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11/05/2012 17.48.48 - Articolo letto 2630 volte

Pne, analisi indicatori conferma positività percorso avviato per la sanità lucana

Piano nazionale esiti Piano nazionale esiti
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Nel 2011 sono diminuiti i parti cesarei ed è stata attivata la rete dell’infarto. Sono così ridotte due criticità segnalate da Agenas. Massima attenzione sulle altre.
Basilicata Considerevole diminuzione della percentuale dei parti cesarei in Basilicata, criticità nel trattamento dell’infarto con conseguenti correttivi già attuati e massima attenzione per elevare gli standard su tutti i fronti. E’ migliorato dal 2010 lo stato di salute degli ospedali lucani. La presentazione del Programma nazionale esiti (Pne) di Agenas nella parte riguardante la Basilicata costituisce l’occasione per effettuare un check up dello stato di salute degli ospedali lucani e un momento di confronto con gli operatori delle Aziende sanitarie e del sistema ospedaliero.
Alla presenza di un parterre di medici e operatori sanitari, le relazioni di Fulvio Moirano e Carlo Perucci, rispettivamente direttore dell’Agenas e direttore scientifico del Piano esiti, hanno avuto il compito di illustrare gli indicatori relativi alla Basilicata in un seminario tecnico in cui è stata prevista la partecipazione dell’assessore alla Salute Attilio Martorano e del dirigente generale dell’Azienda sanitaria ospedaliera San Carlo Giampiero Maruggi.  “Il Programma nazionale esiti (Pne), gestito a Agenas su mandato del Ministero della Salute, ha l’obiettivo – ha spiegato Perucci - di supportare i processi di auditing clinico ed  organizzativo nel Sistema sanitario nazionale, per migliorarne equità ed efficacia. Pne non dà giudizi, non produce graduatorie, classifiche, pagelle. La valutazione dell’attività di assistenza ospedaliera in Basilicata, rivela ottimi risultati ed alcune criticità, ma soprattutto osserva un processo in atto di miglioramento, che si gioverà molto dello sviluppo in atto delle reti, in particolare per le sindromi coronariche acute. L’inserimento degli indicatori di esito nella valutazione delle aziende, del management e dei professionisti promuove l’accountability dei decisori, in  una competizione virtuosa per la salute, anche attraverso gli effetti sulla reputazione indotti da valutazioni condotte con metodi scientifici validi”.
Il piano prende in considerazione gli esiti dei ricoveri negli ospedali pubblici e privati, analizzandoli statisticamente sia per territorio, cioè sia per Azienda sanitaria di appartenenza, sia per singole strutture ospedaliere. Perciò, si parte dal dato costruito attraverso indicatori consolidati, che individuano profili standard di qualità per le strutture ospedaliere pubbliche e private, per iniziare una lettura approfondita delle criticità e intervenire sulle performance del sistema sanitario con programmi di auditing clinico e organizzativo. L’analisi degli indicatori contenuta nel Pne ha confermato la positività del percorso avviato dalla Regione per razionalizzare il sistema sanitario lucano garantendo appropriatezza ed efficienza della spesa.
Se nel 2009 i dati sulla percentuale di parti cesarei nelle primipare o nelle donne che in precedenza hanno avuto parti normali era decisamente elevata, nel 2010 la possibilità per le partorienti lucane di essere sottoposte al cesareo si è abbassata significativamente nei due maggiori ospedali lucani, cioè nel San Carlo e nel Madonna delle Grazie di Matera, anche se meno negli ospedali di Policoro e Melfi. Nella struttura ospedaliera materana il rischio del ricorso al cesareo è la metà rispetto al resto di Italia. Ciò in ragione delle linee guida nazionali sul parto cesareo a cui le strutture lucane si stanno adeguando e all’azione del gruppo di lavoro regionale, che sta lavorando alla riorganizzazione dei punti nascita in Basilicata, mettendo in campo modelli organizzativi per garantire la massima sicurezza nell’evento parto sia per la donna che per il nascituro.
Stesso discorso per la cardiologia lucana. I dati del 2010 indicano una dispersione dei trattamenti con una grande eterogeneità di esiti. Gli infarti con Stemi una bassa possibilità per i lucani colpiti da infarto del miocardio acuto di essere trattati attraverso il Ptca, cioè un metodo che interviene sull’arteria occlusa abbattendo la mortalità. Il 2011, però, ha significato un punto di svolta con la rete dell’Ima approvata dal governo regionale. A un anno dalla sua attivazione, il percorso diagnostico-terapeutico ed assistenziale per l’infarto acuto del miocardio, che ha azzerato per l’infarto i ricoveri fuori regione, ha ridotto i tempi di soccorso per il paziente infartuato e ha adottato un unico protocollo operativo. Prima l’infarto era trattato solo in ospedale, adesso in ambulanza si è in grado di avere una diagnosi. Su 808 elettrocardiogrammi eseguiti nel mezzo del 118 sono stati individuati 136 infarti. Alcuni sono stati trattati già in ambulanza, altri in ospedale secondo precisi protocolli medici. Il tavolo tecnico sta lavorando per migliorare la rete dell’infarto e accorciare ancora di più i tempi di soccorso. 
Considerando gli indicatori più importanti, il Piano esiti segnala la necessità di lavorare     per diminuire la mortalità a trenta giorni dall’intervento di by pass aorto-coronarico, che, sui 91 casi considerati nel 2010, è dell’8 per cento. L’intervento in Basilicata è eseguito solo nel reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, che ha registrato anche bassi volumi di attività. Nel reparto sono emerse criticità interne sulle quali si è concentrata l’attenzione del Dipartimento Salute e per migliorarne le performances già da marzo di quest’anno è stata sottoscritta una convenzione con il San Camillo di Roma e sono in corso le procedure per la nomina del primario. 
Un altro indicatore è l’operazione a 48 ore della frattura del collo del femore, trauma frequente soprattutto negli anziani. Nelle strutture lucane la possibilità di essere operati entro due giorni è il 50 per cento in meno rispetto al resto d’Italia e ciò potrebbe essere dovuto a un problema di organizzazione ospedaliera. Questo indicatore è entrato nel sistema di valutazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie lucane.
 

Piano nazionale esiti - La scheda

Il programma nazionale valutazione esiti (Pne), gestito da Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, per conto del Ministero della Salute, valuta le attività di assistenza di tutti gli ospedali italiani (censiti 1475), pubblici e privati accreditati, sia dal punto di vista dei produttori di servizi, che da quello delle Asl, titolari delle funzioni di tutela della salute della popolazione.
Il Pne è uno strumento che fornisce elementi conoscitivi importanti per supportare i processi decisionali di miglioramento dell’efficacia e dell’equità del servizio sanitario nazionale. Il modello utilizzato considera alcune variabili rilevate dal sistema informativo ospedaliero (Sio) che, raccoglie le informazioni di tutti i ricoveri ospedalieri (in acuzie e post-acuzie) registrati in Italia, attraverso la scheda di dimissioni ospedaliere (Sdo).
Le variabili rilevate sono: mortalità, riammissioni e complicanze a breve termine dopo interventi e procedure chirurgiche.
L’analisi dei dati è condotta su una serie di indicatori calcolati in base a struttura ospedaliera e area di residenza. A questi indicatori è stata applicata una serie di correzioni (risk adjustment) per rendere il dato finale confrontabile e statisticamente significativo con l’utilizzo della metodologia statistica inferenziale (p-value). Una serie di dati viene considerata statisticamente significativa se il suo valore “P” è minore o uguale a 0,05 (ovvero il 5%). Il valore fornito nelle tabelle si riferisce poi al rischio ‘aggiustato’ che tiene conto delle possibili disomogeneità esistenti nelle popolazioni dovute a caratteristiche come l’età, genere, gravità della patologia in studio, ecc.. e che incrociato con il ‘fattore P’ rende i risultati tra loro confrontabili.

Pne; De Filippo: “Buon livello, ma vigiliamo su criticità”
 
“Necessario l’impegno non solo della politica ma di tutti i livelli per puntare al miglioramento. E il monitoraggio è il primo passo”.
 
“La Sanità non è diversa dagli altri settori: anche qui, specie in un momento di difficoltà, se vogliamo che il sistema regga c’è bisogno che tutti diano il meglio, la politica sicuramente in prima fila, ma anche gli operatori ai diversi livelli”. Così il presidente della Regione, Vito De Filippo, in occasione della presentazione dei dati del Piano Nazionale degli esiti.
“La Sanità in Basilicata ha generalmente un buon livello con punte di eccellenza, monitorare la situazione e le criticità; è essenziale ed è necessario che ognuno si assuma la sua responsabilità per puntare al miglioramento. E noi, come e con i cittadini, dobbiamo vigilare su questo processo”.

Pne, Martorano: “Indicatori di qualità per esigere prestazioni di livello”
Abbiamo lavorato per risolvere le criticità, ottenendo risultati positivi, ma il processo deve essere continuo”
 
“Partendo dagli Stati generali della Salute, dove fu tracciato un primo quadro degli esiti, abbiamo prima di tutto affrontato le criticità emerse attraverso la riprogrammazione delle performance del sistema sanitario lucano. In questo momento di razionalizzazione, pretendiamo, in nome dei cittadini, che ogni euro speso dia risultati di livello”. Così l’assessore alla Salute, Attilio Martorano, al seminario tecnico di presentazione del Piano nazionale degli esiti.
“Lo studio di Agenas ci ha messo a disposizione dei dati misurati secondo rigorosi parametri oggettivi sulla qualità delle prestazioni delle strutture sanitarie. E’ chiaro, il rapporto non esprime giudizi, ma è un punto di partenza per i processi di auditing clinico e per una valutazione sull’efficacia del sistema. Abbiamo lavorato per risolvere le criticità, soprattutto nell’area cardiologica, e per alzare gli standard di qualità dell’offerta sanitaria. I risultati più che positivi fin qui ottenuti ci incoraggiano a proseguire nel percorso, considerando che la sanità più di altri non è un settore statico ma un campo dove la riuscita di un progetto dipende da molte variabili”.





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Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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