secolo. La mostra ripercorre, con cadenza didattica, le vicende del Teatro Cricot 2, soffermandosi sui pittori che vi collaboravano e sulle influenze determinanti del Costruttivismo russo; mette in luce i programmi della Galleria Foksal che tra il 1966 e il 1994, a Varsavia, è in primo piano nel rinnovamento espressivo dell’arte polacca; rilegge, per mezzo di lettere, cartoline e telegrammi la lunga amicizia con Achille Perilli del quale, attraverso una selezione di disegni d’epoca, viene rinnovata la personale di Varsavia del 1969; evidenzia la partecipazione attiva di Kantor nella preparazione del numero speciale di “Grammatica” (1969) e della mostra dell’Avanguardia Polacca al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1979) in questa occasione riproposta grazie agli ingrandimenti delle foto originali della personale di Kantor; sottolinea la presenza del “Gruppo Altro” a Varsavia nel 1979, le molte mostre di Kantor in Italia e all’estero, il suo contributo allo sviluppo dell’happening e dell’installazione, il lavoro teorico svolto con la scrittura e la pubblicazione di vari manifesti, l’ampia fortuna critica. Otto tra i suoi maggiori spettacoli, dal 1969 al 1990, vengono ricomposti mediante le 224 immagini scattate da Romano Martinis, da sempre dietro al lavoro di Kantor e a quello del Gruppo Altro di cui ha fatto parte anche Enrico Pulsoni che a Matera porta uno dei personaggi de La classe morta costruito dai suoi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Fondamentale appare, in questo contesto, la passione per la pittura e l’esperienza della seconda guerra mondiale che vide Kantor quale fervente attivista del Teatro Clandestino di Cracovia, mai influenzato da teorie costituite o da legami col passato, rivolto a rappresentare il mondo rurale polacco, pullulante di immagini legate alla ritualità, alle cerimonie religiose, alla cultura cattolico-slava e ebraico-yiddish, un insieme di processioni, matrimoni, liturgie, ovvero spettacoli che la memoria trattiene in maniera indelebile. La componente autobiografica, insieme alla sperimentazione di diversi linguaggi e a un prepotente egocentrismo, costituisce, dunque, un elemento essenziale del teatro di Kantor che, trasferendola nel gruppo di Cricot 2, formato di attori professionisti e dilettanti, poeti, scultori, teorici dell’arte, persone trovate, gli consente di portare in scena la realtà. Una realtà popolata di morti vaganti, di fantasmi, di manichini, di legni spezzati, di ferri arrugginiti, di oggetti sospesi tra passato e infinito, tesa com’è a soppiantare ogni convenzione rappresentativa, a far percepire il senso di precarietà della vita, a ricreare emozioni scavate nel profondo del subconscio mediante evocazioni struggenti. In questo contesto, appare evidente il nutrimento proveniente dai movimenti d’avanguardia, il fatto di considerare tutto materia del proprio spettacolo, anche l’emballage, il collage, la performance, l’happening, l’installazione, se stesso. Per l'occasione, al MUSMA e a Palazzo Lanfranchi, sarà possibile vedere il film La classe morta, girato da Andrzej Wajda nel 1976. La mostra rimarrà aperta, nelle rispettive sedi espositive, fino all’11 maggio 2012.

NOTIZIE BIOGRAFICHE

Tadeusz Kantor nasce a Wielopole, “un paesino con una piazza del mercato e qualche vicoletto squallido”, il 6 aprile 1915. Frequenta gli studi di pittura all’Accademia di Belle arti di Cracovia dove, con il Club degli Studenti, organizza un’unica rappresentazione di teatro delle marionette ispirata a La Morte di Tintagiles, da Maurice Maeterlinck, e si diploma nel 1939. Tra i suoi insegnanti figurano Andrezej Pronaszko, uno dei maggiori esponenti del costruttivismo europeo, e Gordon Graig, al ricordo del quale è legato, durante la guerra, il fatto di ritrovarsi a fabbricare bambole. Negli anni dell’occupazione tedesca forma a Cracovia il Gruppo di Teatro Clandestino con cui mette in scena Balladyna di J. Słowacki e Il ritorno di Ulisse di S. Wyspiański dove compare per la prima volta l’idea dell’oggetto povero “del più basso rango”. Inizia l’attività di scenografo, che si protrarrà fino al 1963. Nel 1947 è in Francia con una borsa di studio e l’anno seguente, nel Pałak Sztuki di Cracovia, organizza la Prima Esposizione d’Arte Moderna Polacca del dopoguerra. Vi espone i suoi Quadri metaforici. Nel 1950 si ritira per quattro anni dalla vita artistica ufficiale. Nel 1955 fonda con Maria Jarema il “Teatro Cricot 2” e insieme producono La piovra di Witkiewicz (1956), Il Circo di Mikulski (1957) dove compare il primo “Ambalaź”. Negli anni Sessantta allestisce numerose mostre personali (Parigi, Düsseldorf, Göteborg, New York, Baden Baden, Norimberga) e partecipa alle esposizioni internazionali di Kassel, Venezia, Praga, Darmstadt, Pittsburg, Essen. Con il Teatro Cricot 2 presenta gli spettacoli ispirati a Witkiewicz: Nella piccola dimora, Il Pazzo e la Monaca, La Gallinella Acquatica. Scrive il Manifesto del Teatro Informel a cui fanno seguito il Manifesto del Teatro Zero, il Manifesto Ambalaź e i testi Incontro con il Rinoceronte di Dürer, Che bella cosa il vestito, Teatro happening o Teatro degli eventi. Il primo happening, Cricotage, si svolge a Varsavia alla Galleria Foksal. Seguono Il Grande Imballaggio, La lettera, l’Happening marino panoramico, La lezione di anatomia secondo Remdrandt, il Teatro impossibile. Vince il primo premio alla IX Biennale di San Paolo del Brasile e il Premio Marzotto. Nel 1968, partecipa all’Incontro Internazionale di Vela Luka, in Jugoslavia, dove incontra Achille Perilli che lo invita l’anno successivo a Roma per il Festival Premio Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Presenta La gallinella acquatica. Negli anni Settanta, l’impegno sul fronte delle arti plastiche procede parallelo al teatro. Partecipa alle mostre internazionali di Kassel, Dublino, Colonia e al simposio di arti plastiche “Wroclaw ‘70” (con il progetto della gigantesca Sedia in cemento, concretizzato poi in un monumento in legno alto 14 metri a Oslo), organizza alla Galleria Foksal Multipart, I progetti impossibili, gli Imballaggi concettuali e l’installazione Cambriolage, pubblica il Manifest 70, crea a Dourdan l’happening La lavanderia e a Parigi, con attori francesi, la piéce I Calzolai di Witkiewicz. Nel gennaio 1975 iniziano le prove de La classe morta, scrive il manifesto Il Teatro della morte e Il Piccolo Manifesto. La classe morta riceve a New York il Premio della Critica OBIE. Nel 1979, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, presenta il cricotage Où sont les neiges d’antan e inaugura la mostra L’avanguardia polacca 1910-1978. Le opere di T. Kantor. I pittori di Cricot. Il Teatro Cricot 2. A Firenze, nella chiesa sconsacrata di Santa Maria, avvia l’atelier del Teatro Cricot 2 che prevede un seminario e la creazione di un nuovo spettacolo. Nel 1980 nascono, in contemporanea, a Cracovia e a Firenze, le due Cricoteke, centri di documentazione del Cricot 2. Il 23 giugno 1980, il Cricot 2 presenta a Firenze, con la partecipazione di attori italiani, Wielopole-Wielopole. Negli anni successivi, oltre alle personali d’arte a Parigi, dove pubblica il testo Un lieu précis, e ad Avignone, partecipa alla XL Biennale di Venezia. Il Centre Geoirges Pompidou dedica una mostra al Teatro Cricot 2 e organizza Présence Polonaise, all’interno della quale allestisce La classe scolastica – l’opera chiusa. Cricot 2 debutta a Norimberga con Crepino gli artisti (una coproduzione italo-tedesco-polacca). A Milano, alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, conduce un seminario che si conclude con lo spettacolo Un matrimonio e la stesura delle Lezioni milanesi pubblicate nel 1988. Al Teatro Petruzzelli di Bari si svolge il convegno internazionale di studi dedicato alla sua creazione L’attesa molto importante. Nel 1987 crea il cricotage Macchina dell’Amore e della Morte, presentato a Kassel, Milano, Reggio Emilia e Palermo. Il Museo Internazionale delle Marionette gli dedica la mostra Tadeusz Kantor. Oggetti e macchine teatrali. Nel 1988, a Milano, prima mondiale di Qui non ci torno più. Al Teatro Chaillot di Parigi si svolge il Festival del Cricot 2, La retour. Théâtre de l’amour et de la mort; al Centre Pompidou, Tadeusz Kantor, peintre, auter, homme de théâtre: Ses resonances à la fin du XX siécle. Nel 1990, proseguono a Cracovia le prove, iniziate a Tolosa, dell’ultimo spettacolo Oggi è il mio compleanno. Muore, durante l’ultima prova, l’8 dicembre 1990.

Romano Martinis è nato a Udine nel 1941.
Ha incominciato come fotografo freelance nel 1968 e come docente di fotografia nel 1974 (dapprima all’“American Forum School di Roma, poi all’Istituto Europeo di design e all’ Accademia Italiana di Costume e Moda). Socio fondatore dell’Agenzia “Document for Press” e dell’Agenzia fotogiornalistica “Nadar”, dal 1995 è fotografo per “Lettera 22 Agenzia Giornalistica” (Diario, Manifesto, Carta, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.). Ha compiuto molti viaggi in Afghanistan, nelle zone di conflitto di Herat, Shindand, Farah, Bakwa, Bala-Murghab. Numerose le sue mostre personali (Udine 1972, Roma 1975, Salemi 1984, Bogota 1994, Copenhagen 1995, Genova 1995, Padova 1997, Roma 1998, Torino-Salerno 1999, Roma 2001, Arezzo 2002, Poznam 2003, Tirana 2003, Gorizia 2005, Udine 2008, Berlino 2009, Bucarest 2010, Firenze 2011, Trieste 2011) e le partecipazioni a collettive di rilievo (Milano, Praga, Los Angeles, Managua, Trieste, Torino, Lubiana, Firenze). Ha pubblicato diversi portfolio e volumi tra i quali si segnalano Il Gesto Generale, con prefazione di G. Bartolucci (1978), La resistenza eritrea, con prefazione di L. Basso (1978), Cricot 2 (1982), Tor Viscosa (1988), Tadeuzs Kantor: Crikot 2, con prefazione di C. Henri Favrod e A. Perilli (2000), Il tempo congelato, con prefazione di A. Scarpellini (2002), Ojective: People’s World (2003), Amicizia (2008). Nel 2001 gli è stato assegnato il premio Spilimbergo per la fotografia.





 
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